Teatro Diego Fabbri, Forlì: cartellone DANZA della Stagione 2018/19

Danza contemporanea, balletto neoclassico, urban – hip hop, circo danza: tutti i linguaggi dell’arte coreutica. In collaborazione con Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto

FORLÌ – La Stagione Teatrale 2018/19 del TEATRO DIEGO FABBRI di FORLÌ inaugura la prestigiosa collaborazione tra Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto e Accademia Perduta/Romagna Teatri e l’Amministrazione Comunale nella programmazione del cartellone dedicato alla DANZA e all’arte coreutica.

Il quadro nel quale nasce questa collaborazione è rappresentato dalla volontà di offrire agli spettatori di Forlì una finestra originale e stimolante grazie alla quale conoscere cosa oggi sia l’arte del movimento e della coreografia. Rivolgendosi davvero a tutti i pubblici e a tutte le fasce di spettatori. L’urban – hip hop con il suo spettacolare e disarticolato dinamismo e la dimensione più raffinata e suggestiva del circo contemporaneo danno nuove prospettive ad un cartellone che parte dalle radici neoclassiche e ballettistiche e arriva ad un contemporaneo accattivante e mai elitario.

Una rassegna votata dunque alla pluralità di espressioni e linguaggi artistici e naturalmente all’eccellenza qualitativa: sul palcoscenico del Teatro Diego Fabbri si alterneranno infatti Compagnie, coreografi e performers di rilevanza nazionale e internazionale.

GLI SPETTACOLI

  • INC INNPROGRESSCOLLECTIVE
    toPray
    Urban – Hip Hop
    coreografia e regia
    di AFSHIN VARJAVANDI
    danzatori performer Luca Calderini, Mattia Maiotti, Jenny Mattaioli, Elia Pangaro

Mercoledì 5 dicembre 2018 alle ore 21

Esiste un momento per ognuno, a partire dal quale si impara a guardare dentro sé stessi: esiste anche una costante che chiamiamo T, per la quale quel momento è intimo e individuale, riferito al singolo, non moltiplicabile e non tramandabile. Sono solo i propri occhi a esercitare quella visione. La costante T è un numero trascendente. toPRAY non parla della costante T, ma racconta il punto di vista dal quale si osserva. toPRAY è un corridoio: a volte per arrivare all’animo umano il percorso è lungo e stretto. Altre volte l’uomo contemporaneo non trova il tempo per scegliere le strade complesse, per attraversarle il tempo che si impiega corrisponde alla costante T. Siamo esseri umani? Si dice che possediamo un’anima. Attraversiamo i simboli che nella storia abbiamo attribuito a quello che non riusciamo a vedere, per dare alla vita un valore diverso, per riconoscere oltre la forma un diverso livello. Cosa vuol dire pregare? Cerchiamo una risposta in ogni azione. Forse l’agire stesso è un atto di culto: l’uomo contemporaneo agisce sul corpo traendone un culto. Cerchiamo sempre una risposta, domandandoci se alla fine siamo un’anima che possiede un corpo. Se quello che abbiamo di più sacro è l’immaginazione attraverso cui riusciremo a identificare l’anima nel corso della vita.
“Potete scrollare il capo, sorridere, farvene beffe o distogliere lo sguardo, ma questa mania del ballo dimostra che l’uomo dell’era delle macchine, con il suo immancabile orologio da polso, e il cervello in costante fermento per il lavoro, le ansie e i calcoli ha lo stesso bisogno di ballare degli uomini primitivi. Anche per lui la danza era vita su un livello diverso”. (Curt Sachs)
toPRAY è uno spettacolo in cui le danze urbane si mescolano a gesti contemporanei, producendo una danza fuori dagli schemi, dal tempo. La scrittura coreografica attinge da calligrafie multiculturali, risultando un linguaggio universale: come il racconto dell’anima dell’uomo.

