Ministero dell’Istruzione e Fondazione Golinelli: La scuola: quale futuro dopo la pandemia il 2 novembre a Bologna

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BOLOGNA – Come sarà la scuola nell’era d.C. (dopo Coronavirus)? Che ruolo potrà assumere dopo le difficoltà incontrate durante la pandemia? Tornerà a essere una palestra di vita per le giovani generazioni? Le tecnologie digitali esistenti sono sufficienti per supportare gli insegnanti nel percorso di formazione o è necessario sviluppare strumenti più innovativi? Quanto influisce lo spazio fisico nei luoghi dell’apprendimento?

Per rispondere a questi interrogativi Ministero dell’Istruzione e Fondazione Golinelli hanno chiamato a raccolta martedì 2 novembre a Bologna studiosi e formatori, psicologi e neuropsicologi, scienziati e architetti. All’Opificio Golinelli di Bologna dalle ore 9 alle ore 13.30 si terrà il convegno La scuola: quale futuro dopo la pandemia. Innovare, progettare, sperimentare: proposte e percorsi, il primo evento promosso dalle due istituzioni a cui faranno seguito incontri a cadenza annuale per riflettere sul futuro della scuola e sulla scuola del futuro. Potrà essere seguito in diretta da tutta Italia anche online sul canale YouTube di Fondazione Golinelli.

Figure di primo piano del mondo della cultura e dell’istruzione si confronteranno su un nuovo modello di scuola, affrontando il tema da diversi punti di vista, dai nuovi paradigmi dell’apprendimento alle strutture e all’architettura scolastica, dal necessario potenziamento delle discipline STEAM al ruolo strategico degli insegnanti e a quello delle nuove tecnologie a sostegno delle attività didattiche.

È oggi necessario cogliere l’occasione della ripartenza per trovare le giuste risposte ai problemi che attraversano la scuola italiana, poiché un Paese senza cultura, senza ricerca e con una scuola debole è un Paese senza futuro. Obiettivo di Fondazione Golinelli e del Ministero dell’Istruzione è promuovere una riflessione sul ruolo cruciale che la scuola post pandemia potrà assumere nel preparare le giovani generazioni alle sfide, talvolta imprevedibili, del futuro. La nuova scuola, oltre a sfruttare le potenzialità delle tecnologie digitali più all’avanguardia, dovrà proporre nuovi paradigmi di apprendimento con un percorso continuo di aggiornamento per gli insegnanti che preveda proposte di innovazione didattica e metodologica.

«Questi anni di pandemia hanno posto al centro del dibattito pubblico l’importanza della scuola, intesa come luogo di formazione, di incontro, di umana disciplina ̶ dichiara Andrea Zanotti, Presidente di Fondazione Golinelli. Il lungo periodo di DAD ha messo a dura prova il sistema scolastico e, le tecnologie, seppure ormai imprescindibili per potenziare la didattica, hanno rivelato gravi limiti nel coinvolgimento di studenti e studentesse. È quindi indispensabile recuperare l’essenza della didattica in presenza e il valore del processo di formazione inteso nella sua globalità, ma allo stesso tempo pensare a nuovi tools innovativi e applicazioni di Realtà virtuale e aumentata che siano al servizio della didattica e dell’individuo nel processo di apprendimento» conclude Zanotti.

IL PROGRAMMA

Dopo i saluti istituzionali del Presidente di Fondazione Golinelli Andrea Zanotti e del Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione del Ministero dell’Istruzione, Stefano Versari, si entrerà nel vivo dei lavori.

Non basta cliccare, bisogna esserci è il titolo dell’intervento di Andrea Zanotti, docente di Diritto canonico e diritto ecclesiastico dell’Università di Bologna, che, inspirandosi al claim di Fondazione Golinelli “be intelligent, be there” sosterrà l’importanza della scuola intesa come luogo fisico, di incontro e trasmissione. Zanotti proporrà un modello di educazione e formazione che risponde all’esigenza di diffondere una visione nuova di trasmissione del sapere.

