
CESENA – Proseguono le attività di approfondimento tecnico sulla torre dell’orologio del palazzo del Ridotto, uno degli edifici storico-monumentali di Cesena. Avviata il 6 ottobre, la campagna diagnostica è entrata in una nuova fase con ulteriori indagini geologiche, necessarie per conoscere le caratteristiche del terreno e approfondire le condizioni delle fondazioni della torre, in vista della progettazione dei futuri interventi di restauro e consolidamento strutturale.
L’intervento si inserisce nel percorso di tutela e valorizzazione dell’edificio, che fa seguito ai lavori recentemente conclusi sul tetto. Le verifiche, riprese nella mattinata di ieri, lunedì 12 ottobre, proseguiranno per tutto il mese e nelle prime settimane di novembre, con accertamenti che interesseranno anche le murature, la struttura lignea del solaio e il sistema di sostegno delle campane. L’obiettivo è raccogliere un quadro tecnico il più possibile completo delle caratteristiche costruttive e dello stato di conservazione della torre, così da individuare gli interventi necessari per garantirne la sicurezza e il recupero funzionale.
Le nuove indagini sul terreno
La campagna diagnostica prevede diverse metodologie di analisi, affidate per la prima fase geologica alla ditta specializzata Soil Investigation Srl. Tra le attività eseguite figurano le prove penetrometriche dinamiche SPT e le indagini geofisiche con metodo MASW, due tecniche che consentono di raccogliere informazioni complementari sulle caratteristiche del sottosuolo. Le prove SPT (Standard Penetration Test) vengono effettuate sul fondo di un foro di sondaggio e permettono di valutare la resistenza meccanica del terreno alla penetrazione. La prova si basa sul numero di colpi necessari a far avanzare una speciale punta conica o un campionatore, azionati mediante un apposito maglio. I risultati contribuiscono a caratterizzare il terreno e a raccogliere elementi utili per valutare il comportamento delle fondazioni.
Le indagini MASW (Multi-channel Analysis of Surface Waves) utilizzano invece una serie di sensori, per analizzare la dispersione delle onde superficiali. Si tratta di una tecnica geofisica che consente di ricostruire il profilo di rigidità del sottosuolo a diverse profondità, fornendo informazioni utili alla conoscenza delle caratteristiche dei terreni. A queste verifiche si affiancano i carotaggi continui sulle strutture murarie e sui terreni rocciosi, oltre a prove penetrometriche profonde, previste con metodologie CPT o DPSH, in grado di raggiungere profondità fino a circa 20 metri.
Un progetto per la sicurezza e la piena fruibilità della torre
Considerata la complessità dell’intervento su una torre campanaria risalente al Quattrocento, la progettazione strutturale è stata affidata all’ingegnere Lorenzo Jurina, professionista con esperienza nel restauro e nel consolidamento dei monumenti storici. Le indagini in corso rappresentano una fase preliminare fondamentale per definire con precisione le caratteristiche della struttura e individuare le soluzioni più adeguate per il suo recupero.
Il progetto si pone due obiettivi principali: la messa in sicurezza della torre e il ripristino della piena fruibilità della terrazza superiore, oggi non accessibile. È inoltre prevista la realizzazione di una nuova scala interna di collegamento, che permetterà di raggiungere la terrazza e di ripristinarne l’utilizzo anche per il posizionamento delle bandiere. Al termine della campagna diagnostica, i dati raccolti consentiranno di disporre degli elementi tecnici necessari per progettare gli interventi di consolidamento e restauro, proseguendo così il percorso di conservazione e valorizzazione di uno dei luoghi storici della città.









