Marco D’Agostin dal 21 al 26 settembre in scena al Teatro Arena del Sole

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Best Regards-Alice Brazzit

BOLOGNA – Da martedì 21 a domenica 26 settembre ERT / Teatro Nazionale dedica a Bologna una personale al coreografo e danzatore Marco D’Agostin, con due spettacoli, inizialmente previsti nella scorsa stagione, e che ora concludono la programmazione estiva del Teatro Arena del Sole.

Dal 21 al 23 settembre va in scena BEST REGARDS, una coproduzione di ERT, che avrebbe dovuto debuttare in forma di anteprima nell’edizione di VIE 2020; e dal 24 al 26 settembre First Love, spettacolo del 2018, anno in cui D’Agostin si è aggiudicato il Premio Ubu come Miglior Performer Under 35.

BEST REGARDS è una sorta di lettera impossibile scritta a qualcuno che non risponderà mai, in cui il coreografo danza un tributo pop a Nigel Charnock, performer e autore dei DV8 Physical Theatre scomparso nel 2012 e con cui aveva lavorato in passato.

Sempre a un idolo, una figura centrale nella crescita del danzatore, la sciatrice e campionessa Stefania Belmondo, è dedicato First Love, che vede D’Agostin sul palcoscenico in un assolo, per ripercorre con le parole e il corpo la celebre gara della campionessa piemontese, la 15km a tecnica libera delle Olimpiadi di Salt Lake City 2002.

da martedì 21 a giovedì 23 settembre

BEST REGARDS

di e con Marco D’Agostin

suono, grafiche LSKA

testi Chiara Bersani, Marco D’Agostin, Azzurra D’Agostino, Wendy Houstoun

luci Giulia Pastore

costruzione scene Simone Spangaro

consulenza scientifica The Nigel Charnock Archive, Roberto Casarotto

consulenza drammaturgica Chiara Bersani, Claudio Cirri, Alessandro Sciarroni

consulenza tecnica Eleonora Diana, Luca Poncetta, Paola Villani, Andrea Sanson

movement coach Marta Ciappina

direzione tecnica Paolo Tizianel

cura, promozione Damien Modolo

organizzazione, amministrazione Eleonora Cavallo, Federica Giuliani

produzione VAN

coproduzione KLAP Maison pour la danse à Marseille, Rencontres chorégraphiques internationales de Seine-Saint-Denis, CCN2-Centre chorégraphique national de Grenoble, ERT / Teatro Nazionale
con il supporto di Points communs, Nouvelle scène nationale de Cergy-Pontoise et du Val d’Oise, Centrale Fies, CSC/Centro per la Scena Contemporanea (Bassano del Grappa), Marche Teatro/inTeatro Festival, the WorkRoom (Fattoria Vittadini), Teatro Comunale di Vicenza, L’arboreto – Teatro Dimora | La Corte Ospitale ::: Centro di Residenza Emilia-Romagna, ARTEFICI.ResidenzeCreativeFvg di ArtistiAssociati

spettacolo in italiano e in inglese

Dear N,
you were too much.
Too funny.
Not just plain funny but, you know:
silly funny, witty funny,
biting funny, cutting funny, ferocious funny,
despondent funny, frightening funny.
And physical too.
Yes too physical by half.
Too body, body.
Too bodily body to be theatre
and too entertaining to be serious.

Così inizia la lettera mai recapitata che Wendy Houstoun scrisse al suo amico e collega Nigel Charnock, pochi giorni prima che lui morisse, nell’agosto del 2012. Nigel era stato uno dei fondatori dei DV8 – Physical Theatre negli anni ’80; aveva poi proseguito in solitaria come performer e coreografo, dando vita a una serie di formidabili assoli.

Con i suoi spettacoli, esplosioni ipercinetiche in cui il canto, la danza, il grido, l’improvvisazione, la finzione e la realtà palpabile della performance restavano sospesi su vuoto abissale, ha allargato le maglie del genere “danza contemporanea”, incarnando quella possibilità dell’arte che David Foster Wallace avrebbe chiamato “failed entertainement” (intrattenimento fallito). In lui tutto era energia, desiderio, volontà. Eppure, come disperatamente ripete nel suo solo One Dixon Road, «there’s nothing else, it’s nothing, nothing»: non c’è nient’altro, niente, niente ha senso.