Perché è fondamentale l’educazione nella formazione degli individui? Ne parlerà Adriano Fabris, docente di Filosofia morale dell’Università di Pisa. La creazione di una consapevolezza di sé adulta nelle nuove generazioni permette di formare cittadini capaci di contribuire alla costruzione di una civiltà della conoscenza ma anche della comprensione, in cui tutte le qualità umane concorrano alla sua realizzazione.

Dopo i due speech introduttivi, il convegno si articolerà in tre grandi temi.

Su Nuovi paradigmi di apprendimento: ricerca, internazionalizzazione, innovazione si confronteranno Andrea Cavalli, Vice Direttore dell’Area “Computational Sciences” dell’Istituto Italiano di Tecnologia e docente di Chimica farmaceutica all’Università di Bologna, che parlerà di  come l’avvento dei big data stia avendo un impatto importante sulla nostra vita a vari livelli; Giovanni Boniolo, docente di Filosofia della scienza e Medical Humanities dell’Università di Ferrara, che illustrerà come ripensare in termini contemporanei, con un approccio che colleghi discipline umanistiche e scientifiche, ciò che è in passato costituiva la base dell’insegnamento scolastico, le arti del trivio; e Marina De Rossi, docente di Didattica e Pedagogia speciale all’Università di Padova, che analizzerà come l’emergenza sanitaria abbia messo al centro, anche in campo didattico, la riflessione sul paradigma della sostenibilità connesso alle istanze innovative dell’integrazione del digitale nella didattica tradizionale.

Tre architetti saranno protagonisti del dibattito sul Nuovo modo di immaginare, progettare e costruire i luoghi dell’apprendimento: Mario Cucinella, architetto di fama internazionale che mette al centro del suo lavoro la sostenibilità ambientale e oggi presiede il gruppo di lavoro “Architettura Terzo Educatore” della Regione Emilia-Romagna dedicato all’edilizia scolastica; Simone Gheduzzi di Diverserighestudio, che svolge attività di ricerca multidisciplinare, dando forma all’incontro tra differenti saperi; Francesco Bombardi, architetto di ambienti di apprendimento sperimentali ed EdTech. Per troppo tempo nella progettazione delle scuole si è fatto coincidere il luogo educativo con una norma priva di qualità e bellezza. I tre relatori si confronteranno su come gli edifici scolastici del futuro possano acquisire una nuova dimensione simbolica attraverso la valorizzazione del ruolo della bellezza, della sicurezza e della sostenibilità.

Inoltre l’evento sarà occasione per presentare al pubblico il Protocollo d’intesa sottoscritto tra il Ministero dell’Istruzione e Fondazione Golinelli, Innovazione didattica, formazione, ricerca, sperimentazione e diffusione della cultura scientifica e tecnologica nella scuola, per la società della conoscenza. Sarà illustrato da Maria Assunta Palermo, Direttrice generale per gli ordinamenti scolastici, la valutazione e l’internazionalizzazione del Ministero dell’Istruzione.

Anna Brancaccio e Carla Guetti del Ministero dell’Istruzione ed Eugenia Ferrara, Vice Direttrice di Fondazione Golinelli, parleranno dei nuovi percorsi di formazione per insegnanti incentrati sul potenziamento delle materie STEAM e sulla loro integrazione e interdisciplinarità. Saranno presentati “Il Design dell’esperienza scientifica” per sviluppare nelle scuole esperienze pratiche di ricerca scientifica, e “Community of Inquiry: dal laboratorio di scienze alle pratiche filosofiche” che esplora le interconnessioni tra sapere filosofico e scientifico con l’obiettivo di promuovere un approccio interdisciplinare all’insegnamento.

Il forum di riflessione si concluderà con l’intervento di Antonio Danieli, Vice Presidente e Direttore generale di Fondazione Golinelli, che racconterà l’esperienza pluriennale della Fondazione presentando il denso programma di attività per tutti i protagonisti del mondo della scuola.

La partecipazione in presenza è libera fino a esaurimento posti, ma è necessaria la prenotazione, in alternativa è possibile seguire l’evento sul canale YouTube di Fondazione Golinelli.

Info e prenotazioni su:

https://www.fondazionegolinelli.it/it/news/convegno-di-studi-la-scuola-quale-futuro-dopo-la-pandemia