
MODENA – L’ANTICO E IL CONTEMPORANEO. ARTE SACRA PER UN ABBRACCIO LUNGO 500 ANNI
75 coristi, organo e due direttrici: nel giorno di Santa Cecilia, MusicaCantoParola omaggia Giovanni Pierluigi da Palestrina ed Arvo Pärt
22 novembre significa celebrazione della Musica e della Voce; 22 novembre significa Santa Cecilia, patrona dei cantanti e dei musicisti. Non c’è giorno migliore per raccogliere il proprio spirito attorno al focolare della grande Musica e l’anno 2025 è sicuramente debitore a due imponenti figure dell’arte musicale: Giovanni Pierluigi da Palestrina, Princeps musicae, 500 anni dalla nascita e Arvo Pärt, compositore tra i più iconici degli ultimi decenni che ha appena festeggiato i suoi primi novant’anni.
Sabato 22 novembre alle ore 20.30 nella cornice unica del Duomo di Modena due cori – Coro Filarmonico di Modena Luigi Gazzotti e Cappella Musicale San Francesco da Paola di Reggio Emilia – diretti da Giulia Manicardi e Silvia Perucchetti con l’accompagnamento di Stefano Pellini all’organo, segneranno il secondo appuntamento di MusicaCantoParola 2025-2026.
“Princeps musicae”, letteralmente il Principe della Musica, è la frase riportata nel luogo dell’eterno riposo di Giovanni Pierluigi da Palestrina, presso la Basilica di San Pietro. Palestrina è sicuramente una delle “radici” più nobili e profonde della tradizione musicale italiana; la sua musica, interpretando le riforme del Concilio di Trento, sceglie la strada della semplificazione e della purificazione; l’essenzialità del suo linguaggio mira alla massima intelligibilità del testo sacro. Il suo limpido contrappunto ha attraversato i secoli, influenzando la storia della musica come pochi altri. Ne è testimonianza il fatto che le sue composizioni siano state costantemente trascritte, rielaborate e riadattate a nuove esigenze estetiche. La Missa Papae Marcelli di Giovanni Pierluigi da Palestrina è uno dei grandi capolavori della storia musica: dedicata al papa Marcello II (già vescovo di Reggio Emilia) e composta intorno al 1562, fin dagli inizi del ‘600 iniziarono a circolare leggende sul ruolo chiave che avrebbe avuto durante il Concilio di Trento. Forse eseguita appositamente durante le discussioni di vescovi e cardinali, la bellezza e la perfezione cristallina della Messa avrebbero riabilitato la musica polifonica (spesso accusata di oscurare la comprensibilità delle parole), scongiurando il rischio di cancellarla completamente dalla liturgia. Da qui si formò la leggenda, in realtà priva di fondamento storico, secondo cui Palestrina, principe della musica, avrebbe “salvato la polifonia”, e che spiega l’altissimo numero di riedizioni e copie manoscritte (proseguite per almeno due secoli dalla morte del compositore) sia della versione originale a 6 voci che di arrangiamenti come quello di Giovan Francesco Anerio, qui eseguito in concerto, che nel 1619 ne pubblica una riduzione a 4 voci con l’aggiunta dell’organo.
L’evoluzione della “radice” Palestrina ci conduce fino ad oggi. La stessa essenzialità, spiritualità e chiarezza rivivono nella musica del compositore estone Arvo Pärt. Il rifiuto delle asperità dell’avanguardia europea, un silenzio autoimposto durato otto anni, uno studio approfondito del canto gregoriano e della musica medioevale: è ormai leggendario il percorso di vita e di formazione che conduce Arvo Pärt a formulare e perfezionare una semplice ma rivoluzionaria tecnica compositiva: i Tintinnabuli. Il termine Tintinnabuli, dal latino tintinnabulum (campana) ben raffigura la tecnica delle due voci che si muovono una per gradi congiunti e l’altra per arpeggi dando vita a quella sospensione mistica e ipnotica che alterna consonanza a dissonanza, la cifra stilistica per la quale Pärt è riconosciuto, celebrato ed imitato in tutto il mondo. Uno dei brani più rappresentativi di Pärt, il Magnificat (che sarà anche in programma sabato 22) si basa sul testo del Vangelo di Luca; in questo testo – frequentemente utilizzato per componimenti musicali – Maria loda con gioia la misericordia del Signore, alla presenza di Elisabetta.
