Domani alle 16 Consiglio metropolitano straordinario per celebrare i 40 anni della Legge Basaglia

Provincia di BolognaBOLOGNA – Il 13 maggio 1978 il Parlamento italiano approvava la Legge 180, conosciuta anche come Legge Basaglia, una vera rivoluzione in materia di assistenza psichiatrica in Italia.

Per celebrare il 40esimo anniversario della riforma “Basaglia” e al tempo stesso riflettere sulla situazione attuale, la Città metropolitana di Bologna e l’Istituzione Gian Franco Minguzzi propongono un Consiglio metropolitano straordinario aperto al pubblico che si svolgerà mercoledì 16 maggio alle ore 16 nella Sala del Consiglio metropolitano (Palazzo Malvezzi, via Zamboni 13).

All’incontro interverranno Fausto Tinti, vicesindaco metropolitano, Lorenzo Pellegatti, sindaco di San Giovanni in Persiceto, Maurizio Mazzanti, sindaco di Budrio, Giuliano Barigazzi, Presidente della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria metropolitana, Bruna Zani, Presidente dell’Istituzione Gian Franco Minguzzi, Giovanni De Plato, Docente di Psichiatria, Università di Bologna, Chiara Gibertoni, Direttore generale, Azienda USL di Bologna, Andrea Rossi, Direttore generale, Azienda USL di Imola, Marie Françoise Delatour, Presidente CUFO Bologna.

Nell’occasione verranno proiettate: una breve videointervista di Sergio Zavoli a Franco Basaglia del 1968 e alcune immagini tratte dalla mostra “Sant’Isaia 96: una casa per uscire” curata nel 2009 dalla Coop.CADIAI con le fotografie di Orlando Strati e Gilberto Veronesi.

La storia dell’assistenza psichiatrica sul territorio metropolitano è custodita dall’Istituzione Gian Franco Minguzzi della Città metropolitana di Bologna nel fondo archivistico dell’ex-ospedale psichiatrico provinciale “Roncati” che comprende la documentazione amministrativa e sanitaria che va dal 1866 al 1980, con una raccolta di circa 18.000 cartelle cliniche risalenti fino al 1810. È quindi una tra le più antiche che si siano conservate, comprendendo materiali che riguardano anche ricoveri presso il reparto psichiatrico dell’Ospedale Sant’Orsola.

Sul territorio metropolitano esistono altri rilevanti nuclei di documentazione archivistica prodotti da istituzioni con una lunga storia di assistenza in campo psichiatrico: a Imola, nei due ex-Ospedali Psichiatrici “Lolli” ed “Osservanza”, ma anche all’ex-Ospedale-Ricovero di S. Giovanni in Persiceto, all’Ospedale-Ricovero S. Gaetano di Budrio, e alla tuttora funzionante Villa Donini anch’essa a Budrio.

Mentre a Imola l’Azienda USL ha già attivato ed ormai concluso un progetto di inventariazione di questi fondi, a San Giovanni e Budrio i materiali non hanno finora goduto di un intervento sistematico che possa garantirne la conservazione.

L’Istituzione Minguzzi ha recentemente concluso uno studio di fattibilità per realizzare il Progetto La memoria fuori dagli archivi che ha proprio l’obiettivo di un intervento di riordino e inventariazione, già nelle fasi preliminari, condizione per la valorizzazione di tutti questi fondi archivistici e la ricostruzione di un quadro complessivo del patrimonio documentale sulla storia dell’assistenza psichiatrica sul nostro territorio nei due secoli trascorsi.

La mostra “Sant’Isaia 96: una casa per uscire Le foto raccolte in questa mostra, realizzata da CADIAI nel 1990 in collaborazione con l’Unità Sanitaria Locale n. 27, documentano, grazie al sapiente lavoro dei fotografi Orlando Strati e Gilberto Veronesi, la nascita di questo servizio e “l’uscita” dal manicomio.