Turismo: orizzonte nuovo, industria strategica

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La dichiarazione del sindaco di Rimini Andrea Gnassi

palazzo del municipio RiminiRIMINI – Dichiarazione del sindaco di Rimini Andrea Gnassi:

Anche nel nostro Paese alcuni modelli di crescita dovranno cambiare. Ad esempio il modello di turismo, un’attività che prima della pandemia rappresentava il 14 per cento del totale delle nostre attività economiche. Imprese e lavoratori in quel settore vanno aiutati ad uscire dal disastro creato dalla pandemia. Ma senza scordare che il nostro turismo avrà un futuro se non dimentichiamo che esso vive della nostra capacità di preservare, cioè almeno non sciupare, città d’arte, luoghi e tradizioni che successive generazioni attraverso molti secoli hanno saputo preservare e ci hanno tramandato”.

Quella di Mario Draghi in Parlamento non è stata la ‘solita musica’, tra promesse e impegni generici o per titoli. Quel passaggio sul turismo apre un orizzonte nuovo: sì al sostegno pieno per il rilancio, ma senza annullare chi siamo e l’eredità che abbiamo ricevuto, nel nome di un’urgenza che non vuole e non sa darsi limiti in nome di un malinteso senso del ‘progresso’. Se il prorompente, urgente e spesso incontrollato sviluppo post bellico, ci ha restituito benessere e splendori (Rimini, capitale della vacanza), ma ha lasciato anche limiti e scorie (l’uso disinvolto del bene comune territorio come moneta) la cui pericolosità per l’intera comunità ci è apparsa palese tempo dopo. E Draghi ha parlato di scossa qui e ora per il presente del paese. Ma straordinariamente, e in modo concreto, ha parlato di figli e nipoti. Di come e cosa facciamo e lasciamo loro. Per questo oggi non dobbiamo ripetere pedissequamente il cammino passato. Esperienza significa tenere conto anche degli errori fatti. Per questo nelle parole di Draghi colgo il segno di un cambiamento di prospettiva: il turismo non per forza deve avere uno sviluppo quantitativo, ma la qualità e il contesto diventano elementi altrettanto essenziali. Calare un parcheggio tra un castello e un teatro oppure piantare una foresta di pale eoliche ‘old style’ a pochi km dalla costa, discutere se è meglio un parco del mare con più spazio, ossigeno, benessere o macchine e smog, diventa qualcosa di molto più e di diverso da un criterio banalmente estetico. Le cose devono stare e vivere nel contesto più adatto; non si possono stravolgere la loro natura e le loro funzioni in nome di una presunta urgenza.

Il Next Generation UE può essere, deve essere, lo strumento di rilancio dell’industria turistica- oggettivamente la più penalizzata dalla pandemia- su queste direttrici. Insieme ai sindaci di Firenze, Roma, Napoli, Venezia, Milano e al presidente Anci Decaro ho firmato la richiesta di un incontro con il presidente del Consiglio e con il Ministro Garavaglia per definire, insieme agli stakeholder, un piano strategico e di rilancio dopo l’emergenza pandemia. Nel piano, tra le misure a breve termine, devono a nostro avviso essere inseriti ristori mirati alle aziende della filiera turistica più colpite, un modello più efficace di condivisione e informazioni delle misure legate all’andamento epidemiologico in modo da evitare brutti scivoloni come quello dei giorni scorsi, e anche l’impulso al piano delle vaccinazioni con particolare attenzione anche al personale impiegato nel comparto turistico in vista di un’auspicabile riapertura della stagione turistica in sicurezza.

Se il turismo è finalmente un’industria strategica, si facciano interventi qui e ora per resistere. Ma si diano certezze a territori e operatori di politiche industriali di medio e lungo periodo. A quelle guardano tutti coloro che, facendo il sacrificio di resistere oggi, “attaccano”, le loro prospettive per il domani.