Il cosiddetto minimalismo sacro, l’etichetta che a volte per brevità viene accostato ad Arvo Pärt, accomuna anche gli altri autori in programma nel concerto del 22 novembre: Rihards Dubra, John Tavener ed Eric Whitacre. I brani di questi ultimi autori si pongono come prezioso corollario in continuità stilistica con le composizioni di Palestrina e Pärt.
PALESTRINA 500
Sabato 22 novembre 2025
Cattedrale – Duomo di Modena | ore 20.30
CORO FILARMONICO DI MODENA LUIGI GAZZOTTI
Giulia Manicardi direttrice
CAPPELLA MUSICALE SAN FRANCESCO DA PAOLA – REGGIO EMILIA
Silvia Perucchetti direttrice
Stefano Pellini organo
Giovanni Pierluigi da Palestrina (1525-1594)
MISSA PAPAE MARCELLI
nella riduzione di Giovanni Francesco Anerio (1567-1630), 1619
Coro a 4 voci e organo
Sicut Cervus – Sitivit Anima Mea (coro a cappella)
Rihards Dubra (1964)
Ave Maria (coro a cappella)
John Tavener (1944-2013)
The Lamb (coro a cappella)
Eric Whitacre (1970)
Lux Aurumque (coro a cappella)
Arvo Pärt (1935)
Pari Intervallo (organo solo)
Littlemore tractus (coro e organo)
Magnificat (coro a cappella)
Ingresso a offerta libera, da 0 a 10 euro, secondo disponibilità, responsabilità e gradimento.
www.gmimodena.it
per informazioni: info@gmimodena.it
Coro Filarmonico di Modena Luigi Gazzotti
L’Associazione Corale Luigi Gazzotti, fondata nel 1923 e istituita dal 1956 come Ente Morale dello Stato, è ancora oggi una delle più vivaci realtà culturali della città di Modena. Il Coro dell’Associazione, distribuito in diversi organici, ha sempre mantenuto un’attività concertistica intensa e di qualità. L’Associazione Corale Luigi Gazzotti promuove la cultura musicale in tutte le sue forme ed in particolare divulga l’attività corale come strumento fondamentale di pratica attiva e di alfabetizzazione musicale. Da molti anni gli scopi istituzionali si sono aperti anche all’attività organizzativa, portando a Modena centinaia di concerti con musicisti di alto livello e creando uno speciale rapporto di fiducia con un pubblico curioso e attento. Dal 2001 il coro ha avviato con Giulia Manicardi un lungo percorso di crescita artistica e musicale che ha portato all’esecuzione dei più importanti titoli della letteratura per coro.
