Stal Mami Reloaded il 9 e 10 ottobre al Teatro degli Atti

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Sagra Musicale Malatestiana 2019.
Spettacolo Stal Mami Reloaded, per la rassegna “Dialetto in musica“. Corte di palazzo Ghetti, Rimini.
© Foto Morosetti – Rimini.

La farsa underground di Liliano Faenza apre la stagione di prosa dei teatri riminesi

RIMINI – Una vicenda borghigiana che è fotografia di una pagina di storia dell’Italia. Una “storia nella storia nella storia” quella raccontata da Stal Mami, la celebre commedia di Liliano Faenza riallestita da Città Teatro e che sabato 9 ottobre (ore 21) e domenica 10 (ore 16) al Teatro degli Atti apre ufficialmente la stagione di prosa 2021/2022 dei teatri riminesi.

Stal Mami (queste mamme) nasce e vive nel Borgo San Giovanni di Rimini e racconta la storia dei suoi protagonisti, immersi negli anni del fascismo: Tugnin l’anarchic, il barbiere che elargisce citazioni colte; Lilien, scrittore in erba, annoiato di adunate e curioso di opera e letteratura; Mengozzi, il gerarca fascista tutto d’un pezzo; i giovani e le giovani italiane che trascorrono il sabato pomeriggio fra l’obbligatoria ginnastica fascista e le burle di paese.

È l’estate del 1939 quando Liliano Faenza, non ancora diciassettenne, scrive quella che sarà poi la commedia in dialetto riminese più rappresentata del secolo, una ‘farsa underground’ che ha lasciato il segno nella Rimini borghigiana di quegli anni, quella Rimini che non sopravviverà alla guerra.

Stal Mami rinasce in versione “reloaded” (ricaricata) per raccontare il making of della commedia, l’invenziòun, e allo stesso tempo tratteggiare le atmosfere, i suoni, gli umori di uno stralcio di storia e costume riminesi, ma anche italiani e internazionali, dall’avversione fascista per le osterie, possibili covi di vizio e dissenso, alla politica ondivaga del regime nei confronti del dialetto.

Dopo il successo di pubblico e di critica ottenuto dalla produzione messa in scena nel 2019 a Palazzo Ghetti, nel cuore di Borgo, quale proposta della 70esima Sagra Musicale Malatestiana, lo spettacolo viene riposto per il teatro in un allestimento ideato da Fabio Bruschi e diretto da Davide Schinaia. Sul palco saliranno Francesca Airaudo, Elisa Angelini, Mirco Gennari, Francesco Checco Tonti, accompagnati in scena dalle musiche eseguite dal vivo dal Duo Barrique, Gioele Sindona (violino, mandolino, voce) e Tiziano Paganelli (fisarmonica).

1922/2022. Liliano Faenza e il fascismo a Rimini negli anni del consenso  

A precedere l’appuntamento al teatro degli Atti sarà la conversazione tra PieroMeldini e Fabio Bruschi dedicata a “Liliano Faenza e il fascismo a Rimini negli anni del consenso“, in programma venerdì 8 ottobre alla sala del Giudizio del Museo della Città Un’occasione per approfondire la figura di Liliano Faenza, di cui nel 2022 ricorre il centenario della nascita e per ripercorrere uno spaccato di storia di Rimini negli anni che precedettero lo scoppio del secondo conflitto mondiale.

Liliano Faenza nasce e cresce con il fascismo: viene alla luce il 7 ottobre 1922, tre settimane prima della marcia su Roma. Negli anni Trenta il regime totalitario raggiunge il massimo del consenso e Liliano segue l’iter di tutti quelli della sua generazione: figlio della lupa (dai 6 agli 8 anni), poi balilla, dagli 8 ai 14 anni, infine avanguardista fino ai 18 anni. Tra ‘leva fascista’ e ‘natale di Roma’ sono nove all’anno le grandi ‘sagre’ del regime; per non parlare dei ‘sabati fascisti’ con ginnastica e addestramento prebellico – nel ‘35 la ‘cultura militare’ diventa materia di studio obbligatoria per i futuri cittadini-soldati e nel ‘38 a Rimini sono in 3.200 a essere educati alla guerra.

Per le sue capacità di osservazione e riflessione nel dopoguerra Faenza riesce a offrire un quadro vivace e veritiero di quegli anni a Rimini, quando il fascismo raggiunge il massimo del consenso, tra conquista dell’Impero e grandi lavori pubblici: dalla ferrovia Rimini-San Marino al ‘risanamento’ del Borgo San Giuliano, fino al nuovo stadio fuori borgo San Giovanni. Ed è proprio nella bottega del barbiere di San Giovanni che Liliano, in quell’estate del ‘39 già in odor di guerra, butta giù in poche settimane Stal Mami, la farsa in dialetto riminese divenuta il suo capolavoro teatrale. Di questo e tanto altro dialogheranno Meldini e Bruschi, con gli interventi di Oriana Maroni e di Davide Schinaia.  

Ingresso libero con prenotazione obbligatoria su

www.ticketlandia.com/m/event/lilianofaenza 

L’iniziativa è promossa dal Comune di Rimini e con il contributo del Servizio Patrimonio Culturale della Regione Emilia-Romagna, ai sensi della L.R.16/2014 “Salvaguardia e valorizzazione dei dialetti dell’Emilia-Romagna”. 

Biglietteria Teatro Galli (piazza Cavour 22, Rimini), dal martedì al sabato dalle 10 alle 14 e il martedì e il giovedì anche dalle 15.30 alle 17.30; tel. 0541 793811; e-mail biglietteriateatro@comune.rimini.it. Biglietti on line su: biglietteria.comune.rimini.it.

Città Teatro
STAL MAMI RELOADED

ovvero L’invenziòun ad Stal Mami
una farsa underground in dialetto riminese
da Liliano Faenza
ideazione Fabio Bruschi
con Francesca Airaudo, Elisa Angelini, Mirco Gennari, Francesco Checco Tonti
con la partecipazione degli allievi del workshop Stal Mami Reloaded: Ginevra Costigliola, Caterina Gerboni, Stella Gordini, Sofia Ferroni, Irene Fusco, Simone Gini, Sofia Spagnuolo, Marika Snidero e con Federico Rastelli nel ruolo di Lilièn
musiche a cura di Fabio Bruschi
eseguite dal vivo dal Duo Barrique:
Gioele Sindona (violino, mandolino, voce) e Tiziano Paganelli (fisarmonica)
consulenza musicale Alessandro Sistri
costumi e décor Paul Mochrie
consulenza tecnica Nevio Cavina
progettazione e realizzazione scene Luca Cavaliere e Umberto Bonari- tutor Ines Tropeani, corso del laboratorio integrativo di scenografia diretto da Keiko Shiraishi, Accademia di Belle Arti di Venezia
soggetto e drammaturgia Fabio Bruschi e Davide Schinaia
aiuto regia Giorgia Penzo
regia Davide Schinaia
coproduzione Sagra Musicale Malatestiana 2019, Comune di Rimini – Assessorato alla Cultura, Città Teatro, Lingue di Confine, Regione Emilia Romagna