FAENZA (RA) – Sarà un intenso Omaggio a François Truffaut ad inaugurare – martedì 28 ottobre, ore 21.00 – al Teatro Angelo Masini di Faenza, la quattordicesima edizione di ERF&TeatroMasiniMusica 2025/26, organizzata come sempre da Emilia Romagna Festival insieme al Comune di Faenza, in collaborazione con la Scuola Comunale di Musica “G. Sarti” di Faenza, Accademia Perduta/Romagna Teatri, MIC Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza. Protagonista la grande pianista e compositrice jazz Rita Marcotulli, insieme a un eccezionale sestetto composto da Javier Girotto, Aurora Barbatelli, Ares Tavolazzi, Roberto Gatto e Vince Abbracciante, con cui guiderà il pubblico in un emozionante viaggio multimediale in onore del grande regista scomparso nel 1984, François Truffaut.
Una perfetta sintonia fra cinema e musica, dove la magia e le inquietudini del regista francese sono tradotte in note dalla pianista romana fin dal 1998 con l’album The woman at next door, registrato per l’etichetta francese Label Bleu. Poi l’etichetta ha chiuso e il disco non più reperibile. Così, nel 2009 Rita Marcotulli ha deciso di reincidere i brani, con la squadra di musicisti quasi immutata, mantenendo lo spirito originario del progetto. La Marcotulli ha tradotto in musica il tema della fuga presente ne Il ragazzo selvaggio, il tema della memoria e quelli legati ad un personaggio caratteristico come l’Antoine Doinel di Baci rubati, la sua instabilità ricca di umanità e di una voglia di vivere particolare, fino a rielaborazioni di celebri temi di colonne sonore, come quella di 400 colpi. Una voglia di mettersi in gioco, di provarsi, di correre il rischio della ricerca di una propria strada nel mondo, quel capitolo che nella performance ha il nome di The song of experience. Un dialogo equilibrato tra la musica e le scene di Truffaut, con la regia di Maria Teresa De Vito e un perfetto interplay tra il pianoforte di Rita Marcotulli, la fisarmonica di Vince Abbracciante, piena di pathos, l’energia della batteria di Roberto Gatto nei passaggi più hard-bop, la leggerezza di Aurora Barbatelli con la sua arpa celtica e la “voce”, i fiati di Javier Girotto a cui è affidata l’esposizione melodica.
Pianista e compositrice di riconosciuta statura internazionale, Rita Marcotulli si è affermata a partire dalla fine degli anni Ottanta collaborando con artisti come Peter Erskine, Joe Henderson, Joe Lovano, Enrico Rava, Billy Cobham e Dewey Redman. La lunga esperienza in Svezia le ha permesso di intrecciare feconde collaborazioni con figure chiave del jazz nordico come Palle Danielsson, Marilyn Mazur e Jon Christensen, contribuendo a definire il suo linguaggio sonoro originale, aperto anche a influenze brasiliane, africane e indiane. Vincitrice di numerosi riconoscimenti — tra cui il David di Donatello, il Nastro d’Argento e il Ciak d’Oro per la colonna sonora del film Basilicata Coast to Coast di Rocco Papaleo — è stata insignita del titolo di Ufficiale della Repubblica Italiana dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e nominata membro della Royal Swedish Academy of Music. Oggi è considerata una delle voci più autorevoli e ispirate del jazz contemporaneo europeo.
MUSICA A 1 EURO
Parte integrante della stagione invernale faentina è il progetto Educational “Musica a 1 Euro”, pensato per avvicinare le giovani generazioni alla musica dal vivo, negli anni tanta è stata la partecipazione di giovani del territorio. Nato nel 2014 proprio nell’ambito di ERF&TeatroMasiniMusica, l’iniziativa ha riscosso un crescente consenso, estendendosi negli anni anche alle stagioni di Imola, Castel San Pietro Terme e Forlì. Il cuore del progetto resta invariato: per tutti i ragazzi e le ragazze delle scuole faentine fino a 19 anni, l’accesso ai concerti sarà possibile con un biglietto simbolico di 1 euro. A questo si affianca un ricco calendario di incontri-concerto e prove aperte, in cui i musicisti dialogano con gli studenti, raccontano il repertorio, rispondono a domande e condividono l’esperienza artistica. Gli appuntamenti saranno arricchiti dalla presenza di esperti con competenze musicali e pedagogiche.
