
LUGO (RA) – nuova stagione del Teatro Rossini di Lugo, che riapre dopo 3 anni dall’alluvione. La stagione è stata presentata il 30 giugno 2026 in conferenza stampa
Il Teatro Rossini di Lugo
presenta la Stagione concertistica e di prosa 2026 – 2027
Le nove muse si danno appuntamento al Teatro Rossini di Lugo che, con una prestigiosa serie di appuntamenti musicali e di spettacoli di prosa, torna sotto le luci della ribalta nazionale, sancendo la definitiva riapertura del luogo, dopo anni di silenzio
La nuova era si apre con un doppio concerto inaugurale, il 19 e 20 ottobre:
in scena gli Archi dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
Direttore e solista al violoncello, Luigi Piovano
Ospiti della nuova Stagione concertistica, firmata da Daniela Pini, i Cameristi della Scala e l’Orchestra Cherubini diretta da James Conlon e, con una particolare attenzione al talento giovanile, i solisti della Toscanini Academy e la Toscanini Academy Big Band
Nomi tra i più interessanti della scena teatrale nazionale anche per la nuova stagione di prosa curata da Gianni Parmiani, tra cui Elio De Capitani, Cristina Crippa, Francesco Pannofino, Pierfrancesco Favino, Anna Ferzetti, Alessio Boni, i Fanny & Alexander
Informazioni sul nuovo sito del teatro: https://www.teatrorossini.it
Vendita biglietti concerti inaugurali: prelazione abbonati 3 e 5 ottobre,
vendita al pubblico dal 6 ottobre
Rinnovo e nuovi abbonamenti prosa e concertistica dal 10 al 27 settembre
Vendita biglietti prosa e concertistica dal 24 ottobre
Resta aperta la raccolta fondi del Teatro su Go Fund me: https://www.gofundme.com/f/salviamo-il-teatro-rossini-di-lugo/donate?utm_campaign=unknown&utm_medium=referral&utm_source=widget
Il Teatro Rossini di Lugo annuncia il ritorno alla città e presenta la nuova stagione concertistica e di prosa.
Dopo tre anni di doloroso silenzio a seguito della devastante alluvione del maggio 2023, il Teatro Rossini, il più antico dell’Emilia-Romagna, viene finalmente restituito alla sua cittadinanza, grazie al lavoro del Raggruppamento temporaneo di professionisti incaricato del restauro, capitanato dall’architetto Sanzio Castagnoli. Sono passati 40 anni dal primo, “storico”, restauro filologico del Teatro a cura dell’architetto Pier Luigi Cervellati, che fece scuola in materia di recupero di teatri “all’italiana”.
Il Teatro Rossini di Lugo, dopo essere stato invaso da oltre un metro e mezzo d’acqua e fango durante l’alluvione del maggio 2023, è stato al centro di un complesso intervento di restauro. I lavori sono stati finanziati in gran parte grazie a donazioni giunte in primis attraverso la campagna “Un aiuto subito” promossa da La7 e il Corriere della sera, unitamente alla donazione Cari Forlì, di Reale Mutua, oltre alla raccolta fondi “Gofundme”, promossa dal Teatro e grazie al contributo di numerosissime altre fondazioni bancarie, associazioni culturali, persone private, per un totale di quasi 1,2 ml di euro.
I lavori di ripristino, coordinati dall’architetto Sanzio Castagnoli, con l’apporto di diverse ditte specializzate, e in particolare attraverso la perizia del conservatore di beni culturali Michele Pagani, hanno riguardato le strutture e superfici, con il recupero degli intonaci danneggiati dall’umidità, il rifacimento dei pavimenti della platea, del palcoscenico e della buca d’orchestra, degli stucchi presenti nella platea e delle porte interne in legno e decorate poste al piano terra e nella platea; le pavimentazioni, con il restauro del pavimento della platea e del pavimento delle zone del vestibolo e del foyer; gli arredi, con il restauro delle 161 sedute della platea, un elemento simbolico del precedente restauro degli anni ’80 curato dall’architetto Pier Luigi Cervellati, totalmente sommerse dall’acqua e con la sostituzione del bancone biglietteria; oltre agli infissi esterni, gli impianti elettrici, idraulici e di e sicurezza, il rifacimento degli impianti e l’implementazione di nuove misure di prevenzione contro l’umidità di risalita, il totale risanamento degli spazi comuni.
