
RAVENNA – In attesa dell’apertura ufficiale della nuova stagione d’arte a inizio ottobre, la Fondazione Sabe per l’arte di Ravenna, ieri sera, ha aperto le porte agli appassionati di danza. Dopo la buona riuscita delle passate stagioni, prosegue per il quarto anno la collaborazione con “Ammutinamenti”, il festival di danza urbana e d’autore a cura dell’Associazione Cantieri Danza. Tanti amanti di arte e danza hanno gremito le sale di via Pascoli 31, in occasione dell’anteprima regionale di “We are our roots” del coreografo e danzatore Roberto Tedesco, da sempre sensibile alle sfumature dell’animo umano.
Formatosi al Balletto di Toscano, dopo anni di esperienza come interprete di importanti compagnie quali Aterballetto, dal 2021 si dedica esclusivamente alla coreografia. In Italia è selezionato due volte per “La vetrina della giovane danza d’autore” e per le azioni “ResiDance” del Network Anticorpi XL e “SupportER” della Rete Anticorpi Emilia Romagna. Nel 2023 riceve il Premio Danza&Danza come coreografo emergente e l’anno successivo il premio internazionale Città di Foligno come coreografo rivelazione. Nei suoi lavori ama esplorare i temi legati all’identità, alla reazione e alla memoria, sviluppando uno stile coreografico personale in cui rigore e fragilità si uniscono. Si inserisce in tale contesto il suo ultimo lavoro “We are our roots”, una produzione KLM-Kinkaleri/Le Supplici/mk con il sostegno del Centro Coreografico Nazionale Aterballetto, che pone al centro il tema delle radici, intese come l’eredità di provenienza.
«Le radici infatti – spiega Roberto Tedesco –, non sono solo ciò che ci ha dato forma, ma anche ciò che ci indica la direzione da percorrere. Sapere da dove veniamo può aiutarci a capire dove stiamo andando, fornendo una bussola nei momenti di incertezza. Tuttavia, non tutto ciò che ci viene trasmesso dalle nostre radici è necessariamente positivo o utile. Cosa tenere e cosa lasciare andare lungo il cammino? Dare valore alle proprie origini non significa accettare ciecamente tutto ciò che ci appartiene. Significa, piuttosto, saper riconoscere e scegliere ciò che di buono esse ci offrono, consapevoli che anche gli aspetti meno apprezzabili sono parte di una lezione di vita. Guardare alle proprie radici diventa, così, un viaggio interiore volto a una più profonda conoscenza di sé. L’itinerario – che sia breve o lungo, facile o arduo – ci porterà a scoprire che noi siamo le nostre radici, indipendentemente da dove la vita ci conduca».
In scena, con sullo sfondo la galleria della Fondazione Sabe, protagonisti sono stati la danzatrice Laila Iovino e il musicista e compositore Luca Pizzetti, che ha accompagnato con il suo etereo e ipnotico dell’handpan, uno degli strumenti più recenti mai creati, l’interprete alle prese con un cammino fatto di partenze, arrivi e ritorni. Un percorso che si snoda tra tragitti lineari e altrettanto complessi, tracciati da linee invisibili che collegano il corpo del musicista, le sue diverse postazioni e la geometria dello spazio circostante. In questo ambiente frammentato, l’interprete intraprende un viaggio simbolico verso la costruzione della propria identità. «Sono un grande appassionato del movimento – ama ripetere Tedesco –. Ciò che mi interessa è suscitare emozioni, toccare qualcosa di profondo che possa risuonare intimamente in chi guarda. Mi piace immaginare che gli spettatori, anche senza particolari conoscenze specifiche, possano riconoscersi in un frammento di ciò che osservano in scena».
Il prossimo appuntamento con la danza, sempre nell’ambito di “Ammutinamenti” è per venerdì 12 settembre, con due repliche (alle 18 e alle 19.15), di “Everybody Has a Fate” (primo studio) di Riccardo De Simone, con sonorità electro-pop che domineranno la scena. Dopo la parentesi dedicata alla danza, da ottobre, la Fondazione Sabe tornerà a indagare e ad accostare linguaggi diversi, con la terza mostra del 2025. Sin dalla sua fondazione, la galleria – aperta da Norberto Bezzi insieme alla moglie-artista Mirella Saluzzo –, sta lavorando per diventare un punto di riferimento per la promozione e la diffusione dell’arte contemporanea in città attraverso mostre, incontri, proiezioni e altre attività culturali.