La quattordicesima stagione di ERF&TeatroMasiniMusica è realizzata da Emilia Romagna Festival e dal Comune di Faenza in collaborazione con la Scuola Comunale di Musica “G. Sarti” di Faenza, Accademia Perduta/Romagna Teatri, MIC Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza e con il sostegno di Ministero della Cultura, Regione Emilia Romagna, Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, Turkish Airlines, ConAMI, Andalò Gianni, Curti, Sfera, CLAI, BCC Ravennate, forlivese e imolese, AutoSICA.
INFO INGRESSSO
I settore € 20 – II settore € 16 – Loggione € 12
Biglietti ridotti
– abbonati stagione teatrale del Teatro Angelo Masini
– possessori MIC Card Faenza
– over 65 anni e fino a 25 anni
– allievi e insegnanti Scuola di Musica Sarti
– titolari della YoungER Card Emilia-Romagna
– titolari Card Cultura Bologna
– associati CNA Forlì-Cesena
– soci T.I.L.T. – Imola
– Iscritti Touring Club Italiano
I settore € 17 – II settore € 14 – Loggione € 10
Prevendite su Vivaticket
BIO ARTISTI
Pianista e compositrice tra le più affermate ed apprezzate a livello internazionale, RITA MARCOTULLI inizia la sua carriera fulminante sul finire degli anni ‘80 e grazie a prestigiose collaborazioni – solo per citarne alcune, Peter Erskine, Joe Henderson, Joe Lovano, Enrico Rava, Andy Sheppard, si afferma in breve tempo come una figura importante a livello internazionale sulla scena jazz contemporanea: nel 1987 la rivista Musica Jazz la vota come Miglior Nuovo Talento; nel 1998 il Guardian premia il suo Te woman next door come miglior Cd dell’anno; nel 1989 entra a far parte del gruppo di Billy Cobham con il quale si esibisce in tutto il mondo, nel 1992 si unisce al gruppo di Dewey Redman con cui collabora per 15 anni suonando in tutta Europa e Sud America. Importanti anche le sue collaborazioni con musicisti del Nord Europa che portano nuove musicalità nel suo incessante percorso di ricerca. Durante la sua lunga permanenza in Svezia nascono le preziose collaborazioni con Palle Danielsson, Marilyn Mazur, Jon Christensen, Nils Petter Molvaer, Anders Jormin, Tore Brumborg. Bobo Stenson e John Taylor. Da metà degli anni 90, forte di una così ricca e variegata esperienza internazionale, torna in Italia alternando propri progetti nel jazz a collaborazioni nel mondo della canzone tra cui la formazione Pino Daniele – Pat Metheny, Giorgio Gaber, Gino Paoli, Noa. Nella sua eclettica carriera entra anche il cinema: nel 2009 realizza la colonna sonora del flm “Basilicata coast to coast”, di Rocco Papaleo, per la quale ha ricevuto il Ciak d’Oro nel 2010, il Nastro d’Argento per la migliore colonna sonora e il David di Donatello come miglior musicista nel 2011, prima donna in assoluto a ricevere questo premio. Nel 2019 il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella la nomina Ufficiale della Repubblica. Sempre nel 2019 viene nominata membro della Royal Swedish Academy of music. Oggi Rita Marcotulli è una pianista e compositrice famosa. Rispettata per il suo stile di suono unico e la capacità di improvvisare. La sua fonte di ispirazione è vasta e include anche influenze dalla musica brasiliana, africana e indiana.
VINCE ABBRACCIANTE “È la stella nascente della fisarmonica in Italia, dotato di una tecnica notevole, un senso profondo del blues e dello swing. Padroneggia la fisarmonica come pochi e suona con talento qualsiasi genere musicale.” (Dizionario del jazz italiano, 2014).
Di lui Richard Galliano ha detto: “Chi più mi ha impressionato è un giovane italiano, originario della Puglia: si chiama Vincenzo Abbracciante. In ogni brano mi ha imbarcato in una storia e commosso.” (Jazzman, 2005).