Giulia Manicardi, nata a Modena, si è diplomata in pianoforte presso il Conservatorio “A. Pedrollo” di Vicenza sotto la guida del M° Franco Scala. Si è laureata con il massimo dei voti e la lode presso l’Istituto di Musicologia dell’Università di Parma. Ha conseguito il Diploma Accademico di II livello in Direzione d’Orchestra con il massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio “G. B Martini” di Bologna sotto la guida del M° L. Acocella. Ha frequentato i corsi di perfezionamento dell’Accademia Internazionale Pianistica “Incontri col Maestro” di Imola tenuti da Maestri quali: N. Magaloff, L. Berman, A. Lonquich, B. Petrushansky, J. Demus, S. Fiorentino. In ambito concertistico, sia come solista che in formazioni cameristiche, ha al suo attivo numerose collaborazioni con cantanti in campo liederistico ed operistico. Ha tenuto corsi di alta formazione per attori presso ERT, Emilia Romagna Teatri, e collabora come consulente musicale con vari gruppi di teatro. Ha tenuto laboratori sulla vocalità presso La Casa Encendida di Madrid. Ha frequentato Corsi di Direzione d’Orchestra con i Maestri V. Tchiftchian (“Accademia di Sofia”), Dorel Pascu (“Accademia Nazionale di Bucarest”), Michael Beck (“Bergische Musikschule”). Ha tenuto concerti con varie formazioni strumentali tra cui l’Orchestra Sinfonica Giovanile di Bucarest, l’Orchestra Sinfonica Festivale di Plovdiv (BG), l’Orchestra Sinfonica Veneziana, Ensemble Cappella Teatina di Bologna, l’Orchestra Filarmonica Emiliana, l’Ensemble Guidantus, AdM Ensemble, Vratza Philarmonic Orchestra (BG), Arte Resoluta, l’Orchestra Sinfonica Alighieri di Ravenna, I Musici dell’Accademia Filarmonica di Bologna, l’Orchestra Sinfonica I. Pizzetti, l’Orchestra delle Terre verdiane, l’Orchestra Sinfonica Cantieri d’Arte. Dal 2001 è Direttore Musicale del Coro Filarmonico di Modena “L. Gazzotti” con cui ha effettuato numerose produzioni di musiche sinfonico-corali.
Musicologa, musicista e bibliotecaria, Silvia Perucchetti (1983) si è laureata cum laude in Musicologia nel 2009 presso l’Università di Pavia-Cremona con una tesi di specializzazione dedicata ai repertori sacri a tre voci di area padana fra tardo ‘500 e primi del ‘600. Inizia a studiare pianoforte giovanissima a Parma con Alessandro Nidi, per poi continuare a Reggio Emilia con Lorenzo Fornaciari; per qualche anno ha inoltre studiato canto barocco sotto la guida di Monica Piccinini. Ha all’attivo 14 anni di direzione di coro nel campo della polifonia antica e non solo: dal 2006 dirige la Cappella Musicale San Francesco da Paola di Reggio Emilia, il cui repertorio (interamente dedicato al Rinascimento sacro) è caratterizzato dalla ricerca musicologica e dalla riscoperta di musiche inedite di autori reggiani, trascritte ed eseguite in prima moderna; dal 2007 dirige anche il Coro Mavarta di Sant’Ilario d’Enza (RE), con il quale si dedica al repertorio classico, spiritual/gospel, e alla polifonia colta degli anni della I Guerra Mondiale. Dal 2006 lavora ad un progetto di trascrizione, studio e valorizzazione concertistica del repertorio polifonico conservato nelle biblioteche e negli archivi di Reggio Emilia e provincia; nel corso dell’A.A. 2016/2017 ha tenuto un corso monografico su fonti musicali e prassi esecutiva fra ‘500 e ‘600 presso il Dipartimento di Musica Antica di Brescia. Cura abitualmente la preparazione dei programmi di sala per numerose rassegne concertistiche (Festival dei Pianisti Italiani, Grandezze & Meraviglie, Settimane di musica barocca di Brescia, Giovanni Paisiello Festival di Taranto, Il Teatro delle Note di Parma, Barocco Festival Leonardo Leo di Brindisi, Soli Deo Gloria e Centro Studi Musica e Grande Guerra di Reggio E.), e ha al suo attivo pubblicazioni di saggi e contributi musicologici, fra cui la redazione della voce enciclopedica Italia. La musica sacra. Il Seicento all’interno dell’Enciclopedia Ortodossa (Mosca 2012) e le note musicologiche per vari CD di musica antica (Verso di Madrid, MV Cremona, Soli Deo Gloria). Dal 2009 è bibliotecaria presso la Biblioteca Gentilucci dell’Istituto Superiore di Studi Musicali Peri-Merulo (Reggio E.) ed è esperta in catalogazione di fondi musicali a stampa e manoscritti, antichi, moderni e audiovisivi. Affianca a queste attività la passione per la fotografia.