Per poter completare i lavori necessari alla messa in sicurezza futura dell’edificio – in particolare l’installazione di porte stagne al piano terreno – e per finalizzare il recupero della buca dell’orchestra, in linea con i moderni requisiti di sicurezza e operatività, quindi con la meccanizzazione elettrica della buca d’orchestra, si rende utile il reperimento di ulteriori risorse, ai fini del quale la raccolta fondi su Go Fund Me resta aperta.
Cuore delle celebrazioni inaugurali è il doppio concerto del 19 e 20 ottobre (ore 20.30) con gli Archi dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, tra le istituzioni musicali italiane più antiche e blasonate al mondo, guidato dal formidabile virtuosismo di Luigi Piovano, nella duplice veste di Solista, al violoncello, e Direttore, su musiche di Haydn, Porpora e, con pagine strettamente legate alla sua permanenza in loco, di un giovanissimo Rossini.
Da oggi è on line il nuovo sito del teatro https:/teatrorossini.it/.
La Stagione concertistica in abbonamento prende il via il giorno del solstizio d’inverno, lunedì 21 dicembre (ore 20.30), con Luce d’inverno. Musica italiana per il tempo di Natale, una serata del tono solenne e intimo, affidata ai Cameristi della Scala, ensemble composto da musicisti del Teatro alla Scala di Milano, fondato nel 1982. In programma, brani dedicati al Natale da parte di compositori più o meno noti del Sei e Settecento italiano, quali Arcangelo Corelli, Antonio Vivaldi, Francesco Onofrio Manfredini, Giuseppe Antonio Antonacci, Francesco Geminiani.
Il primo appuntamento musicale del nuovo anno è il Concerto lirico Rossiniano di giovedì 21 gennaio, di cui saranno protagonisti i giovani musicisti della Toscanini Academy, nuova realtà di formazione promossa dalla Fondazione Toscanini di Parma, e in particolare della sua divisione dedicata all’eccellenza performativa nell’ambito del Canto Rossiniano.
Sabato 27 febbraio (ore 20.30) è la volta di un’altra prestigiosa compagine nazionale, l’Orchestra Cherubini diretta dall’autorevole bacchetta di James Conlon, per lunghi anni alla testa della Los Angeles Opera e molto amato in Italia dove, dopo anni alla testa dell’Orchestra Rai di Torino, è nuovamente presente nei cartelloni delle stagioni entranti del Festival Verdi di Parma e del Teatro del Maggio musicale fiorentino (programma di prossimo annuncio).
La stagione prosegue giovedì 18 marzo (ore 20.30) con il programma Stravaganze e follie, appuntamento che scommette sull’inventiva del barocco e sul gusto per l’imprevisto vivaldiano: sul palcoscenico I Virtuosi Italiani con Alberto Martini, maestro di concerto al violino, propongono un percorso monografico interamente dedicato al genio di Antonio Vivaldi, dai concerti da La Stravaganza, opera IV, alle celebri Quattro stagioni, da Il Cimento dell’Armonia e dell’Invenzione op.8.
A chiudere il ciclo, venerdì 16 aprile (ore 20.30), è un “omaggio a Miles Davis e Frank Sinatra”, MY WAY, un titolo che racconta con chiarezza l’idea del concerto: tenere insieme l’energia e la profondità del jazz di Miles Davis e l’eleganza pop e senza tempo dello swing di Frank Sinatra, per arrivare al groove di Quincy Jones. Sul palco, la Toscanini Academy Big Band diretta da Beppe Di Benedetto, con due solisti d’eccezione, la voce di Alan Scaffardi e la tromba di Andrea Tofanelli.
La nuova Stagione di prosa si apre giovedì 12 novembre (ore 20.30) con Francesco Pannofino e Francesco Acquaroli, in scena con un classico del teatro contemporaneo, Rosencrantz e Guildenstern Sono Morti di Tom Stoppard, con la regia di Alberto Rizzi., in cui l’umorismo inglese di Stoppard si fonde con la Commedia dell’Arte per dare vita a una commedia esistenziale e filosofica che ne esalta comicità e potenza emotiva (in replica anche il 13 e 14 ore 20.30 e domenica 15 ore 16.00).
Teatro contemporaneo – questa volta statunitense – anche con Elio De Capitani, regista e interprete, di Erano tutti miei figli di Arthur Miller. Per lo storico co-direttore del Teatro dell’Elfo, che sul palco è insieme, tra gli altri, a Cristina Crippa, è l’occasione per indagare il rapporto conflittuale
tra genitori e figli in un’opera in cui il dramma sociale e quello psicologico coincidono (11 e 12 dicembre ore 20.30 e domenica 13 ore 16.00 e 20.30).
