Question Time, chiarimenti sul decreto Unesco di tutela del centro storico

5

BOLOGNA – L’assessore Alberto Aitini ha risposto questa mattina, in sede di Question Time, alla domanda d’attualità della consigliera Emily Marion Clancy (Coalizione civica) sul decreto Unesco di tutela del centro storico.

La domanda della consigliera Clancy
“Appreso come l’attuazione del Decreto Unesco, e quindi l’interdizione all’apertura di nuove attività quali esercizi commerciali del settore alimentare e di somministrazione di alimenti e bevande, internet point, money change, money transfer, phone center e “compro oro nel cosiddetto “Nucleo di antica formazione” abbia finora avuto poco successo nel tutelare il centro cittadino da un sovraccarico delle attività citate. Si legge infatti che vi siano state più deroghe che divieti all’avvio di nuove attività; pone al Sindaco e alla Giunta la seguente domanda di attualità per avere una valutazione politica sul tema e un aggiornamento sull’efficacia della misura”.

La risposta dell’assessore Aitini
“Grazie presidente, grazie consigliera,
per la domanda molto utile, un tema ampiamente dibattuto tante volte ed è importante fare un aggiornamento. Io ritengo che l’articolo di giornale sia completamente errato, nel senso che ci sono dati assolutamente parziali, non tiene minimamente conto di tutte le domande che non sono mai state presentate, che noi possiamo valutare in alcune decine se non superiore al centinaio di domande e non sono state presentate proprio perchè non c’era la possibilità di avere nessuna deroga a fronte del regolamento approvato, che appunto prevede l’impossibilità di aprire nuove attività secondo parametri ben precisi, se non a fronte appunto della possibilità di richiedere e avere approvato un cosiddetto progetto speciale. Solo io posso testimoniare di aver incontrato decine di persone che ci hanno presentato la loro proposta senza presentare un progetto a tutti gli effetti, ma la loro idea di apertura e che quindi si sono chiaramente visti rispondere che con l’approvazione da parte del consiglio comunale del cosiddetto decreto Unesco non c’era la possibilità di aprire. Chiaramente sono tutte persone che non hanno neanche presentato la domanda perchè sapevano che sarebbe stata bocciata, quindi è chiaro che invece ha avuto un’efficacia enorme ed è una misura che è stata fondamentale, a maggior ragione dopo quello che è successo con l’emergenza sanitaria dove il mondo del commercio è stato ed è tuttora in enorme sofferenza cui avremmo aggiunto ulteriore sofferenza se queste attività avessero aperto, chiaramente con le regole precedenti cioè presentando semplicemente la cosiddetta SCIA, cioè una comunicazione di inizio attività e si sarebbero trovate in una condizione drammatica vista l’emergenza sanitaria. Chiaramente parliamo di una zona della città che è abbastanza ristretta, quella del centro storico, non di tutta la città ma che sicuramente si sarebbero trovati in una condizione molto critica. Io ritengo quindi che la misura sia fondamentale, le deroghe in due anni sono state meno di quindici, quindi sono state pochissime a fronte di progetti speciali che devono rispettare dei parametri precisi rispetto alla qualità, rispetto all’interesse pubblico, rispetto alla riqualificazione di spazi e quindi auspico che questa misura prosegua e penso, rispondendo all’ultima parte della sua domanda, che sia importante aggiornarla e quindi a scadenza di tre anni, previsti appunto dalla delibera del consiglio comunale, cioè all’inizio dell’estate del 2022. Penso che prima sarà importante aggiornare il regolamento anche inserendo ulteriori categorie da, appunto, escludere per quanto riguarda nuove aperture. Proprio perché rispetto alle categorie che sono state inserite, lei citava Internet Point, Money Change, Money Transfer, i Compro Oro, oltre ad esempio ai supermercati, ha avuto un’efficacia enorme nel senso che nessuna di queste attività ha aperto in questi due anni e penso che si possa ulteriormente allargare nella discussione che giustamente dovrà fare il prossimo consiglio comunale. Concludo dicendo che anche il dato sulle aperture nuove è completamente sbagliato perché parla delle aperture che non devono richiedere nessuna autorizzazione e quindi sono aperture che, come funziona nel resto della città, devono solo comunicare tramite SCIA ma non sono chiaramente dentro il perimetro del decreto e quindi non hanno necessità di richiedere eventualmente la deroga tramite il progetto speciale. Secondo me è un articolo fuorviante e non mette invece in mostra il fatto che il regolamento ha un’efficacia significativa tanto al punto che i commercianti e le associazioni di categoria, informalmente, hanno già chiesto un prolungamento del provvedimento alla scadenza dell’anno prossimo con eventualmente, appunto, una revisione e sicuramente con la possibilità di fare un nuovo provvedimento di durata triennale proprio per continuare sul percorso che è stato intrapreso e che ha portato a dei risultati significativi. Grazie.”