  • EKO DANCE PROJECT
    La Bella… Giselle
    Balletto neoclassico
    ideazione e messa in scena
    di POMPEA SANTORO
    coreografia di MATS EK
    musica di Adolphe Charles Adam e Pyotr Ilyich Tchaikovsky

Mercoledì 16 gennaio 2019 alle ore 21

La necessità di portare in scena una danza rivolta al sociale ha spinto Pompea Santoro all’allestimento di questo spettacolo. Sono stati scelti per l’occasione due estratti di altrettanti capolavori del coreografo svedese Mats Ek: La Bella Addormentata e Giselle.
La rivisitazione dei grandi classici del balletto è quello che ha reso le coreografie di Mats Ek famose in tutto il mondo decretandone la genialità e la creatività; La Bella Addormentata che, nella fiaba di Perrault è una giovane principessa Aurora che cade in un sonno incantato dopo essersi punta con il fuso dell’arcolaio, diventa in questa rilettura una adolescente problematica, in contrasto con i genitori che scivola nel mondo della droga. Le quattro fate che crescono Aurora al riparo nel bosco donandole una virtù ciascuna, diventano nella versione del coreografo svedese le infermiere che fanno nascere Aurora e la malvagia strega è il medico che porterà la giovane nel mondo della droga, fino a quando non arriverà il Principe a risvegliarla. Nella seconda parte, Giselle secondo atto (le Willy), l’ambientazione cambia rispetto alla versione classica, così invece di trovarci in una radura illuminata dalla luna, veniamo catapultati all’interno di un manicomio dove le anime delle Willy diventano giovani donne ferite, violate, spezzate, depresse.

  • MM CONTEMPORARY DANCE COMPANY
    Gershwin Suite / Schubert Frames
    Danza contemporanea
    coreografie di MICHELE MEROLA e ENRICO MORELLI

Domenica 24 febbraio 2019 alle ore 21

Schubert Frames
musica: Franz Schubert
interpreti: Emiliana Campo, Angelo D’Aiello, Paolo Lauri, Fabiana Lonardo, Lorenza Matteucci, Giovanni Napoli, Miriam Re, Cosmo Sancilio, Nicola Stasi, Gloria Tombini, Lorenza Vicidomini

Alla musica straordinaria di Franz Schubert Enrico Morelli ha voluto affidare il suo nuovo lavoro: nessuno meglio del compositore viennese ha saputo interpretare i sentimenti contrastanti d’amore, la tensione, la malinconia, il rimpianto, ma anche la speranza. Un collage di celeberrimi brani di Schubert, estratti da veri e propri capolavori di infinita bellezza fanno da colonna sonora a questo lavoro dedicato alle molte anime dell’uomo contemporaneo, dove l’amore lascia il posto al disinganno, il distacco alla condivisione, la passione al timore, e viceversa, in un andare e venire fra crescendo e diminuendo, a rivelare interi universi e legami segreti. Schubert Frames è un racconto astratto di solitudini e anime affini, in un’epoca come la nostra, stanca, torbida, disincantata, tormentata da un malessere che si respira nell’aria, ma anche ansiosamente alla ricerca di un senso e di una speranza di felicità.

Gershwin Suite
concept di Michele Merola e Cristina Spelti
musica: George Gershwin, Stefano Corrias
interpreti: Emiliana Campo, Angelo D’Aiello, Paolo Lauri, Fabiana Lonardo, Lorenza Matteucci, Giovanni Napoli, Miriam Re, Cosmo Sancilio, Nicola Stasi, Gloria Tombini, Lorenza Vicidomini

Nelle note di George Gershwin, musicista tra i più rappresentativi del Novecento, si riflette lo spirito del tempo in cui sono create, con gli umori e le atmosfere degli Anni Ruggenti. Partendo dai migliori brani del compositore, e dalle suggestioni provenienti dalle opere pittoriche di un altro grande artista americano del ‘900, Edward Hopper, Michele Merola ha realizzato Gershwin Suite, la cui colonna sonora antologizza le più accattivanti pagine dell’autore, come Summertime, che sigla lo spettacolo e ricorre in più momenti e in diverse versioni, e Rhapsody in blue. Merola sceglie la musica di Gershwin nelle sue varie sfaccettature, non solo quindi i brani più euforici e brillanti, ma anche quelli più romantici e intimi, sensuali e seducenti. Alcune scene traggono ispirazione dal collegamento tra i diversi brani del compositore e vari quadri – come New York Movie, Soir Bleu, Summer in the City, People in the sun, – di Edward Hopper, pittore che, grazie al suo realismo e al suo modus operandi per “inquadrature”, è considerato un artista capace di rappresentare in maniera poetica ed evocativa momenti anche umili e semplici di vita quotidiana. Ispirati direttamente ai quadri di Hopper, sfilano l’intimità dei passi a due e degli assoli, a cui si aggiungono le scene di insieme, dove voglia di vivere e riscatto dal quotidiano prendono il sopravvento.