Attinge alla drammaturgia britannica Pierfrancesco Favino, regista dell’adattamento italiano di People, Places & Things, il pluripremiato testo teatrale di Duncan Macmillan, Lo spettacolo, che vede in scena come protagonista Anna Ferzetti, racconta la necessità di ammettere le proprie ferite per trovare il coraggio di prendersene cura (dal 7 al 9 gennaio ore 20.30 e domenica 10 ore 16).
Dal testo della scrittrice francese Yasmina Reza, Tre Variazioni della Vita, con la regia di Luigi Saravo brillante gioco teatrale sulla percezione, la verità e le relazioni umane, tra ironia, tensione e colpi di scena, che vede protagonisti l’attore e comico Ugo Dighero e Mariangeles Torres (5 e 6 febbraio ore 20.30. e domenica 7 ore 16.00 e 20.30).
In Molière – l’arte della beffa Alessio Boni, interprete e, insieme a Roberto Aldorasi e Marcello Prayer, anche regista, propone viaggio nella Parigi del Seicento, per scoprire la vita straordinaria, comica e spietata di un uomo che ha cambiato per sempre la storia dello spettacolo: Jean-Baptiste Poquelin, universalmente noto come Molière (dal 18 al 20 febbraio ore 20.30 e domenica 21 ore 16.00)
Il mondo teatrale è al centro anche della irresistibile e pluripremiata commedia di Michael Frayn, Rumori Fuori Scena, portata in scena dal regista Massimo Chiesa. Lo spettacolo, con ironia e un pizzico di sana follia, mette a nudo il caotico e imprevedibile “dietro le quinte” del teatro e le sue infinite, sorprendenti, e rocambolesche dinamiche interne (9 e 10 aprile ore 20.30, e domenica 11 ore 16 e 20.30).
In occasione del giorno della memoria, fuori abbonamento, il pluripremiato Se Questo è Levi, performance sull’opera di Primo Levi dei Fanny & Alexander, che vede in scena Andrea Argentieri, diretto da Luigi De Angelis. Argentieri veste i panni dello scrittore Primo Levi, assumendone la voce, le gestualità, le posture, i discorsi in prima persona (mercoledì 27 gennaio ore 20.30, e ore 11 per le scuole).
Completa il cartellone, la sezione GLI INCONTRI DEL ROSSINI: momenti di conversazioni e confronto con gli interpreti e registi ospiti della rassegna, in collaborazione con l’Associazione Amici del Teatro Rossini. Gli incontri sono previsti al Teatro Rossini nel pomeriggio del sabato (ore 17.30) di spettacolo con la compagnia in scena.
PER INFO: 0545.299540/299542
www.teatrorossini.it
Fondazione Teatro Rossini
Ufficio stampa
Stampa locale e regionale: Anna Maria Manera annama.manera@gmail.com
Stampa nazionale: Nicoletta Tassan Solet nicoletta.tassan@gmail.com
Il Teatro Rossini di Lugo – Le cronache riportano che fino dalla metà del 1600 a Lugo si tenevano spettacoli, che davano risonanza ad una stagione di fiera già molto rinomata. Erano quasi sicuramente rappresentazioni allestite con attrezzature precarie in una porzione del Prato della Fiera e nel loggiato cinquecentesco del Pavaglione. Se per i secoli XVI e XVII non sono moltissime le testimonianze, per il Settecento invece sono documentati numerosi eventi teatrali in musica a Lugo, tanto che verso la metà del secolo si sentì l’esigenza di realizzare un teatro stabile in muratura. Non a caso, il luogo venne scelto ai margini dello spazio commerciale e si affacciava sul prato della Fiera.
Nel biennio 1758-1760 vennero costruite le parti principali, su progetto dell’Architetto della Comunità Francesco Ambrogio Petrocchi, originario di Lugano, mentre, a partire dal 1760, i lavori interni, quali la sistemazione del palcoscenico, della platea e dei palchi furono completati da Antonio Galli da Bibiena. Nelle sue linee complessive, il teatro di Lugo, intitolato a Gioachino Rossini nel 1859, si pone come uno dei più interessanti teatri all’italiana dell’Emilia Romagna.
