CESENA – Grande successo ieri sera al Match Bar dell’Hippodome Cesena, all’interno dell’ippodromo, per il debutto di “Quattro chiacchiere col campione”. Protagonista Alessio Tacchinardi, accolto da un pubblico numeroso e appassionato. L’ex centrocampista ha seguito insieme ai tifosi la vittoria (2-0) della “sua” Juve sul Parma, firmata nella ripresa da Nico González e Koopmeiners, per poi raccontarsi nell’incontro condotto da Gianluca Gaddoni.
Dagli anni in bianconero al calcio contemporaneo, Tacchinardi non ha nascosto il proprio giudizio: “Onestamente, il calcio di oggi non mi piace molto. Non mi piacciono i giocatori che pensano soprattutto ai soldi e i giovani che hanno una tempra troppo leggera: non sono abbastanza tosti, affamati e ossessionati dalla vittoria”.
L’ex juventino ha insistito soprattutto sul cambiamento degli spogliatoi: “Non mi piace vedere squadre nelle quali si parlano tante lingue e spesso manca un vero gruppo italiano. Anche nella mia Juventus c’erano tanti stranieri, ma esistevano comunque uno spogliatoio e un gruppo. Penso alla Nazionale del 2006: era costruita sulla forza degli uomini e sul legame con la maglia”.
“C’è una differenza enorme – ha aggiunto – tra giocare a calcio e giocare per una maglia. Oggi vedo calciatori che indossano quella della Juventus, dell’Inter o del Milan, ma forse non la sentono davvero: disputano la partita e poi tornano a casa. Quando invece guardo Modric, che a quarant’anni continua a correre, lottare e combattere, ritrovo il calcio che mi emoziona”.
Inevitabile un passaggio sul Cesena e sulla cessione di alcuni ragazzi cresciuti in bianconero: “Questa piazza la conosco e mi fa impazzire. Ho giocato diverse volte qui con la Juventus e sono tornato allo stadio anche negli anni successivi. È quasi uno spreco che il Cesena sia in Serie B: per storia, tifoseria e blasone meriterebbe di lottare ai vertici”.
Tacchinardi ha ricordato anche le partenze di Berti e Shpendi: “Dispiace vedere andar via ragazzi cresciuti qui e capaci di fare bene con questa maglia. Non entro però nelle dinamiche economiche, perché dall’esterno è difficile giudicare. Auguro al Cesena di disputare un grande campionato”.
Fiducia, infine, nei confronti di Alessandro Diamanti: “È stato un grande giocatore e lo vedo carico ed entusiasta. Cesena ha bisogno di una persona calda e passionale, capace di coinvolgere l’ambiente. Questa tifoseria deve trasformare lo stadio in un fortino. Diamanti dovrà fare esperienza, ma conosce il calcio. Naturalmente nessun allenatore può fare miracoli: serve una rosa competitiva. Ma con questo pubblico e questa passione, il Cesena può davvero vivere una grande stagione”.