Nasce ad Ostuni nel 1983. All’età̀ di otto anni intraprende gli studi musicali con il padre Franco. Ha frequentato master class con Franco D’Andrea, Bruno Tommaso, Richard Galliano, Joelle Leandre, Steve Potts, Roberto Gatto, Dado Moroni, Jacques Mornet, Rosario Giuliani e si diploma in musica jazz, primo livello, presso il Conservatorio “Nino Rota” di Monopoli sotto la guida di Gianni Lenoci e in Fisarmonica Classica, secondo livello, presso il Conservatorio “E. R. Duni” di Matera sotto la guida di Gian Vito Tannoia, con lode e menzione speciale. Nel 2000 vince il “25° concorso internazionale Città di Castelfidardo” e nel 2003 vince il 53° Trofeo Mondiale di fisarmonica. Dal 2000 è testimonial delle fisarmoniche Borsini di Castelfidardo. Si è esibito nei cinque continenti: Germania, Brasile, Stati Uniti, Indonesia, Malesia, Tailandia, Singapore, Inghilterra, Austria, Francia, Spagna, Belgio, Portogallo Sud Africa, Egitto, Cina, India, Corea Del Sud, Australia, Nuova Zelanda, Libano, Danimarca, Russia, Olanda, Lettonia, Lituania, Argentina, Cile, Perù, Kazakistan, Uzbekistan, Kirghizistan e Canada, esibendosi in festival e jazz club prestigiosi, suonando con musicisti di spicco: Javier Girotto, Gabriele Mirabassi, Fabrizio Bosso, Juini Booth, Peppe Servillo, John Medeski, Richard Galliano, Marc Ribot, Rita Marcotulli, Flavio Boltro, Carlo Actis Dato, Bruno Tommaso, Giovanni Amato, The Bumps (Davide Penta & Antonio Di Lorenzo), Roberto Ottaviano, Paola Arnesano, Maria Mazzotta, Cesare Dell’Anna, Luca Ciarla, Lucio Dalla, Ornella Vanoni, Heidi Vogel, Francesco Lotoro.
Nel 2006 si avvicina alle tastiere vintage dagli organi (Hammond, Farfisa, Elka) ai piani elettrici (Rhodes, Wurlitzer), dando sfogo alla sua vena creativa e psichedelica. Nel 2009 progetta insieme a Carlo Borsini un nuovo sistema per il cambio dei registri della fisarmonica, che permette di ampliare la gamma sonora del suo strumento. La nuova fisarmonica, dopo più di un anno di costruzione e progettazione, è stata presentata ufficialmente alla fiera di Francoforte in Aprile 2011. Nello stesso anno gli viene attribuito dal Festival Internazionale di Castelfidardo il prestigioso premio “VOCE D’ORO”, riconoscimento attribuito storicamente a quanti con la loro musica promuovono l’immagine della fisarmonica. Nel 2013 viene premiato dal festival ARGOJAZZ di Marina di Pisticci (MT) come “Miglior Strumentista 2013′′. Nel 2017 pubblica il suo secondo album dal titolo “Sincretico”, prima gemma della sua discografia, contenente otto nuove composizioni per fisarmonica, quintetto d’archi e chitarra. Dal 2017 il calco della sua mano destra viene conservato presso il “Museo Internazionale delle Impronte dei Fisarmonicisti” di Recoaro Terme (VI). Nel 2018 vince il Bucharest International Jazz Competition con il suo trio. Nel 2021 con il disco Terranima, nel 2022 con il disco Santuario (in duo con Javier Girotto) e nel 2024 con il disco Melodico (in duo con Andrea Sabatino) si aggiudica l’Orpheus Award, premio della critica per le migliori produzioni discografiche di fisarmonica, nella sezione “Musica Jazz”.
AURORA BARBATELLI inizia a suonare il pianoforte da piccola a 5 anni. Nel 1978 inizia a suonare l’arpa celtica a Roma al Folkstudio all’eta’ di 15 anni con il gruppo italiano di musica irlandese “Roisin Dubh”, suonando con loro anche le tastiere.Negli anni 80 fonda insieme alla sorella Barbara il gruppo di musica galiziana “Campus Stellae”. Il repertorio del gruppo era basato su proprie composizioni, brani tradizionali spagnoli galiziani e dell’area celtica europea in generale. Negli anni seguenti Aurora ha continuato a suonare con la sorella e da sola in molte situazioni differenti. Musica folk italiana con Ambrogio Sparagna, Blues con il chitarrista inglese Mike Cooper, musiche per il teatro napoletano a Napoli, Jazz con Rita Marcotulli, partecipando a diversi dischi e concerti.