Già durante la stagione di fiera del 1759 l’impresario Pasquale Bondini ottenne di poter utilizzare il teatro appena coperto per recite in musica. La stagione si aprì con la rappresentazione de Il mercato di Malmantile, un dramma giocoso di Domenico Fischietti. Con lo stesso allestimento provvisorio di 38 palchetti posticci in legno disposti su due ordini la sala venne utilizzata durante il carnevale 1760.
Nel novembre di quello stesso anno si deliberò di completare la fabbrica del teatro chiamando Antonio Galli da Bibiena (1697-1774), della celebre famiglia di architetti, decoratori e scenografi di Parma. Il contratto col Bibiena fu determinante per definire l’assetto interno e l’immagine del teatro nel Settecento. Gli vennero commissionati infatti tre scenari, cui se ne aggiunsero altri tre nel 1761, il sipario, che fu decorato con un gruppo di strumenti musicali al centro, e la realizzazione del controproscenio. Il teatro ultimato venne inaugurato nell’agosto 1761 con Il Catone in Utica di Pietro Metastasio. Cominciò da allora un’intensa attività con rappresentazioni e spettacoli d’opera, spesso comici. Il teatro ospitò anche veglioni, accademie e compagnie drammatiche.
- Le modifiche del XIX secolo – Dal 1812 è documentata la necessità di interventi sul teatro che, dopo poco più di mezzo secolo di uso, aveva bisogno di essere ridipinto e necessitava di restauri al palcoscenico, mostrando come fosse ormai improrogabile la costruzione di camerini per gli attori. Nel 1819, con la direzione di Leandro Marconi, vennero eseguiti i lavori di modifica della curva dei palchi, che veniva trasformata a ferro di cavallo, l’aggiunta del loggione e la ristrutturazione del boccascena. Si realizzò anche, nel 1821, una nuova decorazione pittorica della sala con affreschi. La struttura teatrale del Marconi, che con il suo gusto neoclassico aveva praticamente cancellato l’intervento del Bibiena, nonostante gli adeguamenti e i lavori successivi, è rimasta pressoché inalterata. Nuove decorazioni vennero realizzate nel 1855, con gli stucchi opera di Benedetto Crescentini che tuttora adornano la sala. Nel 1859 il Teatro venne intitolato a Gioachino Rossini.
- Aspetto attuale – La facciata, ripartita da lesene e marcapiani, si ripropone ancora nell’austera veste settecentesca. All’interno la sala è scandita su quattro ordini di palchi, cui si aggiunge il loggione. Palcoscenico e cavea occupano nella fabbrica uno spazio assolutamente identico.
Il restauro del 1984-1986, curato dall’architetto Pier Luigi Cervellati, restauratore dell’Oratorio San Filippo Neri di Bologna e del Teatro Amintore Galli di Rimini, ha mirato a ricostruire il teatro come ci è pervenuto fino all’evoluzione più significativa di metà Ottocento, ripristinando quindi l’impianto originale del Settecento, modificato dal Marconi e arricchito dagli stucchi del Crescentini. Si dovevano consolidare la struttura, ripristinare le parti mancanti come gli impianti scenici – che sono stati in gran parte ricostruiti – e sanare il degrado cui la fabbrica era giunta. Il restauro ha portato anche all’interessante scoperta, sotto strati di intonaco sovrapposti, di affreschi all’interno dei primi tre ordini di palchi, dell’epoca del Marconi. Sono decorazioni a motivi floreali e grotteschi e dai colori brillanti comprese all’interno di specchiature geometriche delineate su un fondo grigio azzurro.
Il restauro – Il Teatro Rossini di Lugo, dopo essere stato invaso da oltre un metro e mezzo d’acqua e fango durante l’alluvione del maggio 2023, è stato al centro di un complesso intervento di restauro. I lavori sono stati finanziati in gran parte grazie a donazioni, giunte in primis attraverso la campagna “Un aiuto subito” promossa da La7 e il Corriere della sera, unitamente alla donazione Cari Forlì, di Reale Mutua, oltre alla raccolta fondi “Gofundme”, promossa dal Teatro e grazie al contributo di numerosissime altre fondazioni bancarie, associazioni culturali e persone private.
