#LeDelizieDellArte tra le preziose ceramiche di Palazzo Farnese e gli anolini di Kzero

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PIACENZA – #LeDelizieDellArte è anche un viaggio all’interno della Sezione ceramiche dei Musei civici di Palazzo Farnese, composta da 250 pezzi, alcuni già appartenuti alla storica collezione museale delle ceramiche, altri giunti dalla donazione Besner-Decca, che presenta un consistente nucleo di maioliche lombarde settecentesche, in particolare delle fabbriche milanesi e lodigiane, di provenienza estera, soprattutto tedesca e austriaca, oltre a numerose porcellane europee e cinesi.

È stato il collezionista Claudio Giorgi a illustrare le peculiarità artistiche di questi esempi realizzati a Venezia, Nove di Bassano, Albisola, Faenza, Milano, Lodi, Pavia e Pesaro, che forniscono interessanti spunti per la ricostruzione di un profilo della produzione di ceramica nel territorio piacentino tra il XVI e il XVIII secolo: “Una Sezione che merita la giusta valorizzazione”, dice l’assessore alla Cultura Jonathan Papamarenghi, ideatore dello show in streaming disponibile sulla pagina Facebook dei Musei di Palazzo Farnese: “Sono molto soddisfatto per le migliaia di visualizzazioni e per il fatto che, anche a costi minimi, è possibile, in tempi di pandemia, realizzare iniziative che vanno incontro ai gusti della gente, pur mantenendo una loro dignità culturale e artistica”.

A integrare queste bellissime zuppiere in ceramica e i preziosissimi piatti e tazze da tè e da brodo in particolare, la ricetta e la preparazione degli anolini, forse il piatto più adatto a celebrare questa Sezione, grazie alla disponibilità del locale “KZero” di via Radini Tedeschi 85, gestito da Cristian Lertora, Francesca Pasanisi e Stefano Calestani, che hanno messo a punto questo prelibato piatto disponendo palline di ripieno tra due strati di sfoglia e tagliando attorno al ripieno con appositi stampini metallici, che possono essere circolari o con bordi seghettati: “È un piatto con radici antiche – hanno detto – già conosciuto e menzionato dal famoso cuoco rinascimentale Bartolomeo Scappi nel XVI secolo, tramandato di generazione in generazione nelle famiglie e citato anche da Pellegrino Artusi. Un piatto ricco ed elaborato, ma di grande raffinatezza, che per tutti noi richiama la tradizione natalizia della preparazione collettiva, in famiglia, durante la Vigilia, per assaporarli in occasione del pranzo del 25 dicembre”.