Teatro Masini, Faenza: lunedì 8 dicembre OLTRE

OLTRE ph. Gianluca Pantaleo 19

FAENZA (RA) – TEATRO MASINI
FAENZA

Percorsi

Lunedì 8 dicembre 2025 ore 21

OLTRE

Come 16+29 persone hanno attraversato il disastro delle Ande

ideazione e regia FABIANA IACOZZILLI

drammaturgia LINDA DALISI, FABIANA IACOZZILLI
con Andrei Balan, Francesco Meloni, Marta Meneghetti, Giselda Ranieri,

Evelina Rosselli, Isacco Venturini, Simone Zambelli
dramaturg Linda Dalisi – scene e progettazione puppets Paola Villani
musiche e suono Franco Visioli – luci Raffaella Vitiello
cura dell’animazione Michela Aiello – aiuto regia Cesare Del Beato
assistenti alla regia volontari Matilde Re e Francesco Savino
con le testimonianze di Roberto Canessa, Beatriz Echavarren, Roy Harley, Soledad Inciarte, Susana Danrée de Magri, Ana Ines Martínez Lamas, Juan Pedro Nicola, Alejandro Nicolich, Gabriel Nogueira, Claudia Pérez del Castillo,

Eduardo Strauch, Teresita Vásquez, Gustavo Zerbino

traduttrici e interpreti Virginia Gramaglia, Diana Da Rin

produzione Teatro Stabile dell’Umbria
in coproduzione con Cranpi, La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello
con il sostegno e debutto nazionale Romaeuropa Festival
con il sostegno del Centro di Residenza dell’Emilia-Romagna

L’arboreto – Teatro Dimora | La Corte Ospitale, Teatro Biblioteca Quarticciolo
con il contributo dell’Istituto Italiano di Cultura di Montevideo

Inaugura, lunedì 8 dicembre alle ore 21, la nuova edizione della rassegna Percorsi al Teatro Masini di Faenza con OLTRE. Come 16+29 persone hanno attraversato il disastro delle Ande, uno spettacolo di grande potenza visiva e drammaturgica, ispirato ad un fatto realmente accaduto che ha recentemente debuttato nell’ambito del prestigioso Romaeuropa Festival.

Ideato e diretto dalla pluripremiata regista-autrice Fabiana Iacozzilli, autrice della drammaturgia insieme a Linda Dalisi, lo spettacolo è interpretato da Andrei Balan, Francesco Meloni, Marta Meneghetti, Giselda Ranieri, Evelina Rosselli, Isacco Venturini, Simone Zambelli.

Il 13 ottobre 1972 il volo 571 dell’aeronautica militare uruguaiana si schiantò sulle Ande con quarantacinque persone a bordo. Il volo trasportava i membri della squadra di rugby Old Christians Club insieme ad alcuni amici e familiari. I ragazzi avrebbero dovuto affrontare una partita, la rotta era da Montevideo, in Uruguay, a Santiago, in Cile. Allo schianto sopravvissero in ventinove e dopo settantadue giorni solo sedici di loro furono salvati dai soccorsi.

Il 22 dicembre 1972 il mondo venne a sapere che sulla Cordigliera delle Ande i passeggeri erano sopravvissuti cibandosi dei corpi dei loro amici.

“Linda Dalisi ed io – racconta Fabiana Iacozzilli – siamo partite per Montevideo per incontrare alcuni tra i sopravvissuti al disastro aereo, oggi uomini di età comprese tra i 70 e i 75 anni, e alcune tra le sorelle, i fratelli e i figli degli uomini e le donne che non sono tornati dalle montagne. Siamo entrate nelle loro case, nei loro posti di lavoro, siamo andate a visitare il campo da rugby in cui erano soliti allenarsi, abbiamo scoperto che ci sono gruppi di fan della storia e dei loro protagonisti sparsi in tutto il mondo, siamo andate a visitare un museo dove al suo interno è contenuta una cella frigorifera che consente ai visitatori di sentire per settantadue secondi il freddo che hanno provato quei ragazzi per settantadue giorni. Ma cosa cercano le persone in questa storia?

Siamo partite con tante domande e siamo tornate con la consapevolezza che questa è una vicenda ‘prismatica’ come la definisce Linda Dalisi, in cui non ci sono né vincitori né eroi e che un pezzo centrale di essa si svolge dall’altro lato della montagna, in quella Montevideo in cui le famiglie dei giovani scomparsi interpellavano indovini e pregavano dio, affittavano aerei privati per sorvolare la cordigliera e chiedevano di parlare con Allende pur di ritrovare i propri figli. E quindi ‘fin dove è disposto a spingersi l’essere umano?’

Nando Parrado, è forse il personaggio più carismatico di questa vicenda: un ragazzo di vent’anni che decide di intraprendere insieme a Roberto Canessa il viaggio per cercare i soccorsi e lo fa con ai piedi dei mocassini e nello zaino otto calzettoni da rugby pieni di carne umana. Ma cosa lo muove? Aveva la sorella e la madre interrate a quattro metri dalla fusoliera, sarebbe arrivato il momento in cui sarebbero stati gli ultimi due corpi di cui cibarsi.

Nella scelta della lingua scenica risiede la volontà di mettere al centro della narrazione le questioni legate al corpo, utilizzando delle marionette ibride ispirate alle opere di Giacometti come mezzo per consentire ai corpi di diventare scheletrici davanti agli occhi del pubblico; per consentire a questi corpi di entrare uno dentro l’altro. Il mondo della figura posiziona la vicenda su un piano metafisico e i puppets, per loro natura punti di contatto con il mistero e il perturbante, ci fanno sprofondare nella dimensione spirituale di cui la vicenda è intrisa. Centrale all’interno di questo lavoro è la contaminazione del teatro di figura con le voci delle testimonianze.

Perché raccontiamo oggi questa storia?

Perché è una storia piena d’amore, in cui ci sono dei figli che cercano di tornare dai loro padri e che come Amleto si interrogano sull’essere o il non essere, perché ci sono dei padri che decidono di salire in groppa a un cavallo per andare a riprendere ciò che resta del corpo di un figlio e che ci ricordano Priamo in ginocchio che rivuole il corpo di Ettore, perché è la storia tragica di famiglie che si spezzano e che sono costrette a ricercare nei corpi dei sopravvissuti dei pezzettini dei propri cari. E come possono guardare gli occhi di una madre tutto questo?

Ma anche perché come dice Ana Ines Lamas, sorella di una delle vittime, è una storia di ignoranza e di immaginazione: i ragazzi non conoscevano la neve e il ghiaccio e proprio per questo sono riusciti ad andare oltre, immaginandosi un modo per sopravvivere e inventandosi una strada da percorrere per tornare a casa.”

Biglietti: da 16 a 29 euro.

Prevendite: sabato 6 dicembre dalle ore 10 alle ore 18 presso la biglietteria del Teatro Masini.

Prenotazioni telefoniche (0546 21306): sabato 6 dicembre dalle ore 11 alle ore 13. Diritto di prevendita e di prenotazione telefonica: 1 euro.

Biglietti online: Vivaticket. Ai biglietti acquistati online sarà applicata una maggiorazione da parte del fornitore del servizio.

Nella sera di spettacolo la biglietteria del Teatro Masini aprirà alle ore 20.

Info: 0546 21306 e www.accademiaperduta.it