MARIA TERESA DE VITO è una regista, produttrice e autrice che ha dedicato la sua carriera alla realizzazione di documentari e contenuti audiovisivi su arte, filosofia, musica, teatro e cinema. Ha collaborato con importanti istituzioni come RAI, TV2000, il Ministero della Pubblica Istruzione, il Ministero della Cultura, l’Accademia Nazionale dei Lincei e l’Ambasciata Svizzera in Italia, consolidando il suo ruolo di riferimento nel panorama del documentario culturale. Tra le sue opere più note figurano: Sartre e il maggio francese; Wittgenstein, un filosofo tra Vienna e Cambridge; Karl Popper contro la televisione; Giovanni Testori e l’angelo della realtà; Le vie di Dante; Countdown per il Parco della Musica; Renzo Piano. Un centro per Paul Klee; Léo Ferré in Italia; Paul Klee torna a Roma e Alberto Sughi – La pittura è un’avventura. Ha inoltre realizzato le serie multimediali Una Biblioteca, un Libro, trasmessa su RAI 5 e TV2000, e Giuseppe Verdi 2011, prodotta per RAI. Nel 2024, ha curato la direzione artistica della serie Per una storia del pensiero economico, realizzata per RAI e Banca d’Italia, un progetto che, attraverso 100 interviste a importanti economisti, ripercorre l’evoluzione del pensiero economico. Dal 1996, ha avviato la collaborazione con la compositrice e pianista jazz Rita Marcotulli, realizzando insieme progetti in cui musica e immagini si intrecciano in una fusione poetica e suggestiva. Grazie alla sua capacità di intrecciare sensibilità artistica, ricerca storica e un raffinato linguaggio visivo, Maria Teresa de Vito ha ottenuto il plauso di figure autorevoli del panorama culturale italiano. Registi come Citto Maselli ed Ettore Scola, insieme a importanti intellettuali quali Maurizio Calvesi, Ugo Gregoretti e Sergio Zavoli, ne hanno riconosciuto il talento e l’originalità stilistica. Il suo lavoro si distingue per l’eleganza della narrazione, l’attenzione alla relazione tra musica e immagine e la capacità di seguire i processi creativi con uno sguardo attento e poetico. Nel 2013 ha fondato Meti Pictures, casa di produzione con cui ha sviluppato progetti di divulgazione culturale. Nel 2018 ha co-fondato Le Mostre Impossibili, di cui è diventata presidente nel 2020, continuando a promuovere la valorizzazione del patrimonio artistico italiano attraverso una prospettiva innovativa e coinvolgente.
ROBERTO GATTO Nato a Roma il 6 ottobre 1958, il suo debutto professionale risale al 1975 con il Trio di Roma (Danilo Rea, Enzo Pietropaoli) e da allora ha suonato in tutta Europa e nel mondo con i suoi gruppi e a fianco di artisti internazionali. Oltre ad una ricerca timbrica raffinata e a una tecnica esecutiva perfetta, i gruppi a suo nome sono caratterizzati dal calore tipico della cultura Mediterranea; questo rende senza dubbio Roberto Gatto uno dei più interessanti batteristi e compositori in Europa e nel mondo. E’ sicuramente il più rinomato batterista Italiano all’estero e vanta importanti partnerships con artisti del mondo del jazz e non solo. Numerose sono le sue collaborazioni come sideman: Chet Baker, Freddy Hubbard, Lester Bowie, Gato Barbieri, Kenny Wheeler, Randy Brecker, Enrico Rava, Ivan Lins, Vince Mendoza, Kurt Rosenwinkel, Joey Calderazzo, Bob Berg, Steve Lacy, Johnny Griffin, George Coleman, Dave Liebman, Phil Woods, James Moody, Steve Grossman, Lee Konitz, Barney Wilen, Ronnie Cuber, Sal Nastico, Michael Brecker, Jed Levy, George Garzone, Tony Scott, Paul Jeffrey, Bill Smith, Joe Lovano, Curtis Fuller, Kay Winding, Albert Mangeldorff, Cedar Walton, Tommy Flanagan, Kenny Kirkland, Stefano Bollani, Mal Waldron, Ben Sidran, Enrico