Il Coro della Cappella Musicale San Francesco da Paola, con sede nell’omonima chiesa di Reggio Emilia, dal 2006 è diretto – su invito di Renato Negri – dalla musicologa Silvia Perucchetti. Il Coro venne fondato nel 1995 dal Can. Prof. Don Guglielmo Ferrarini e dall’Organista Titolare e Maestro di Cappella Renato Negri, in occasione del restauro e ampliamento del prestigioso organo costruito da Pierpaolo Bigi. Composto da musicisti, appassionati e musicologi, attualmente il coro si rivolge al repertorio del pieno Rinascimento ed è impegnato in un progetto di studio, trascrizione ed esecuzione concertistica di musiche polifoniche cinque e seicentesche di autori locali (spaziando dal canto gregoriano in uso presso le basiliche di Reggio Emilia nel Medioevo al ’600 di Maurizio Cazzati) e recuperando, in prima esecuzione moderna, canto fermo e canto fratto da manoscritti di biblioteche emiliane (Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia, Biblioteca Loria di Carpi, Biblioteca Pederiali di Finale Emilia). Del 1995 ad oggi ha tenuto concerti in innumerevoli centri emiliani e nelle basiliche più prestigiose di Venezia (Basilica di S. Giorgio Maggiore), Palestrina (Festival della Fondazione Giovanni Pierluigi da Palestrina, 2019 e 2022), Roma (Basilica di S. Pietro, Elevazioni spirituali con repertorio palestrininano, 2024), Brescia (S. Giovanni e S. Agata), Paola (inaugurazione del IX Festival Organistico Internazionale Città di Paola, CS, 2014), Cremona, Sesto San Giovanni (MI), Bologna (basilica di S. Martino e Rocchetta Mattei), Parma, Forlì (basilica di S. Mercuriale), Casalmaggiore, Fidenza, al Castello di Canossa (nel 2015 inaugura, con la schola gregoriana, il 900° anniversario dalla morte di Matilde) e Modena (Duomo, con repertorio gregoriano, e chiesa di S. Pietro, eseguendo i Requiem di Fauré e Puccini insieme a Coro Filarmonico Gazzotti e Orchestra Senzaspine, 2024), collaborando fra gli altri con Monica Piccinini, Bruce Dickey, René Clemencic, il Coro del Friuli Venezia Giulia (cantate BWV 61, 70 e 147 di J. S. Bach), Palma Choralis Gruppo di Ricerca & Ensemble di Musica Antica, il musicologo Cesarino Ruini, lo storico Carlo Baja Guarienti, il Coro Filarmonico Gazzotti di Modena ed il celebre organista Sergio Vartolo.
Stefano Pellini, nato a Modena, diplomato in Organo col massimo dei voti, ha completato i percorsi formativi di II livello in Discipline Musicali (Organo) e Didattica della Musica, entrambi con lode. Perfezionatosi con L. F. Tagliavini, M. Torrent, A. Marcon, P. Westerbrink, B. Leighton, K. Schnorr, O. Mischiati, M. Imbruno, svolge un’intensa attività concertistica sia in veste di solista che in varie formazioni. Ha inaugurato restauri di importanti organi storici, nonché strumenti di nuova concezione. Ha inciso “Riverberi, 900 e oltre” per Elegia Records (giudizio “ottimo” della rivista “Musica”), e sue registrazioni sono state trasmesse dalla Radio Vaticana. Il CD monografico dedicato alla musica di J. S. Bach ha riportato il giudizio “eccezionale” della rivista “Musica”; nel 2020 è il CD dedicato a G. F. Händel. Membro della Commissione Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Modena – Nonantola e nominato consulente per gli organi del territorio diocesano, è organista presso l’Abbazia di San Pietro di Modena e presso la Chiesa di S. Maria delle Assi in Modena – ove ha inciso il CD “Organ music around Via Aemilia” (anch’esso giudizio “ottimo” della rivista “Musica”); dal 2022 è organista presso la Cattedrale modenese; membro della giuria in concorsi organistici internazionali, ha tenuto oltre settecento concerti in Italia e all’estero (Europa, Giappone, USA).









