Requiem in re minore op. 48 di Gabriel Fauré il 3 aprile nella Basilica di San Francesco

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Orchestra Conservatorio + Marco Titotto_foto Marco Caselli Nirmal

Fine dello stato di emergenza Covid: il Conservatorio Frescobaldi di Ferrara consolida il progetto nato prima della pandemia e avviato con il Coro Polifonico Santo Spirito

FERRARA – Domenica 3 aprile alle ore 21, nella Basilica di San Francesco di Ferrara si terrà il concerto organizzato dal Conservatorio Frescobaldi in collaborazione con il Coro Polifonico Santo Spirito.

L’evento prevede il coinvolgimento degli studenti e dei docenti del Conservatorio: i solisti Anastasia Skenderaj, soprano, ed Emanuele Di Giandomenico, baritono, il Coro da camera del Conservatorio Frescobaldi diretto da Manolo Da Rold e il Coro Polifonico Santo Spirito diretto da Francesco Pinamonti, e l’Orchestra del Conservatorio Frescobaldi diretta da Marco Titotto. Ingresso libero, non è prevista la prenotazione.

Il programma di musica sacra, in osservanza del periodo pasquale, propone: Crisantemi di Giacomo Puccini, Deus Abraham di Camille Saint-Saëns e il celebre Requiem in re minore op. 48 di Gabriel Fauré.

Si tratta di un progetto nato prima della pandemia, che consolida la collaborazione del Conservatorio con le Istituzioni del territorio ferrarese e che finalmente avrà luogo nella chiesa rinascimentale di via Terranuova iniziata dall’architetto Biagio Rossetti. Il concerto, inoltre, avviene nei giorni in cui si proclama la fine dello stato di emergenza. La composizione più famosa di Fauré, basata sul concetto stesso di “requiem” cioè di riposo, parola con la quale si apre e si chiude l’intero componimento, diverrà pertanto anche un momento di sollievo, un abbraccio collettivo attraverso la musica dopo due anni di pandemia.

Deus Abraham di Saint-Saëns è un mottetto per soprano, coro e orchestra. La partitura originale prevede l’utilizzo dell’organo e dell’arpa: nella versione proposta dal Frescobaldi verrà coinvolta anche l’orchestra d’archi.

Crisantemi è invece un’elegia per quartetto d’archi scritta nel 1890 alla memoria di Amedeo di Savoia Duca D’Aosta. All’interno di questo brano è contenuto un tema che Puccini riprenderà in seguito nell’opera del 1893 Manon Lescaut.

Verrà infine eseguito il Requiem op. 48 di Gabriel Fauré. Il compositore francese lo scrisse tra il 1887 e il 1890, presumibimente scritto in memoria del padre, morto a Tolosa nel 1885. Il lavoro fu eseguito per la prima volta nel 1888 durante una celebrazione funebre, nella Chiesa della Madeleine di Parigi dove pochi anni dopo il compositore stesso diventerà organista titolare prima di essere nominato Direttore del Conservatorio. Fu l’unica opera di vaste dimensioni e con l’intervento dell’orchestra scritta da Fauré per la chiesa. Il Requiem fu nuovamente eseguito nella nuova versione il 12 luglio 1900 all’Esposizione Universale a Parigi e ancora sempre alla Madeleine il 4 novembre 1924, in occasione dei funerali dell’autore.

Il Requiem di Fauré si distacca notevolmente dalle altre composizioni del genere. L’autore si rifiuta di musicare il Dies irae, mentre compositori come Berlioz e Verdi ne avevano fatto il centro di un vero e proprio dramma religioso. «Né devoto né scettico» si definiva lo stesso Fauré. La sobrietà del canto e la discrezione delle tinte, infatti, ricreano nel Requiem dì Fauré una consapevole, sconsolata impotenza dell’uomo di fronte alla morte, e una conseguente dolente, ma equilibrata accettazione. In questa mediazione, ben lontana dalle passioni romantiche degli altri musicisti del suo tempo, sta tutta la modernità di Fauré e l’attualità della sua musica.