19 settembre: opening a Lubiana “In the name of clay” a cura del MIC Faenza

img_6704_2 – Veduta dela mostra a Riga

FAENZA (RA) – Il Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza ha una lunga tradizione nella promozione dell’arte ceramica italiana nel mondo. Lo scorso anno sono state allestite due mostre in Polonia, a Boleslawiec e Varsavia, in occasione della giornata internazionale del Made in Italy.

Quest’anno due tappe in Lettonia e Slovenia raccontano l’arte e il design italiani degli ultimi 50 anni. Dopo Riga dove la mostra “In the name of clay” è stata esposta Design Museum dal 30 maggio al 23 agosto 2026, la mostra inaugura il 24 settembre a Lubiana al National al Museum dove rimarrà allestita fino al 17 gennaio 2027.

La mostra, curata da Claudia Casali, Valentins Petjko e Aivars Baranovskis, propone un dialogo tra generazioni di artisti e designers italiani che hanno scelto la ceramica come linguaggio artistico. Il titolo, “In the name of clay – Le forme della materia”, suggerisce la varietà poetica che sottende gli autori, indicandone l’unicità e allo stesso tempo il denominatore comune, la terra, affrontata da diverse prospettive, in linea con le espressioni delle singole epoche affrontate. Esiste una ciclicità di tematiche e un’attualizzazione delle stesse, per l’arte e per il design.

Se da una parte, nella sezione artistica, troviamo le espressioni, gli stilemi ormai classici e le sue declinazioni contemporanee (informale, picassismo, minimalismo, iperrealismo, denuncia sociale e ambientale, frammentazione e precarietà, riflessione sulla tradizione e la sua attualità); dall’altra la funzionalità del design guarda ad altri canoni, raccontati attraverso gli stili di vita, a partire dalle linee antropomorfe di Antonia Campi passando per gli esuberanti anni ’80 del gruppo Memphis, per giungere ai racconti essenziali dell’attualità.

È un percorso tra generazioni per far conoscere, attraverso una necessaria selezione di artisti e designer, la vivacità dell’arte e della progettualità nella ceramica italiana, un percorso in continua evoluzione, che nell’ultimo ventennio trova riscontri, popolarità, maggiore visibilità nel sistema dell’arte contemporanea. È una storia italiana significativa e fondamentale.

Per l’occasione è stato realizzato un accompagnamento musicale di Don Antonio (Antonio Gramentieri) MATERIA — una suite, brani che esplorano un territorio preciso: il rapporto tra suono e materia, tra geografia e identità, tra la Romagna concreta e un altrove immaginato.

Un catalogo, edito dal Latvian Ceramic Centre, con i testi dei curatori, è stato pubblicato a documentare l’esposizione di Riga.