“I nostri gommisti sono letteralmente sommersi da pneumatici fuori uso a causa di una gestione della raccolta ormai inadeguata e inefficace, – affermano Manuele Covili e Franco Spaggiari, responsabili del mestiere di CNA Modena – con l’emergenza che si aggrava nei periodi di cambio gomme e le imprese costrette a fare i conti con spazi saturi, rischi ambientali e possibili sanzioni per gli accumuli nei piazzali e nei depositi”. Un problema che nasce a causa dell’interruzione o limitazione dei servizi da parte delle ditte di smaltimento incaricate.
Le imprese rischiano anche di essere oggetto di sanzioni ingiuste, sottolinea CNA Modena. I gommisti, infatti, sono obbligati per legge ad affidarsi ai Consorzi per la raccolta e lo smaltimento dei PFU, sostenuti dai consumatori tramite una tariffa obbligatoria. Tuttavia, nonostante le sollecitazioni da parte dell’Associazione, le prime risalgono a oltre un anno fa, la risposta da parte delle istituzioni è stata insufficiente. Sebbene sia stato istituito un tavolo tecnico dal Ministero dell’Ambiente, le misure adottate hanno portato a una raccolta aggiuntiva di solo il 2%, ben lontano dall’obiettivo prefissato del 10%.
“Crescono le preoccupazioni e le proteste degli operatori – continuano Spaggiari e Covili – e non è più accettabile che le imprese siano lasciate sole ad affrontare questa crisi, aggravata da procedure burocratiche complesse e piattaforme operative dei Consorzi che restano inaccessibili”.
La risposta più rapida deve essere una raccolta straordinaria, strettamente governata e monitorata dal Ministero dell’Ambiente, che intervenga nei punti di maggiore criticità. Inoltre, è fondamentale rivedere l’intero sistema di gestione dei PFU, prevedendo una normativa che assicuri trasparenza e controlli rigorosi lungo tutta la filiera, dai produttori alle piattaforme online, che troppo spesso non rispettano le disposizioni. Le istituzioni, a loro volta, dovrebbero sollecitare con forza il Ministero competente affinché affronti e risolva in modo definitivo questa situazione, che non può più essere procrastinata.
Servono misure straordinarie e tempestive, conclude CNA Modena chiede l’intervento dei parlamentari e consiglieri regionali. Sono necessari interventi strutturali, tipo il consentire alle imprese di utilizzare il contributo ambientale per smaltire in proprio i pfu, che impediscano il ripetersi e il perdurare di tale crisi: le imprese meritano risposte concrete per operare in sicurezza e nel rispetto delle regole, del lavoro e dell’ambiente.
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