Pieranunzi, Dave Kikosky, Franco D’Andrea, John Scofield, John Abercrombie, Billy Cobham, Bobby Hutcherson, Didier Lockwood, Richard Galliano, Christian Escoude, Joe Zawinul, Bireli Lagrene, Palle Danielsonn, Scott Colley, Eddie Gomez, Giovanni Tommaso, Paolo Damiani, Emmanuel Bex, Pat Metheny, Adam Rogers, Rita Marcotulli, Niels Henning Pedersen, Mark Turner, Lew Tabackin, Chris Potter, Mike Moreno, Dado Moroni. Come leader ha registrato molti album: Notes, Fare, Luna, Jungle Three, Improvvisi, Sing Sing Sing, Roberto Gatto plays Rugantino, Deep, Traps, Gatto-Stefano Bollani Gershwin and more, A Tribute to Miles Davis Quintet, Omaggio al Progressive, The Music Next Door, Roberto Gatto Lysergic Band, Remebering Shelly. Nel corso degli anni ha composto musica per il cinema, in particolare insieme a Maurizio Giammarco la colonna sonora di “Nudo di donna” per la regia di Nino Manfredi, e, in collaborazione con Battista Lena, le colonne sonore di “Mignon e Partita”, che ha ottenuto cinque David di Donatello, “Verso Sera” e “Il grande cocomero”, tutti diretti da Francesca Archibugi. Nel 1983 è stato eletto il primo batterista Italiano dal sondaggio della rivista mensile Fare Musica. Nel 1983 e nel 1987 con il gruppo Lingomania ha vinto il referendum Top Jazz della rivista Musica Jazz nella categoria miglior gruppo. Nel 1988, 1989, 1990 è stato al primo posto della categoria batteristi dei “vostri preferiti” di Guitar Club. Nel 2007, 2009 e 2010 è stato votato come il miglior batterista dal referendum Top Jazz della rivista Musica Jazz. Nel 1993 ha realizzato due video didattici “Batteria vol. 1 e 2″. E ‘stato il direttore artistico di Jazz in progress presso il Teatro dell’Angelo a Roma. Per oltre dodici anni ha insegnato batteria e musica d’insieme presso i seminari di Siena Jazz. Ha frequentato il Conservatorio di Santa Cecilia a Roma e il Conservatorio de L’Aquila. È titolare della cattedra di batteria jazz al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma.
JAVIER GIROTTO, nato a Córdoba, Argentina, nel 1965, è un musicista e compositore di grande talento noto per la sua versatilità con strumenti come saxofoni, flauti, clarinetto basso e strumenti tradizionali andini. La sua passione musicale è emersa grazie al nonno materno, direttore di banda, e si è evoluta attraverso vari generi e collaborazioni nel corso della sua carriera. Dopo aver iniziato con il clarinetto in giovane età, si è avvicinato al sax contralto, cercando invano un’educazione jazz a Buenos Aires, ma trovando successo nella sua città natale, Córdoba. Ha formato gruppi di ispirazione jazz e suonato musica commerciale dei “Cuartetos”. A 16 anni ha iniziato studi classici al Conservatorio Provinciale De Córdoba, eccellendo in clarinetto e flauto. Successivamente, ha formato gruppi musicali come i Vertiente e Jazz 440. La svolta per Girotto è arrivata con una borsa di studio al Berklee College of Music, dove si è diplomato “Cum Magna Laude”. Durante il suo soggiorno negli Stati Uniti, ha studiato con figure iconiche come Joseph Viola e George Garzone e ha collaborato con artisti come Danilo Pérez e Bob Moses. Trasferitosi in Italia a 25 anni, grazie alle origini pugliesi della sua famiglia, ha fondato gruppi come il sestetto latin jazz “Tercer Mundo” e il quartetto di sax “Six Sax”. Il progetto di maggior impatto è però Aires Tango, un connubio tra tango e jazz, che ha ricevuto il plauso del pubblico e portato alla registrazione di 10 album, tra cui il celebrativo “10/15”. Parallelamente, Girotto ha esplorato le sue radici argentine con “Córdoba Reunion” e ha collaborato con artisti