«Il mio incontro con lui, avvenuto nel 2010, – racconta Marco D’Agostin – ha segnato in modo netto il mio modo di pensare la danza. Nigel rappresentava ai miei occhi la possibilità che in scena tutto potesse accadere ed esplodere.

BEST REGARDS è la lettera che scrivo, con otto anni di ritardo, a qualcuno che non risponderà mai. È un modo per dire: Dear N, I wanted to be too much too (Caro N, anch’io volevo essere troppo). Come ha osservato il traduttore Ottavio Fatica, “le lettere giunte in ritardo mettono sotto accusa il tempo per non essere la durata assidua che si postula, bensì costellazione, via lattea d’istanti”. Ogni lettera, infatti, viaggia da un presente a un altro che potrebbe non trovare ad aspettarla. Da questo presente io rivolgo a tutti gli spettatori lo stesso invito: cantiamo assieme di una nostalgia che ci riguarda, noi che non siamo arrivati in tempo per dire quello che volevamo. All’ombra del tempo scaduto, e sotto la luce che Nigel continua a proiettare sulla scena di chi oggi danza, facciamo risuonare un ritornello martellante, spieghiamo di fronte ai nostri occhi un foglio bianco e chiediamoci: come la cominciamo, questa lettera impossibile?».

Da venerdì 24 a domenica 26 settembre

First Love

di e con Marco D’Agostin

suono LSKA

consulenza scientifica Stefania Belmondo e Tommaso Custodero

consulenza drammaturgica Chiara Bersani

luci Alessio Guerra

direzione tecnica Paolo Tizianel

promozione Damien Modolo

organizzazione Eleonora Cavallo, Damien Modolo

progetto grafico Isabella Ahmadzadeh

produzione VAN 2018

coproduzione Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale / Torinodanza festival e Espace Malraux – scène nationale de Chambéry et de la Savoie

nell’ambito del progetto “Corpo Links Cluster”, sostenuto dal Programma di Cooperazione PC INTERREG V A – Italia-Francia (ALCOTRA 2014-2020)

in collaborazione con Centro Olimpico del Fondo di Pragelato

progetto realizzato in residenza presso la Lavanderia a Vapore, Centro Regionale per la Danza

con il supporto di ResiDance XL, inTeatro

«Se dovessi raccontarti un’immagine di felicità, allora ti direi un’altura,

io sopra una roccia, sotto il sole, con un libro in mano»

Stefania Belmondo

First love è un risarcimento messo in busta e indirizzato al primo amore. È la storia di un ragazzino degli anni ’90 al quale non piaceva il calcio ma lo sci di fondo – e la danza, anche, ma siccome non conosceva alcun movimento si divertiva a replicare quelli dello sci, nel salotto, in camera, inghiottito dal verde perenne di una provincia del Nord Italia.

Quel ragazzo ora cresciuto, non più sciatore ma danzatore, non più sulla neve ma in scena, non più agonista ma ancora agonista, per via di un’attitudine competitiva alla coreografia che non si scolla mai, nostalgica e ricorsiva, ha incontrato il suo mito di bambino, la campionessa olimpica Stefania Belmondo, ed è tornato sui passi della montagna. È giunto il tempo di gridare al mondo che quel primo amore aveva ragione d’esistere, che strappava il petto come e più di qualsiasi altro.

Marco D’Agostin

Premio Ubu 2018 come Miglior Performer Under 35, Marco D’Agostin è attivo nel campo della danza e della performance. Dopo una formazione con maestri di fama internazionale (Yasmeen Godder, Nigel Charnock, Rosemary Butcher, Wendy Houstoun/DV8, Emio Greco), ha iniziato la carriera come interprete, danzando per, tra gli altri, Claudia Castellucci, Alessandro Sciarroni, Liz Santoro, Iris Erez, Sotterraneo.

