Question Time, chiarimenti su movida e rispetto delle regole

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BOLOGNA – L’assessora Elena Gaggioli ha risposto questa mattina, in sede di Question Time, alla domanda d’attualità della consigliera Graziella Tisselli (Fratelli d’Italia) su movida e rispetto delle regole .

La domanda della consigliera Tisselli
“Facendo seguito a quanto riportato dagli organi d’informazione: Merola:”Movida, non criminalizziamo i più giovani”- ” Notti in piazza? Non è una città per vecchi” ed alla luce dei numerosi assembramenti che, nel tempo, si sono verificati, senza alcuna forma di rispetto per la cittadinanza e considerato che, al contrario nella vita di tutti i giorni famiglie, cittadini, residenti e non, senza alcuna distinzione, sono richiamati ai diversi livelli al rispetto delle regole proprio a tutela dei diritti di tutti; chiede al Sindaco cosa intenda con il termine “giovane” . Se non ritenga che la responsabilizzazione ed il rispetto della convivenza civile non riguardino anche i cosiddetti “giovani” che frequentano le piazze della movida bolognese e se non ritenga oltremodo che una tale dichiarazione non rappresenti, al contrario, una “chiara mancanza di rispetto” per coloro i quali le regole le “rispettano” ogni giorno”.

La risposta dell’assessore Gaggioli
“Da un sondaggio dell’Eurostat è emerso che quando si parla di giovani le persone s’intendono in una fascia d’età compresa dai 15 ai 30 anni, quindi quello che veniva richiesto dalla consigliera Tisselli di definire cosa s’intende per giovani, possiamo dire che la categoria di giovane è veramente ampia e anche disomogenea, nelle abitudini, nelle esigenze e a anche nelle responsabilità. La consigliera fa esplicito riferimento alle dichiarazioni stampa del Sindaco di qualche giorno fa. Trovo pleonastico dover meglio specificare quello che il Sindaco ha detto chiaramente, in modo forse un po’ provocatorio ma molto chiaro. Quando si parla di giovani, quando si parla di politiche giovanili, sarebbe un grandissimi errore rinchiudere tutto nel recinto della pubblica sicurezza e del decoro urbano, non perché queste non siano questioni importanti e non perché le fasce più giovani della popolazione non debbano dare il loro contributo, ma perché quando si parla di giovani, soprattutto dopo quest’anno in cui abbiamo chiesto tanti sacrifici e, guardate, sono sacrifici sacrosanti che abbiamo chiesto per tutelare il diritto alla salute di tutti, ma non sono sacrifici ai quali ci possiamo permettere di non dare la giusta importanza e il giusto risalto. Quindi sempre, ma in particolare dopo quest’anno, è importante che quando le istituzioni, la comunità, si interrogano e parlano di giovani, siano capaci di alzare un po’ il tiro.

Questo non vuol dire essere indulgenti, questo non vuol dire chiudere gli occhi davanti a situazioni che colpiscono soprattutto i ragazzi che rispettano le regole, ma vuol dire essere capaci di affrontare e porsi il problema nel suo complesso, di essere capaci di dire che il rispetto per le regole, che è un valore sacrosanto, non deve andare in contraddizione con la capacità di costruire politiche giovanili che riguardano la scuola, riguardano la cultura, riguardano tutti i settori del Comune attenti alle fasce più giovani della popolazione, attenti e capaci di parlare con il loro linguaggio. Quindi io trovo diciamo così una prospettiva sbagliata contrapporre, chiedersi se hanno ragione o sono più bravi i giovani che i vecchi. Mi permetterete questa espressione provocatoria e spero che venga compresa, lo trovo sbagliato perché un’amministrazione deve portare a sintesi le diverse esigenze e tutte hanno la stessa dignità. Tutte le categorie devono rispettare le regole sacrosante e io penso che anche dalle dichiarazioni del Sindaco questo emerga con forza. e’ ovvio che non possiamo limitarci solo a quello, non possiamo limitarci solo alla sicurezza perché il degrado, le situazioni diciamo così fuori dalle regole impongono un intervento diciamo estemporaneo, di controllo sul fatto che sta accadendo ma impongono anche una riflessione di prospettiva. È questo che il Sindaco voleva fare, voleva stimolare, Bologna deve essere una città capace di coinvolgere i giovani nel lavoro delle istituzioni, di essere capace di imporre ai giovani il rispetto delle regole responsabilizzandoli, facendo in modo che quel rispetto nasca soprattutto dal sentirsi parte di una comunità e dal sentire di avere un ruolo in quella comunità che non può solo chiedere ma che deve essere capace di ritagliare uno spazio istituzionale ma anche uno spazio fisico, di luoghi di ritrovo e discussione.

La questione delle politiche giovanili, della città per i giovani se non vogliamo dire non è una città per i vecchi, una questione non esclude l’altra e io trovo, diciamo così, pleonastico doverlo ribadire. Non ci deve essere indulgenza rispetto a chi viola le regole, però bisogna essere capaci di alzare lo sguardo e guardare anche cosa c’è dietro quella situazione. Questa contrapposizione, è una contrapposizione che non esiste, perché tutti i cittadini sono tenuti a rispettare le regole e tutte le istituzioni, le comunità, sono tenute a fare una sintesi delle necessità dei cittadini in modo da creare politiche. Sulle politiche giovanili stiamo facendo tanto anche con il settore Cultura, pensando a eventi e in questi anni sono stati costruiti anche tanti luoghi di ritrovo, percorso sul quale è necessario continuare a investire, ma ripeto e ribadisco che è necessario il rispetto di regole chiare, univoche e condivise, ma anche capacità di orientare le politiche in modo corretto per la fascia più giovane della nostra comunità”.