I lavori di ripristino, coordinati dall’architetto Sanzio Castagnoli, con l’apporto di diverse ditte specializzate, e in particolare attraverso la perizia del conservatore di beni culturali Michele Pagani, hanno riguardato le strutture e superfici, con il recupero degli intonaci danneggiati dall’umidità, il rifacimento dei pavimenti della platea, del palcoscenico e della buca d’orchestra, degli stucchi presenti nella platea e delle porte interne in legno e decorate poste al piano terra e nella platea; le pavimentazioni, con il restauro del pavimento della platea e del pavimento delle zone del vestibolo e del foyer; gli arredi, con il restauro delle 161 sedute della platea, un elemento simbolico del precedente restauro degli anni ’80 curato dall’architetto Pier Luigi Cervellati, totalmente sommerse dall’acqua e con la sostituzione del bancone biglietteria; oltre agli infissi esterni, gli impianti elettrici, idraulici e di e sicurezza, il rifacimento degli impianti e l’implementazione di nuove misure di prevenzione contro l’umidità di risalita, il totale risanamento degli spazi comuni.
La vita artistica del Teatro – Il Teatro Rossini di Lugo ha vissuto una storia travagliata: dopo i fasti ottocenteschi (che videro anche l’esibizione di Paganini e Rossini), il teatro cadde in rovina, fu trasformato in cinema e chiuso negli anni ’50. È rimasto in totale abbandono fino al grande restauro che ne ha permesso la trionfale riapertura nel 1986.
La vita artistica del teatro di Lugo è in gran parte legata a Rossini (che visse a Lugo dal 1802 al 1804) ed alla sua produzione operistica dal 1814 al 1840, anche se si alternavano sulla scena altri grandi nomi dell’epoca, come Saverio Mercadante, Vincenzo Bellini e Gaetano Donizetti, che monopolizzarono le stagioni teatrali per circa un decennio, fino all’apparire delle prime opere di Giuseppe Verdi. Il Teatro non significò per Lugo e per i lughesi solo spettacolo, musica e canto, ma fu uno strumento di rilievo per lo svolgimento di manifestazioni di vita cittadina nei suoi momenti più significativi in rapporto ai tempi.
Fino ai primi dell’Ottocento, agli spettacoli lirici, generalmente opere buffe, si alternarono spettacoli in prosa ed il teatro venne utilizzato anche per feste. Momenti salienti della vita artistica del teatro di Lugo nell’Ottocento furono l’esibizione nel 1813 di Nicolò Paganini oltre al “periodo rossiniano”. L’esecuzione delle opere di Giuseppe Verdi prevalse nel corso di tutta la seconda metà dell’Ottocento. Le opere di Giacomo Puccini vennero rappresentate a partire dalla fine dell’Ottocento e Richard Wagner nel 1900 con il Lohengrin. Nel 1902 il grande Arturo Toscanini vi diresse l’Aida, mentre nel 1905 vi debuttò la Lilia del compositore e direttore d’orchestra lughese Francesco Balilla Pratella.
Nel corso del Novecento fu adibito a cinema e, pur continuando a mantenere la funzione di fulcro della vita cittadina, conobbe un progressivo declino. Dopo la prima guerra mondiale e durante il Ventennio fascista vi si tennero diverse manifestazioni di carattere sociale. Alcuni veglioni danzanti vi furono ospitati ancora nel secondo dopoguerra. Fu proprio il suo ruolo civico ed il ricordo degli antichi fasti a scongiurarne la demolizione, anche se il Teatro venne chiuso al pubblico a metà degli anni ’50 e restò inutilizzato per un intero trentennio.
Protagonista indiscusso della rinascita del Teatro Rossini e di Lugo come “piazza teatrale” nota in tutta Italia è stato Antonio Taglioni, è stato una figura centrale della vita culturale e teatrale di Lugo. Regista teatrale e direttore artistico di grande visione, il suo nome è indissolubilmente legato alla rinascita del Teatro Rossini, oltre che della nascita della rassegna “PAVAGLIONE ESTATE”, che prende corpo nel 1983, quando l’amministrazione comunale sancisce la necessità della creazione di un sistema teatrale per la città, volto a costituire un punto di riferimento per un’utenza regionale.
Il Teatro Rossini fu riaperto il 3 dicembre 1986 grazie al raffinato restauro scientifico affidato all’architetto Pier Luigi Cervellati, quasi interamente finanziato dal Comune con il contributo della Regione Emilia-Romagna e di tre istituti di credito locali. Dopo l’inaugurazione, con l’opera Il Mercato di Malmantile di Domenico Cimarosa, prosegue a pieno ritmo, ospitando prosa e musica sinfonica e cameristica, per poi consolidare una vocazione stabile alla stagione lirica dell’opera da camera, dalle forme sei-settecentesche e dall’opera buffa fino a titoli contemporanei, spesso inediti o poco eseguiti.
