STELLE NERE 10/22 dicembre al Teatro Piccolo Orologio di Reggio Emilia

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foto – erapermed – ulivi -web

REGGIO EMILIA – Debutta a Reggio Emilia, presso il Teatro Piccolo Orologio, il nuovo testo di Fabio Banfo, che ne firma anche la regia, STELLE NERE.

Una riflessione sulla distanza tra realtà ed immaginazione, sui confini tra l’arte e la vita, tra violenza e rappresentazione della violenza a partire dalla storia dei divi del cinema anni ’30 Osvaldo Valenti e Luisa Ferida.

Il lavoro, prodotto dal Centro Teatrale MaMiMò, vede in scena Cecilia Di Donato, Umberto Petranca e lo stesso Banfo.

Uno spettacolo intenso, in cui la vicenda della coppia di divi, la loro arte e i loro sogni si incrociano indissolubilmente con quella della Repubblica di Salò e di Pietro Koch, feroce capobanda fascista, andando a rappresentare e delineare uno dei capitoli più neri e controversi della storia del cinema italiano durante la seconda guerra mondiale.

Un palco vuoto, luci e suoni a comporre una drammaturgia parallela per ricreare la famosa Villa Triste di Milano, macabro palcoscenico di perdizione e torture nel quale interrogarsi sul ruolo e la valenza dell’arte di fronte all’apocalisse.

LA VICENDA

Qual è il ruolo di un artista di fronte alla fine del mondo? Che senso può avere continuare ad occuparsi di arte, mentre il mondo si trova di fronte all’apocalisse? È un atto di profondo dono di sé, o il gesto di uno smisurato egoismo, quello di chi di fronte alla morte ed al dolore si occupa di arte?

Lo spettacolo è ispirato alla storia di Osvaldo Valenti e Luisa Ferida, una coppia di famosi attori del cinema italiano degli anni ’30, che ha continuato a girare film per la Repubblica di Salò, fino al 1944,  mentre l’Italia era nel pieno dell’occupazione nazista e della guerra di liberazione.

La loro vicenda si intreccia misteriosamente con quella della Banda Koch, feroci cacciatori di prigionieri politici, che nelle celle segrete della famigerata Villa Triste di Milano, torturarono e uccisero decine e decine di vittime, mentre ai piani alti dell’abitazione si consumavano feste e orge a base di alcol e cocaina.

Osvaldo Valenti e Luisa Ferida pagheranno un prezzo altissimo per aver frequentato quel luogo, e con il loro destino, andrà perduto anche il loro ultimo film, quasi che l’arte, insieme agli uomini si fosse voluta vendicare della loro complicità con il Male, cancellandoli.

La vicenda narrata si svolge nell’arco di un’intera notte che i due attori passano a Villa Triste.

La loro presenza in quel luogo, avvolta di un senso di mistero e da presagi di sventura, sembra legata ai traffici di Pietro Koch in cui Osvaldo si è lasciato coinvolgere e che finiranno per causare la rovina della coppia di artisti. Il senso di vuoto, la paura, fanno da motore al conflitto che porta i due artisti a mettere in discussione le loro scelte, la loro carriera, la loro personale visione del cinema e del teatro. Sarà proprio il dialogo con Pietro Koch, inquietante manifestazione del potere e del sadismo, a mettere a nudo le loro contraddizioni, fino a mettere in discussione il senso dell’essere artisti, in un mondo distrutto dalla guerra, in quella Villa Triste dove alle feste e alle cene si alternano le torture dei prigionieri detenuti nelle cantine.  In scena gli interpreti passano virtuosisticamente da uno stile di recitazione ad un altro, senza soluzione di continuità, alternando momenti comici e tragici, interpretando poesie dall’atmosfera dannunziana, numeri da avanspettacolo e scene del cinema dei telefoni bianchi, il cinema del regime fascista, che ambientava in una Ungheria immaginaria tutto ciò che non era consentito far accadere nell’Italia mussoliniana. In uno spazio nudo, luci e musiche contribuiscono a creare atmosfere, ad evocare il mattatoio di Villa Triste, con le sue vittime innocenti, che finisce per coincidere in modo sempre più inquietante con il luogo stesso della rappresentazione.

