Un nuovo modello del trasporto pubblico locale incentrato sui collegamenti periferie-centro

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La risposta dell’Assessora Francesca Lucchi all’Interrogazione presentata dal Gruppo consiliare della Lega

CESENA – Estendere il servizio del trasporto pubblico locale alle zone del territorio cesenate meno servite e introdurre un tipo di sistema innovativo che risponda ai bisogni del cittadino, alle esigenze emerse in piena pandemia, e che faciliti gli spostamenti tra centro e periferia. Su questo punto si concentra il Settore Mobilità del Comune di Cesena che ha individuato una società di consulenza specializzata in progettazione di modelli di trasporto pubblico con il compito di approfondire il quadro attuale in relazione all’offerta e alla domanda degli utenti residenti nelle zone più periferiche della città. Lo chiarisce l’Assessora alla Mobilità Sostenibile e Viabilità Francesca Lucchi rispondendo all’Interrogazione del Gruppo consiliare della Lega in merito all’affidamento a una società specializzata dello studio di analisi e riorganizzazione della rete urbana di trasporto.

“Lo scopo dell’affidamento alla società Citec Italia srl di Torino – commenta Lucchi – è l’identificazione di soluzioni innovative, ad oggi non presenti nell’attuale servizio. La scelta è ricaduta su Citec Italia anche sulla base della profonda ed estesa esperienza della società nelle tematiche oggetto del contratto. Alla base di questo nuovo incarico c’è la volontà dell’Amministrazione comunale di favorire un maggior utilizzo del trasporto pubblico costruendo un nuovo servizio degno di una smart city. Uno degli obiettivi dell’Amministrazione, confermato anche in sede di approvazione di bilancio 2020, è la verifica puntuale dell’attuale assetto del Trasporto pubblico locale, al fine di identificarne criticità e potenzialità, incentivando il livello di servizio e l’attrattività. È importante che questa attività sia condotta con un supporto tecnico qualificato, in grado di valutare la fattibilità e la sostenibilità tecnico ed economica di un nuovo assetto, aderente alle mutate esigenze sociali e lavorative e in linea coi principi di intermodalità dei mezzi di trasporto del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile”.

“La nuova progettualità delle attività – prosegue l’Assessora – non può non tenere in considerazione le mutate condizioni legate all’emergenza sanitaria in corso, che hanno profondamente toccato, tra i vari settori, anche quello del trasporto pubblico, sia come appetibilità che come adeguatezza del modello, in un contesto dove il trasporto individuale ha evidentemente preso il sopravvento, rispetto a quello collettivo. Per queste ragioni si pensa a un modello del trasporto più flessibile e vicino ai bisogni del singolo utente. L’obiettivo dello studio è proprio l’individuazione di un nuovo modello, più funzionale e meglio rispondente ai bisogni emersi, che migliori ed ottimizzi i collegamenti tra tutte le aree periferiche e le principali arterie del trasporto pubblico. Questo modello, a seguito di una prima fase sperimentale, potrebbe essere adottato come nuovo assetto di trasporto pubblico cittadino”.