
Il Sindaco: “Per troppo tempo questa storia è stata dimenticata ma Cesena ogni anno ricorda, commemora e riflette su questa drammatica pagina di storia”
CESENA – In occasione del Giorno del Ricordo, istituito per conservare e rinnovare la memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale, questa mattina l’Amministrazione comunale di Cesena ha promosso una cerimonia pubblica di commemorazione. L’iniziativa si è svolta, come ogni anno, nel giardino intitolato alle Vittime delle Foibe, a San Mauro in Valle, alla presenza delle autorità civili, militari e religiose, delle associazioni combattentistiche e d’arma e di consiglieri di quartiere. Presenti, tra gli altri, anche il Vescovo della Diocesi di Cesena-Sarsina S.E. Mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, la Presidente dell’Istituto storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Forlì-Cesena, Ines Briganti, e il Presidente del Consiglio comunale Filippo Rossini.
Nel corso della cerimonia il Sindaco Enzo Lattuca ha deposto una corona commemorativa. “Ogni anno – ha dichiarato – ci ritroviamo in questo Giardino, scelto per ricordare le vittime delle foibe, per onorare i nostri connazionali che subirono una delle pagine più tragiche del secondo dopoguerra. Per troppo tempo questa storia è stata ingiustamente dimenticata, oscurata e messa da parte”.
Il Sindaco ha poi ricordato come l’adesione dell’Amministrazione comunale allo spirito della legge istitutiva del Giorno del Ricordo sia stata dimostrata già nel 2008, con l’istituzione del Giardino di San Mauro dedicato alla memoria delle vittime delle foibe. “È importante ricordare come questo sia avvenuto in una città amministrata da decenni dal centrosinistra, a testimonianza della volontà anche di questa parte politica di ricordare il passato e ripudiare l’eccidio compiuto dalle truppe jugoslave”.
“Il Giorno del Ricordo – ha proseguito – deve essere per tutti noi un’occasione per riflettere, riscoprire e studiare la storia. Migliaia di cittadini italiani furono costretti all’esodo e migliaia furono trucidati in modo becero e disumano. Comprendere questa pagina di storia significa leggerla come l’ultima di una serie di eventi legati ai nazionalismi che, prima e dopo la Seconda guerra mondiale, hanno alimentato odio, intolleranza, scontri tra civili e massacri. Questo Giorno del Ricordo – ha concluso – serva a rendere onore alle vittime delle foibe, anche se lontane da qui, e a comprendere le connessioni della storia, affinché possano essere utili anche oggi, un tempo in cui l’umanità continua a fare i conti con quelle assurdità e tragedie che hanno macchiato il passato”.








