PIACENZA – Mercoledì 14 ottobre alle ore 16 secondo appuntamento del gruppo di lettura “Trame in biblioteca”. Al centro dell’incontro il libro di Mary Shelley “Frankenstein 1818”. È la notte del 16 giugno 1816 a Villa Diodati, sul lago Lemano a Ginevra, quando Mary Shelley concepisce il racconto che segnerà una svolta radicale nella tradizione del romanzo gotico. L’allegra brigata rifugiatasi in Villa Diodati si annoia, e l’ospite, Lord Byron, in una sera più tempestosa di altre, cerca di rallegrarla con un’idea brillante: perché non inventare storie di fantasmi? Racconti da brivido? Sono in quattro, Byron, Percy Shelley, Mary e il medico John Polidori. A portare a termine l’impresa sono, però, soltanto Polidori, che scriverà “Il vampiro”, e Mary che scriverà “Frankenstein, o il moderno Prometeo”. È noto come le conversazioni “filosofiche” condotte in quei giorni sugli esperimenti di Darwin, e sulla teoria di Galvani sull’elettricità intrinseca al corpo animale, abbiano avuto, per Mary, un peso non indifferente nell’invenzione e nell’elaborazione del racconto. Frankenstein, tuttavia, si svela subito come un’opera originalissima sull’antico sogno della creazione della vita da parte dell’uomo, una storia in cui l’orrore non è soltanto legato al fatale sviluppo tecnologico della civiltà, ma è profondamente morale e religioso. Dopo vari tentativi di pubblicazione, l’1 gennaio 1818 l’opera appare in sole 500 copie presso una piccola casa editrice, la Lackington. Le vendite sono quasi nulle e il romanzo, con la sua vicenda di uno scienziato pazzo che crea la vita e il racconto di una relazione tra cugini, anziché destare apprezzamento, suscita uno scandalo tale che, nel 1831, Mary Shelley decide di dare alle stampe un’edizione emendata, con dei tratti particolarmente neri e distopici. Versione che è stata negli anni a venire quella di riferimento per i lettori di tutto il mondo. Figlia del filosofo William Godwin e di Mary Wollstonecraft, Mary (Londra, 1797 – Londra, 1851), autrice della prima dichiarazione dei diritti delle donne, a 16 anni conosce Percy B. Shelley, già sposato, e a 17 anni fugge con lui in Svizzera. Nel 1818, sposata con Shelley, si trasferisce in Italia, paese in cui scrive “Mathilda” (1819-1820). Nel 1822 il marito muore e lei ritorna in Inghilterra con il loro unico figlio. Negli anni successivi pubblicherà “Valperga” e “L’ultimo uomo”, storia pioniera della fantascienza che narra dell’apocalisse dell’umanità nel XXI secolo, da alcuni considerata la sua opera migliore. Per informazioni: tel. 0523 492410 email biblioteca.passerinilandi@comune.piacenza.it
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