Centri per disabili: il dibattito in Consiglio comunale

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Gli interventi dei consiglieri prima dell’approvazione della delibera

MODENA – Il Consiglio comunale di Modena ha approvato il nuovo Regolamento comunale dei Centri socio riabilitativi residenziali e diurni per persone disabili, che definisce i criteri di accesso e la definizione delle “rette” allineandosi alle recenti sentenze, in particolare la determinazione delle agevolazioni in base all’Isee. La delibera, presentata dall’assessora alle Politiche sociali Roberta Pinelli, ha ottenuto il voto a favore di Pd, Sinistra per Modena, Verdi, Modena civica e Movimento 5 stelle; contrari Lega Modena, Fratelli d’Italia – Popolo della famiglia e Forza Italia.

Aprendo il dibattito, Piergiulio Giacobazzi (Forza Italia) ha espresso perplessità sul regolamento: “Le aspettative erano superiori – ha detto – soprattutto dal punto di vista economico: sarebbe stato meglio fare una tabella sulle contribuzioni, per evitare ogni forma di discrezionalità”. Il consigliere ha sottolineato che “l’Amministrazione decide in maniera soggettiva troppi elementi: la formazione delle commissioni, la stessa valutazione della persona disabile, che non prevede un vero contraddittorio, e la scelta della struttura in cui inserire la persona, su cui non si può intervenire”.

Anche secondo Barbara Moretti (Lega Modena) “una tabella avrebbe contribuito a fare maggiore chiarezza sulle contribuzioni”. Rilevando la “parziale soddisfazione per le modifiche che hanno riguardato il Regolamento”, e sottolineando la necessità di revisionare le modalità di contribuzione al costo del servizi “viste le pronunce della magistratura”, la consigliera ha sollevato dubbi sul fatto che “nella definizione delle graduatorie degli ospiti si contino pure i servizi privati”. Inoltre, Moretti ha chiesto “maggiore precisione” nell’ambito delle procedure di variazione delle prestazioni pensate per gli ospiti.

Elisa Rossini (Fratelli d’Italia – Popolo della famiglia), spiegando che il Regolamento “presenta ancora criticità”, è intervenuta, in particolare, sul tema della compartecipazione al costo del servizio. “Sulla valutazione del reddito, il Regolamento si è allineato alle sentenze della magistratura ma, insieme al riferimento alle indennità, sono scomparse anche le indicazioni sul calcolo dei costi del servizio”, ha affermato. Più in generale, “i criteri dovrebbero esplicitati per non essere discrezionali; invece, il regolamento stabilisce solo le linee di indirizzo”. Nella modifica del documento, ha poi osservato la consigliera, “avrebbero dovuto essere coinvolte le famiglie e le associazioni dei disabili”.

Per il Pd, Vittorio Reggiani ha messo l’accento sulla progettazione personalizzata delle azioni per persone disabili: “In questo percorso possono essere coinvolte le figure che vivono intorno all’ospite del Centro, col ruolo centrale dell’assistente sociale. Si tratta di un punto fondamentale, perché contribuisce a definire il percorso di assistenza”. Reggiani ha sottolineato anche l’importanza, per il Comune, di avere il “quadro” dei servizi proposti dai centri, “per individuare la destinazione migliore per ogni persona, anche costruendo gruppi il più possibile omogenei e quindi azioni maggiormente efficaci”. In sede di dichiarazione di voto, Antonio Carpentieri ha spiegato che “il documento che stiamo votando è un Regolamento e, in quanto tale, deve indicare le linee di indirizzo e il quadro generale; in questo caso le modifiche prendono spunto da recenti sentenze”. Il capogruppo ha precisato che “è normale lasciare alla giunta la scelta delle politiche tariffarie, nel rispetto della legge e nei limiti della compartecipazione fissata dalla legge regionale. Di conseguenza, attraverso l’Isee è possibile conoscere i termini della compartecipazione”.

Nel dibattito è intervenuto anche il presidente del Consiglio comunale, Fabio Poggi: “Nel Regolamento non sono indicate le tariffe per i servizi – ha spiegato – perché i costi delle prestazioni sono adeguati annualmente. Per questo motivo, nel documento, in questo come in altri, vengono indicate solo le modalità per definire le stesse tariffe”.

In sede di replica, l’assessora Pinelli ha spiegato che nel Regolamento non mancano gli elementi per calcolare il costo del servizio: “I criteri sono dettati dalle deliberazioni regionali che fissano anche la quota di compartecipazione”, ha osservato. In questa fase, ha proseguito, “il Comune sta rivedendo i servizi sociosanitari e, di conseguenza, l’inserimento nel Regolamento di una tabella delle tariffe avrebbe rischiato di essere rivista in base allo sviluppo dei servizi stessi”. Spetterà poi alla giunta “definire il livello dell’Isee funzionale alla possibilità di richiedere agevolazioni”. Infine, rispondendo sul tema della condivisione del Regolamento con la comunità, l’assessora ha fatto presente che “il confronto con le famiglie con persone disabili è costante e, infatti, per la prima volta alcuni rappresentanti di famiglie interessate sono stati presenti alla discussione del documento in Commissione consiliare Servizi”.