- Tra gli anni più significativi, dal 1997 al 2001 prende corpo un progetto di ricerca orientato alla valorizzazione del teatro musicale attraverso una Commissione Scientifica guidata da Luigi Ferrari, con la prestigiosa collaborazione dei professori Lorenzo Bianconi e Paolo Fabbri, articolata nei filoni Teatro Metastasiano, un omaggio ai titoli legati al repertorio del grande poeta e librettista italiano Pietro Metastasio e Radici Rossiniane, con l’esplorazione del teatro che ha formato il genio di Rossini e dei compositori che ne hanno raccolto l’eredità.
Il Teatro Rossini si conferma così uno spazio in continua evoluzione, capace di unire il rigore della ricerca storica alla freschezza della creazione contemporanea. Dal 1997 al 2001 le opere scelte dal comitato scientifico di indirizzo e rappresentate sono state: Parisina di Gaetano Donizetti e Magma di Lamberto Coccioli (Stagione 1997-1998); L’italiana in Algeri di Luigi Mosca e Elena da Feltre di Saverio Mercadante (Stagione 1998-1999); Artaserse di Johann Adolf Hasse e Ser Marcantonio di Stefano Pavesi (Stagione 1999-2000) e nel 2001 Il Trionfo di Clelia di Christoph Willibald Gluck.
Dal 2002 al 2015, la programmazione lirica si consolida nel Lugo Opera Festival diretto da Rosetta Cucchi, che dal barocco apre con decisione anche all’opera da camera contemporanea, sostenendo una linea di qualità realizzata con collaborazioni di rilievo tra cui il Teatro Comunale di Bologna e il Wexford Festival Opera. Tra le produzioni più importanti si ricordano Le pauvre Matelot (Milhaud), Mirandolina (Martinů), Pierrot Lunaire (Schönberg), Arlecchino (Busoni, con la regia di Lucio Dalla) e Jackie O (Daugherty, con regia di Damiano Michieletto), fino a lavori come Jacob Lenz di Wolfgang Rihm.
Un capitolo determinante è la collaborazione con AngelicA, che trasforma il Rossini in un palcoscenico di risonanza internazionale per le avanguardie musicali: nel giugno 2006, AngelicA commissiona a Karlheinz Stockhausen l’opera Himmels-Tür (Porta del Cielo)_, parte del ciclo Klang, presentata in prima assoluta mondiale al Teatro Rossini; lo stesso Stockhausen tiene inoltre un incontro pubblico in teatro e presenta frammenti di Freude. La scelta del Rossini non è casuale: l’acustica “viva” ma controllabile, garantita dalla cassa armonica in legno, consente una precisione rara nella resa del dialogo tra suono elettronico e acustico.
Nel 2016, in occasione del trentesimo anniversario della riapertura, nasce il percorso del Festival Purtimiro, diretto da Rinaldo Alessandrini, con un ritorno al repertorio barocco e filologico che ha ospitato ensemble e solisti di primo piano, tra cui Rinaldo Alessandrini & Concerto Italiano, Ottavio Dantone & Accademia Bizantina, Antonio Florio & Cappella Neapolitana, Sara Mingardo e Carlo Vistoli.
Dal 2019 ad oggi, l’attività è stata profondamente condizionata da eventi straordinari: chiusure per interventi di adeguamento antisismico, ripartenze dopo la pandemia e, soprattutto, l’alluvione del maggio 2023, che ha colpito duramente la struttura. L’acqua ha invaso platea e golfo mistico, danneggiando la parte relativa agli impianti e causando danni ingenti all’edificio, che è stato dichiarato nuovamente inagibile. Da settembre 2025 è stato avviato un cantiere di ripristino.
Accanto alla riparazione della sede, per garantire continuità della proposta culturale, si è sviluppato Rossini Open, avviato nel 2021 e giunto nel 2025 alla sua quinta edizione: nato per mantenere la produzione artistica fuori dalle mura durante le fasi di emergenza e lavori, si è poi evoluto in una rassegna itinerante capace di trasformare il disagio del cantiere in un’occasione per valorizzare luoghi di straordinario fascino nel centro storico e nel territorio di Lugo, con spettacoli ospitati abitualmente in sedi come Chiesa del Suffragio, Chiesa di San Giacomo, Teatro di San Lorenzo, Oratorio di Sant’Onofri e Antica Pieve di Campanile (Santa Maria in Fabriago).