Dal 2010 ad oggi ha sviluppato la propria ricerca, come coreografo ospite di numerosi progetti internazionali (ChoreoRoam Europe, Act Your Age, Triptych).

Ha presentato lavori in molti dei principali festival italiani ed europei (Santarcangelo, Romaeuropa, VIE, Torinodanza, OperaEstate, Rencontres Choréographiques de Saint-Denis e Théatre de La Ville a Parigi, Les Brigitines a Bruxelles, The Place Theatre in London, Sala Hiroshima a Barcellona, per citarne alcuni).

Ha ottenuto vari riconoscimenti: Premio Gd’A Veneto 2010 (Viola), Segnalazione Speciale al Premio Scenario 2011 (Spic & Span), Premio Prospettiva Danza 2012 (per non svegliare i draghi addormentati), Teatro Libero di Palermo Prize al BEFestival e secondo premio al concorso (Re)connaissance di Grénoble nel 2017 (Everything is ok). È stato per due volte tra le Priority Company del network europeo Aerowaves.

The Olympic Games, creato in collaborazione con Chiara Bersani, è stato coprodotto da K3|Tanzplan (Kampnagel, Amburgo) e dal progetto europeo BeSpectACTive. Nel 2018 ha debuttato Avalanche, co-prodotto da Rencontres Chorégraphiques de Saint-Denis, CCN di Nantes e Marche Teatro, e First love, una commissione di Torinodanza e Espace Malraux (Chambéry).

Marco D’Agostin è uno dei fondatori di VAN, organismo di produzione della danza riconosciuto e sostenuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali dal 2015.

Per ERT / Teatro Nazionale ha realizzato con Marta Cuscunà, Chiara Bersani e Sotterraneo il dispositivo ludico Chi vuol essere repubblicano?, in occasione dell’ultima Festa della Repubblica, e nell’ambito della rassegna In Chiostro e dintorni 2020 al Teatro Arena del Sole ha dialogato, con Franco Bragagna, la voce che da quasi trent’anni racconta in RAI l’atletica, lo sci di fondo e molte altre discipline minori, nell’incontro pubblico dal titolo Volevo vincere le Olimpiadi. Nel novembre 2020 è stato protagonista dell’incontro web Una conversazione sospesa: riflessioni su tempo, letture e danza con Gaia Clotilde Chernetich.

CANTINELLA – RISTORO ALL’ARENA DEL SOLE

Nel Chiostro il bar di Cantinella a cura di Good Vibes, con gli arredi del Mercato di Piazza Grande.

Giovedì, venerdì e sabato dalle 19.00 | domenica dalle 15.00.

Informazioni:

Teatro Arena del Sole, via Indipendenza 44 – Bologna

Prezzi dei biglietti € 12 / 7,50

Ingresso consentito ai possessori di green pass come definito nel DPCM n.105 del 23/07/2021, art.3 comma 4. Per i minori di 12 anni non è previsto l’obbligo del green pass.

Da quest’anno sarà possibile utilizzare i biglietti in formato elettronico. Acquistando biglietti on-line o telefonicamente si riceverà una conferma via mail che potrà essere utilizzata per entrare in sala senza necessità di passare dalla biglietteria.

Biglietteria: dal martedì al sabato dalle ore 11.00 alle 14.00 e dalle 16.30 alle 19.00

Tel. 051 2910910 – biglietteria@arenadelsole.it | bologna.emiliaromagnateatro.com

Teatro Arena del Sole

Via Indipendenza 44, Bologna

Personale di Marco D’Agostin

BEST REGARDS

da martedì 21 a giovedì 23 settembre, ore 21.00

Sala Thierry Salmon

durata 60 minuti

First Love

da venerdì 24 a domenica 26 settembre

venerdì ore 21.00 | sabato ore 19.00 | domenica ore 16.00

Sala Thierry Salmon

durata 43 minuti

Si ringrazia Associazione Scenario e Ateliersi per la collaborazione alla

“Personale di Marco D’Agostin”