come Mercedes Sosa. Ha sviluppato progetti sperimentali in duo con Luciano Biondini (fisarmonica) e Daniele Di Bonaventura (bandoneón), con i quali ha inciso album che fondono tradizione e improvvisazione. Le collaborazioni di Girotto sono molteplici e includono l’Orchestre National du Jazz di Parigi, la PMJO di Roma e la Jazz Orchestra of the Concertgebouw di Amsterdam. Inoltre, ha realizzato un raffinato trio con il cantante Peppe Servillo e il pianista Natalio Mangalavite, esplorando temi poetici e culturali in album come “L’Amico di Córdoba” e “Futbol”. La carriera di Girotto è costellata di successi, caratterizzati da un profondo legame con le sue origini musicali, l’innovazione compositiva e una costante ricerca di nuove forme espressive. La sua presenza è stata apprezzata in festival e concerti in tutto il mondo, dall’Europa all’America Latina. Nel corso della sua carriera, Javier Girotto ha intrapreso numerosi progetti innovativi che hanno consolidato la sua posizione come figura di spicco nel panorama jazzistico. Tra i lavori più significativi del 2008 si annovera la presentazione del “Concerto Latino” per orchestra sinfonica e sax soprano, ideato da Paolo Silvestri e Girotto. Questo progetto, eseguito con orchestre prestigiose come l’Orchestra Sinfonica di San Marino e la Filarmonica Marchigiana, è stato riproposto con le migliori orchestre sinfoniche europee. Sempre nel 2008, Girotto ha collaborato con Fabrizio Bosso nella formazione del gruppo “Latin Mood”, che ha dato origine a dischi come “Tribute” e “Sol”, quest’ultimo pubblicato dalla Blue Note. Nel 2012, il progetto è culminato con l’album “Vamos”. Parallelamente, ha sviluppato un repertorio originale per quartetto di sassofoni insieme all’Atem Saxophon Quartet, documentato nei dischi “SUIX” e “Araucanos”. Nel 2009, Girotto ha registrato come solista per la rivista L’Espresso un live con Aires Tango e Luciano Biondini. Due anni dopo, ha fondato la sua etichetta discografica, JG Records, inaugurandola con l’album “Alrededores de la Ausencia”, registrato in Argentina con amici musicisti di lunga data. Tra il 2009 e il 2011, si è dedicato all’insegnamento presso il Conservatorio Santa Cecilia di Roma e ha tenuto seminari in vari conservatori e scuole di musica in Italia e nel mondo. Nel 2012 ha dato vita al progetto “Musique sans Frontière” con il pianista Michele Campanella, integrando musica classica con elementi di improvvisazione e sassofono. Questo lavoro è stato documentato nell’album del 2014 pubblicato da CAM JAZZ. La sua attività dal vivo ha incluso tournée nei festival jazz sudamericani insieme a Ralph Towner nel 2012 e la registrazione del 12° disco degli Aires Tango, “Duende”, nel 2015. Nel 2016 ha affrontato una sfida personale significativa: un disturbo noto come distonia focale, che ha temporaneamente compromesso la sua capacità di suonare. Dopo un lungo percorso di recupero, è tornato alla musica nel 2018 con nuovi progetti, tra cui un tour in Sud America e il disco “Vers la Grande Porte de Kiev” con Campanella. Nel 2017 ha pubblicato il libro e disco “Escenas en Solo”, un lavoro per sax solo registrato prima della malattia. Le collaborazioni di Girotto sono molteplici e includono figure come Enrico Rava, Roberto Gatto, Gianluca Petrella e Rita Marcotulli. Con questi artisti ha esplorato varie sfaccettature del jazz e della musica etnica-argentina, partecipando a festival di rilevanza internazionale come Umbria Jazz. Girotto continua a essere un pilastro del jazz contemporaneo, grazie alla sua inesauribile creatività e alla capacità di fondere tradizione e innovazione.