Fabio Banfo

Fabio Banfo, drammaturgo, regista, attore, pedagogo. Nasce a Vercelli nel 1975, si diploma come attore alla Scuola d’arte drammatica Paolo Grassi di Milano nel 2001. Dal 2003 è membro permanente del Teatro dei Sensibili dello scrittore G. Ceronetti. Nel 2007 è invitato al Festival Internazionale “INT” in Argentina, con lo spettacolo “Faust”, di cui è coautore e interprete. Nell’aprile 2011 cura la regia del “Rigoletto” di Verdi per il Teatro Regio di Torino. Autore degli spettacoli: “Quello che le donne non dicono”, rappresentato in Italia presso il Teatro Libero di Milano e presso la Universidad de Chile e “Cantos de Hielo” e “Sonetos” prodotti dalla Universidad de Chile. Nel 2010 si classifica terzo al Premio Internazionale di Poesia “Mario Luzi”. Finalista al Premio “Per Voce Sola” 2014 con il testo “Quello che le donne non dicono”. Nel 2017 lo spettacolo “Alfredino, l’Italia in fondo a un pozzo” di cui è autore e interprete vince i premi come “Miglior Spettacolo” e “Miglior Drammaturgia” al Doit Festival 2017 di Roma. Dal 2017 lavora come attore e docente per il Centro Teatrale MaMiMò di Reggio Emilia.

Il Centro Teatrale MaMiMò è un gruppo di lavoro stabile, che attraverso una continua attività di perfezionamento e scambio artistico, costituisce un punto di riferimento teatrale produttivo di rilevanza nazionale, e un modello di aggregazione culturale sul territorio. Gestisce un teatro pubblico comunale, il Teatro Piccolo Orologio di Reggio Emilia, e ha costruito nel tempo una Scuola di Teatro profondamente radicata nel territorio che ad oggi conta oltre 400 iscritti di tutte le età e collaborazioni con Istituti Scolastici di ogni ordine e grado. Fa capo all’associazione una Compagnia di produzione teatrale, riconosciuta dal Ministero della Cultura come Impresa di produzione teatrale per la Sperimentazione e l’Innovazione, che produce spettacoli di prosa, teatro ragazzi ed eventi culturali.

BIGLIETTERIA

Teatro Piccolo Orologio

Via J.E. Massenet 23, Reggio Emilia

Per informazioni e prenotazioni: www.mamimo.eventbrite.it, biglietteria@teatropiccolorologio.com, www.mamimo.it, 0522-383178, dal lunedì al venerdì, 9.30-13.30 e 14.30-18.30 e nei giorni di spettacolo.

Si ricorda che l’accesso agli spazi del teatro è consentito solo al pubblico munito di “Super Green Pass”, come previsto dal D.L. 26.11.2021, n. 172.

ORARI

Venerdì 10 e 17, sabato 11 e 18, giovedì 16, lunedì 20, martedì 21 e mercoledì 22 dicembre ore 21.00
Domenica 12 e 19 dicembre ore 17.00

PREZZI

Mecenate €20, per contribuire con una piccola donazione alle attività del MaMiMò

Intero € 14

Ridotto € 12

dal 10 al 12 dicembre
e dal 16 al 22 dicembre

TEATRO PICCOLO OROLOGIO

STELLE NERE

di Fabio Banfo

con Cecilia Di Donato, Umberto Petranca, Fabio Banfo

costumi Rosanna Monti

luci Fabio Bozzetta

musiche originali Riccardo Bursi

primo spettatore Marco Maccieri

regia Fabio Banfo

produzione Centro Teatrale MaMiMò