Viaemili@docfest: la storia nel cinema documentario

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Modena

Sabato 12 novembre, alle 20.45, l’anteprima di “9 gennaio, oggi”, di Andrea Nocetti, sull’eccidio delle Fonderie. A seguire, “Se fate i bravi”, sui fatti di Genova del 2001

MODENA – L’eccidio delle Fonderie di Modena del 1950 e le violenze di Genova durante il G8 del 2001 sono i due fatti storici al centro della serata di sabato 12 novembre del Viaemili@docfest, a partire dalle 20.45.

Il filo rosso che lega i film in programma sarà quello degli avvenimenti drammatici che hanno segnato la storia della nostra comunità e del nostro paese. Si parte con l’anteprima assoluta di “9 gennaio, oggi” di Andrea Nocetti, che ha seguito il percorso partecipato legato ai fatti del 9 gennaio 1950, quando a Modena la polizia sparò durante una manifestazione sindacale alle Fonderie Riunite, uccidendo sei persone e ferendone centinaia. L’evento conosciuto come l’Eccidio delle Fonderie resta una ferita aperta per la comunità e l’intero paese. Cinquant’anni dopo Arci Modena inizia un percorso di riflessione che coinvolge enti, associazioni, sindacati, istituzioni, università, familiari delle vittime, artisti per capire, insieme, che significato ha oggi quel tragico evento. Un percorso partecipato che diventa un murales a cura del Collettivo FX. Il documentario sarà presentato dal regista in dialogo con Alessandro Romagnoli di Modena Sobborghi, Francesco Martinelli di Città Futura e Simone Ferrarini del Collettivo FX. L’evento è in collaborazione con Cgil Modena e Istituto Storico di Modena.

A seguire “Se fate i bravi” (Italia, Belgio 2022) di Stefano Collizzolli, Daniele Gaglianone, una sorta di diario delle giornate fra il 19 e 21 luglio 2001 a Genova, quando si è svolto un vertice fra gli otto stati più potenti della terra, qualche centinaio di persone che si riunivano per decidere il destino del pianeta e in cui centinaia di migliaia di persone sono andate a Genova per contestare pacificamente quel modello di sviluppo predatorio e ingiusto, e proporne un altro. A quel sogno e a quella protesta rispose la più grave sospensione dei diritti democratici in Occidente dopo la Seconda guerra mondiale, come l’ha definita Amnesty International. Il film è tutto un lungo racconto, un diario momento per momento svolto vent’anni dopo da Evandro Fornasier. Andrea Contu di Ucca dialoga con i registi.