ARES TAVOLAZZI Studia violoncello e contrabbasso al Conservatorio “Frescobaldi” di Ferrara. Inizia la carriera di bassista suonando per la cantante Carmen Villani, nel gruppo beat Avengers (in cui alla batteria c’è un altro ragazzo di Ferrara, Ellade Bandini), con cui incide anche un 45 giri omonimo nel 1965 per la Bluebell. Nel 1969 forma, con Ellade Bandini e con il tastierista milanese Vince Tempera, il gruppo The Pleasure Machine, con cui incide cinque 45 giri nei tre anni successivi. Con gli stessi musicisti inizia a lavorare come turnista nelle sale di registrazione milanesi partecipando al disco L’isola non trovata di Francesco Guccini e Terra in bocca de I Giganti; in quest’ultima occasione lega con Enrico Maria Papes. Dopo lo scioglimento dei The Pleasure Machine, suona dal 1973 al 1983 nel gruppo storico d’avanguardia Area, rimasto senza bassista dopo la partenza di Patrick Djivas, entrato nella Premiata Forneria Marconi: insieme a Demetrio Stratos, Patrizio Fariselli, Paolo Tofani e Giulio Capiozzo, registra oltre dieci LP e partecipa a numerose manifestazioni anche internazionali. Nel medesimo periodo si avvicina alla musica jazz, frequentando l’ambiente jazzistico di New York. Nel 1978 presterà la sua opera al basso e nei cori per Ufo Robot dell’ex compagno Vince Tempera, e sarà con lui coautore della prima sigla finale della serie Shooting Star, in cui suonerà anche il basso. Continua in quegli anni l’attività di turnista, suonando con artisti quali Mina, Eugenio Finardi, Paolo Conte e continuando (anche dal vivo a partire dal 1982) la collaborazione con Francesco Guccini. Nel 1982 partecipa al tour italiano dell’orchestra di Gil Evans, con Steve Lacy e Pietro Tonolo. Sempre nel 1982 collabora all’incisione della Rock Opera Roadissea (Pubblicata dalla Pelo Record di Ferrara). Per tre anni consecutivi (dal 1984 al 1986) è primo in una speciale classifica dei bassisti italiani indetta da Guitar Club. Nel 1987 vince il premio “AdrianoWillaert” come migliore musicista dell’anno. Dal 1990 ad oggi collabora in concerti e registrazioni discografiche con numerosi musicisti italiani e stranieri, tra i quali Stefano Cocco Cantini, Sal Nistico, Max Roach, Lee Konitz, Phil Woods, Mau Mau, Massimo Urbani, Enrico Rava, Stefano Bollani, Walter Paoli, Franco D’Andrea, Dado Moroni, Ermanno Maria Signorelli, Enrico Pieranunzi, Roberto Gatto, Danilo Rea, Mike Melillo, Ray Mantilla, Carlo Atti, Paolo Fresu, Tino Tracanna, Gianni Basso, Simone Graziano, Gianluca Petrella, Vinicio Capossela e molti altri. Nel 1992 ha suonato, con Vince Tempera, Ellade Bandini, Massimo Luca e Maurizio Tirelli, nell’album Ma noi no dei Nomadi, l’ultimo pubblicato dal gruppo emiliano con il cantante Augusto Daolio. Collabora negli anni a diversi lavori teatrali componendo e suonando dal vivo (di recente Ruth e Il Cantico dei Cantici per la Fondazione Teatro di Pontedera). Ha tenuto seminari sull’improvvisazione in tutta Italia, insegnando anche in scuole jazz a Milano, Bologna, Ferrara, Rovereto. Nel 2011 assieme a Paolo Tofani, Patrizio Fariselli e Walter Paoli inizia l’AREA Reunion Tour, riproponendo gli storici brani degli Area privi di Demetrio Stratos, elemento che volutamente non è mai stato rimpiazzato. L’intenzione è quella di far sentire la crescita musicale, i singoli percorsi individuali degli esecutori e gli inevitabili cambiamenti, più che tentare una rimpatriata nostalgica. Nel settembre 2015 partecipa all’iniziativa della rivista Musica Jazz in ricordo di Sergio Endrigo per il decennale della scomparsa, interpretando La rosa bianca nella raccolta Momenti di jazz, insieme a Walter Paoli, Bruno Cesselli e Mauro Negri. Nel 2017 fonda con il batterista Christian Capiozzo ed il tastierista Leo Caligiuri il gruppo Three Generations Caligiuri/Tavolazzi/Capiozzo, esibendosi dal vivo in trio e con ospiti come Enrico Rava, Flavio Boltro e Stefano Di Battista in numerosi festival. Nel 2021 incide il primo disco dei Three Generations edito per la MaraCash record.
ERF&TeatroMasiniMusica 2025/26
XIV edizione
Inaugurazione
Omaggio a François Truffaut
RITA MARCOTULLI pianoforte
Javier Girotto sax, clarirnetto, flauti
Aurora Barbatelli arpa
Ares Tavolazzi contrabbasso
Roberto Gatto batteria
Vince Abbracciante fisarmonica
Regia di Maria Teresa De Vito
Martedì 28 ottobre, ore 21.00
FAENZA – Teatro Angelo Masini