FONDAZIONE NAZIONALE DELLA DANZA/ATERBALLETTO
Wolf / Bliss
Danza contemporanea

Venerdì 8 marzo 2019 alle ore 21

WOLF
coreografia e musica
di HOFESH SHECHTER
spettacolo presentato in associazione con Hofresh Shechter Company

Hofesh Shechter è uno dei coreografi contemporanei più intensi e viscerali. Forse perché la musica è quasi sempre composta da lui stesso e s’intona strettamente all’energia del suo movimento. Il risultato è un punch, come afferma lui stesso, un pugno con il quale lo spettatore viene investito da un’onda di energia. In Wolf, un suo precedente lavoro oggi ripensato per i 16 danzatori di Aterballetto, troviamo una sorta di selvaggia animalità, che attraversa a tratti gli uomini e a tratti le donne. Il quadro che si compone ci trascina in un universo misterioso e coinvolgente.
“La danza è come un sogno, quando ti risvegli non ti sai spiegare come certe idee e cose siano avvenute, e perché proprio in quel modo.” (Hofesh Shechter)

BLISS
coreografia di JOHAN INGER
musica di Keith Jarrett
spettacolo vincitore del
Premio Danza&Danza 2016

“Il punto di partenza di questo nuovo spettacolo è la musica del Köln Concert di Keith Jarrett, che, oltre che il sottoscritto, ha ispirato e toccato milioni di persone grazie al suo perfetto tempismo nell’attirare una generazione che si muoveva da una parte all’altra della propria vita. Il mio compito, insieme a quello dei danzatori, è quello di raccontare come ci relazioniamo con questa musica iconica. Nel modo in cui incontriamo questa musica con gli occhi di oggi, è presente sia una sfida compositiva che emotiva. Essere presenti qui e ora, come lo è stato Keith Jarrett quando suonò la prima volta, è quello che noi stiamo cercando. Provando ad essere puri e freschi senza idee preconcette. Mi è stato chiesto di dare un’idea di cosa sarà il mio lavoro, ma la verità dello spettacolo dovrà essere scoperta attraverso il mio incontro con i danzatori e, insieme, dal nostro incontro con la musica del Köln Concert. Quindi eccoci qui, tutti quanti, non importa quale sia la nostra esperienza. Siamo principianti l’uno nei confronti dell’altro e nei confronti della musica che darà voce a questo nuovo incontro”. (Johan Inger)

  • COMPAGNIE LIBERTIVOIRE
    Phasmes
    Circo danza
    coreografia e regia di FANNY SORIANO
    performers Vokeak Ung
    e Vincent Brière
    musiche di Thomas Barrière

Giovedì 28 marzo 2019 alle ore 21

In una suggestiva penombra, una misteriosa entità ci osserva. Una chimera muta si muove e interagisce con l’ambiente, dando vita a forme animali, minerali e vegetali. Lo spettatore viene affascinato da illusioni ottiche e apparizioni: una creatura senza testa diventa un delicato insetto che, a sua volta, diventa un’architettura aliena e strisciante. Ad un certo punto, si rivela agli occhi dello spettatore che l’entità sono in realtà due corpi che si comportano come uno; un corpo che cresce e si commuove, che rappresenta figure astratte e affascinanti. Gli artisti in scena moltiplicano le possibilità, invertendo le forze naturali con giochi di equilibrio e simmetrie, in cerca di un comune centro di gravità. Sensuale e inquietante, brutale e fragile, Phasmes inventa nuovi linguaggi acrobatici, sviluppati dai corpi crudi, tattili, trasmutabili, per interrogarci su quale sia il posto degli esseri umani nella natura. Il lavoro coregrafico di Phasmes è stato ispirato dall’improvvisazione, dai giochi di equilibrio, di simmetrie e divisioni dei centri di gravità. I due performers in scena, ispirati da elementi naturali, sono stati guidati a esplorare un’ampia gamma di sensazioni e gesti coreografici.
L’interpretazione è il frutto di una ricerca sullo stato di presenza e di relazione con se stessi. Come incarnare senza disincarnare, come mantenere la propria umanità diventando una roccia, un albero, un insetto? Le emozioni derivano dalla sensibilità ai movimenti, sia dentro che fuori il proprio corpo. I telai emotivi e coreografici sono così intimamente legati. Si tratta di mettere in discussione il corpo nei suoi stati di razionalità e istinto naturale e scoprire quali interazioni e trasformazioni possano esistere tra questi stati.

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