Uno spettacolo che gioca con la figura di Pulcinella, partita dal folclore napoletano ed entrata nell’immaginario di tutti, e con la musica, intrecciando la tradizione popolare alle musiche dei grandi compositori del passato. Un viaggio nella musica e nella storia di una delle figure più note e amate della tradizione popolare italiana.
Nato per celebrare il 25 centenario della Nascita della città di Napoli, il progetto di “Pulcinella, all’improvviso!”, diretto dal drammaturgo e attore Marco Sgrosso, parte dalle origini partenopee del balletto di Igor Stravinskij per esplorare un fitto intreccio di connessioni e di rimandi: da Giovanni Battista Pergolesi e la scuola napoletana, attraverso le “Antiche danze e arie” di Ottorino Respighi ispirate alle musiche del Cinque e Seicento italiano, fino alle melodie della tradizione popolare partenopea, tutte convergono in questo articolato progetto. La musica dal Conservatorio di Napoli e le commedie del 1700 della Biblioteca Nazionale di Napoli con protagonista Pulcinella, furono infatti gli elementi che stimolarono la creazione ad Igor Stravinskij delle musiche del balletto Pulcinella (1919-1920), ispirato all’omonima opera di Pergolesi, musicista tra gli esponenti più importanti della Scuola Musicale Napoletana.
Ideato e diretto da Giambattista Giocoli, “Pulcinella, all’improvviso!” è affidato all’Orchestra del Baraccano di Bologna, mentre la vice recitante e la regia sono a cura di Marco Sgrosso; che così descrive il suo personaggio: «Pigro, volubile e incostante, furbo ma anche stupido, intrigante, goloso e bugiardo, allegro e funereo, rudemente maschio ma intriso di femminilità, angelo e demonio, bonario e crudele, rassegnato e ostinato, comico e tragico, infedele, affamato e disperato, infiniti sono gli appellativi che si addicono a questa maschera straordinaria, sospesa tra il bianco candido dell’abito e il nero minaccioso del volto. […] La maschera di Pulcinella possiede una caratura inquietante e misteriosa, collegata all’uovo da cui si affaccia alla vita il ‘pulicinello’. È la dimensione più profonda e primordiale che ci interessa esplorare nel lavoro in maschera, che dai tempi più antichi svela e rivela le inquietudini, le fragilità e il bisogno vitale di libertà dell’uomo contemporaneo».
L’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.
L'Opinionista © since 2008 - Emilia Romagna News 24 supplemento a L'Opinionista Giornale Online
reg. tribunale Pescara n.08/2008 - iscrizione al ROC n°17982 - P.iva 01873660680
Contatti - Archivio news - Privacy - Cookie Policy
SOCIAL: Facebook - X