
Affollato di studenti, genitori e insegnanti il convegno conclusivo del progetto per le scuole ispirato dal libro di Teresa Manes
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Bullismo e cyberbullismo: problemi non solo dei ragazzi, ma sfide per la nostra Comunità
Affollato di studenti, genitori e insegnanti il convegno conclusivo del progetto per le scuole ispirato dal libro di Teresa Manes, donato dal Lions Club Reggio Emilia Host Città del Tricolore a sei classi di diversi istituti scolastici secondari di primo grado reggiani.
Sviluppare la cultura del rispetto, insegnare ai giovani a riconoscere le emozioni, a vivere gli affetti in modo consapevole e far diventare protagonisti del cambiamento i ragazzi e le ragazze che hanno subito atti di bullismo e cyberbullismo.
Questi sono solo alcuni dei tanti messaggi emersi nel corso di un convegno dedicato ai temi di bullismo e cyberbullismo, che ha coinvolto circa 150 studenti di sei diversi istituti scolastici secondari di primo grado reggiani (classe 3A della Scuola Aosta, classe 2D della Scuola Da Vinci, classe 2D della Scuola Fontanesi, classe 2F della Scuola Lepido, classe 2D della Scuola Manzoni, classe 2A della Scuola Pertini 2). L’iniziativa, coordinata dall’avv. Stefano Ferri, ha concluso il progetto, realizzato da insegnanti, educatori, atelieristi e pedagogisti, dedicato alla prevenzione e al contrasto delle diverse forme di disagio psicologico dei giovani.
“Viviamo in un momento storico segnato da crescenti fragilità sociali ed emotive; situazioni che in certi casi diventano vere e proprie emergenze sociali che richiedono risposte tempestive ed efficaci – ha esordito Massimo Buizza, presidente del Lions Club Reggio Emilia Host Città del Tricolore, in apertura di convegno – Nessuno deve essere emarginato, ma deve trovare ascolto e attenzione negli altri: solo attraverso l’ascolto si possono riconoscere segnali di disagio. I giovani rappresentano il nostro futuro e proprio a loro i Lions rivolgono la propria azione, sempre più necessaria per prevenire e arginare la diffusione di fenomeni di questo tipo”.
Tutto ha avuto inizio con la donazione agli studenti da parte dei Lions di 150 copie del libro della dottoressa Teresa Manes, edito da Fabbri, “Andrea oltre il ragazzo dai pantaloni rosa”, che racconta il calvario del figlio Andrea Spezzacatena, arrivato a privarsi della vita nel 2012, a soli 15 anni, a causa di ripetuti atti di bullismo e cyberbullismo.
“A partire dalla lettura del libro, insieme agli studenti abbiamo sviluppato un percorso per accrescere senso critico e consapevolezza, in grado di aiutarli a contrastare la violenza, l’autodistruzione, l’abuso di sostanze, la dipendenza affettiva e l’incapacità di assumersi responsabilità” hanno spiegato a doppia voce Mitia Davoli, pedagogista del servizio Officina Educativa del Comune di Reggio Emilia, e la docente Valeria Zucchi, in rappresentanza di tutti gli insegnanti coinvolti nel progetto. “La lettura del libro in classe ha permesso di approfondire le relazioni, comprendere il valore delle differenze, riconoscere le identità e le pluralità, attraverso attività durate quattro mesi (da novembre 2025 a febbraio 2026), al mattino nelle aule scolastiche e al pomeriggio nello Spazio Culturale Orologio, dando vita ad un progetto comune capace di rendere visibili, tangibili ed udibili le riflessioni, le emozioni, le questioni complesse dell’essere adolescenti oggi”.
Dalle esperienze degli adolescenti, protagonisti attivi del progetto, sono emersi pensieri, riflessioni e tante domande alle quali la dottoressa Manes, intervenuta al convegno, ha risposto puntualmente.
“L’unica forma di contrasto al bullismo è la prevenzione – ha sottolineato la dottoressa Manes – il bullismo si nutre di assenza, di vuoto, di indifferenza e io mi batto ogni giorno per diffondere tra i giovani e nelle famiglie questa consapevolezza. La mia è diventata una vera e propria battaglia culturale”.
“Nei confronti di Teresa Manes nutriamo una profonda gratitudine e stima per l’intensa attività di formazione che promuove nei confronti dei giovani e per gli stimoli educativi che è in grado di offrire a noi adulti partendo dalla propria dolorosa esperienza personale – ha sottolineato Marwa Mahmoud, assessore alle Politiche educative del Comune di Reggio Emilia – i libri donati a sei scuole secondarie di primo grado della città dal Lions Club Host Reggio Emilia Tricolore, a cui va il nostro ringraziamento, hanno permesso agli studenti di classi diverse di partecipare a un percorso con laboratori animati da Officina educativa, in cui sono stati approfonditi temi come bullismo e cyberbullismo e il significato del rispetto per gli altri, imparando a riconoscere pregiudizi e stereotipi. Poterlo fare attraverso un percorso guidato sul filo conduttore delle pagine del libro è stato decisivo per creare nei giovani una reale consapevolezza”.
Il ruolo strategico della scuola nella prevenzione e nel contrasto al bullismo e al cyberbullismo e la priorità dell’azione educativa al rispetto è stata evidenziata da Roberta Grassi, docente e referente per bullismo e cyberbullismo della Scuola secondaria di primo grado “G. Galilei” che ha detto: “In linea con gli indirizzi del Ministero dell’Istruzione e del Merito, la scuola è chiamata a promuovere la dignità della persona, l’inclusione e la coerenza con i valori costituzionali, costruendo ambienti formativi fondati sul rispetto reciproco. Particolare attenzione è dedicata alla cittadinanza digitale, intesa come elemento essenziale per formare studenti consapevoli e responsabili anche negli spazi online. Attraverso l’educazione civica e percorsi di sensibilizzazione contro ogni forma di violenza, fisica e psicologica, la scuola si conferma presidio educativo fondamentale per la crescita integrale delle nuove generazioni e per la costruzione di comunità scolastiche sane e partecipative”.
Particolarmente significative anche le testimonianze delle Forze dell’Ordine, intervenute al convegno con il commissario capo della Polizia di Stato Centro operativo per la Sicurezza cybernetica Emilia-Romagna, Domizia Mazzola, che ha spiegato agli studenti la normativa per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo (legge 71/2017): dalla rimozione dal web di contenuti offensivi, all’intervento del Garante, all’ammonimento del Questore, secondo un approccio educativo e riabilitativo.
“La testimonianza della dottoressa Manes è un esempio importantissimo di resilienza e coraggio per tutti noi – ha detto in chiusura il capitano Gloria Salvati, comandante del NORM (Nucleo operativo e radiomobile) della Compagnia dei Carabinieri di Reggio Emilia – Ogni giorno i nostri militari si trovano di fronte a giovani che vivono situazioni di difficoltà dovute a disagi che molto spesso hanno a che fare con la solitudine, l’isolamento. Il nostro lavoro è prevenire e a volte una delle più importanti forme di aiuto è l’ascolto”.
Ha quindi invitato gli studenti a rivolgersi con fiducia alle Forze dell’Ordine: “parlate con noi quando ci incontrate per strada, aiutateci a prevenire: una parola può davvero salvare la vita”.








