
VIGNOLA (MO) – Teatro Ermanno Fabbri
Via Pietro Minghelli 11 – Vignola
mercoledì 12 novembre ore 20.30
Er Corvaccio e li morti
una spoon river romanesca
dai sonetti di Graziano Graziani
legge Lino Guanciale
musica dal vivo Gabriele Coen (sax soprano e clarinetto) e Stefano Saletti (bouzouki e chitarra)
progetto a cura di Lisa Ferlazzo Natoli / lacasadargilla
durata 1 ora e 10 minuti
Il sipario del Teatro Ermanno Fabbri di Vignola si alza mercoledì 12 novembre alle ore 20.30 con Er Corvaccio e li morti, una spoon river romanesca, il progetto di Lisa Ferlazzo Natoli / lacasadargilla dal testo dello scrittore e critico teatrale, oltre che conduttore della trasmissione Fahrenheit di Rai Radio3, Graziano Graziani. In scena Lino Guanciale e insieme ai musicisti Gabriele Coen, al sax soprano e clarinetto, e Stefano Saletti, al bouzouki e chitarra.
Il Corvaccio è il custode di un cimitero immaginario che si rivolge direttamente al pubblico per accompagnarlo in un viaggio tra tombe e memorie, in un percorso che si trasforma in ritratto corale. Dal robivecchi alla portiera, dall’avvocato alla barbona, si incontrano figure che raccontano la propria esistenza con malinconia e ironia, cinismo e schiettezza. In questo camposanto i personaggi non si limitano a salutare la vita perduta, ma la guardano con sguardo irriverente e spiazzante, componendo un mosaico di ricordi e modi di dire che restituisce le infinite facce di Roma. La scrittrice e poetessa Maria Grazia Calandrone, nella prefazione all’edizione di Interno Poesia, ha definito questo lavoro «un amaro e soave Spoon River de’ noantri», sottolineando come la malinconica ironia del dialetto romano sia capace di farsi insieme sostanza e forma, tradizione e reinvenzione.
«Il Corvaccio è il custode di un cimitero immaginario – commenta Lisa Ferlazzo Natoli / lacasadargilla – che “punta er naso all’infinito” e si rivolge direttamente agli spettatori, con le parole aspre, strascicate e tronche del dialetto romano, invitandoli a fare un viaggio di vivacità irrefrenabile tra le tombe e le storie che vi sono seppellite. Dal robivecchi e la portiera, al magistrato e la barbona, il graffitaro, la libraia, ci inoltriamo con il becchino lungo questo camposanto e ascoltiamo le vite, non sempre esemplari, raramente concluse in gloria, di personaggi sboccati e malinconici che salutano la vita con irriverenza. Il Corvaccio le documenta con pazienza come chi si concede una chiacchiera amichevole con questo “piccolo raccolto dell’umano”. Abbiamo scelto di estrarre da questa Spoon River romanesca, “operina a più voci” “amara e soave”, come l’ha definita Maria Grazia Calandrone, sette movimenti o capitoli, come variazioni intorno a temi, storie e figure, piccoli nuclei di senso, con squarci improvvisi, omaggi e riflessioni. Così da comporre un andamento, una geografia di ricordi, modi e affezioni da cui emergono, tra le lapidi e il terreno smosso, mentre la luce inclina, le tante facce di Roma».
La musica amplia la dimensione del racconto, intrecciando suoni e atmosfere mediterranee: «La passeggiata musicale de Er Corvaccio si apre con canzoni tradizionali romanesche – spiegano i musicisti Gabriele Coen e Stefano Saletti – per poi muoversi verso suggestioni più libere, in chiave contemporanea, inframezzate da scritture originali, fino a re-immergersi nella tradizione in altro modo. C’è infatti, nella filigrana del lavoro, un viaggio tra i generi e un gioco dei modi: gioco musicale con le scale nel quale, cambiando uno o due semitoni, ci si sposta geograficamente e nel tempo, tra Roma e Napoli, la Spagna e il Mediterraneo profondo, attraverso la scala dorica ucraina per arrivare, nel commiato, alla scala frigia, l’araba Hijaz. Ecco allora La campana a tocchi a tocchi, Sinnò me moro o L’ortolano dal repertorio romano più consueto, Tutte le notti in sogno stornello di fine ‘700 o Nina si voi dormite quasi una romanza. E insieme, L’Esercito dell’Ebbro riscritto da una celebre canzone della guerra civile spagnola, e Il segreto di Isabella, valzer tratteggiato sull’ambiguità armonica del finto allegro».
lacasadargilla è un ensemble composto da Lisa Ferlazzo Natoli – autrice e regista –, Alessandro Ferroni – regista e disegnatore del suono –, Alice Palazzi – attrice e coordinatrice dei progetti – e Maddalena Parise – ricercatrice e artista visiva –, che lavora su spettacoli, installazioni, progetti speciali e curatele. E riunisce intorno a sé un gruppo mobile di attori, musicisti, drammaturghi, artisti visivi. lacasadargilla innesta i propri lavori sulle scritture, siano esse originali, adattamenti letterari o testi di drammaturgia contemporanea.
Nel 2019 lacasadargilla vince due premi Ubu per miglior regia e miglior testo straniero con When the Rain stops Falling di Andrew Bovell prodotto da Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale.
Nel 2023 riceve i premi Ubu per miglior spettacolo e miglior testo straniero con Anatomia di un suicidio e per miglior regia con Anatomia di un suicidio e Il Ministero della Solitudine, sempre prodotto da ERT.
Er Corvaccio e li morti
una spoon river romanesca
dai sonetti di Graziano Graziani
legge Lino Guanciale
musica dal vivo Gabriele Coen (sax soprano e clarinetto) e Stefano Saletti (bouzouki e chitarra)
progetto a cura di Lisa Ferlazzo Natoli / lacasadargilla
aiuto regia Flavio Murialdi
luci Omar Scala
coordinamento artistico Alice Palazzi
produzione La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello
in collaborazione con Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
Biglietteria
Tel. 059 9120911 | info.biglietteria@emiliaromagnateatro.com
Aperta martedì, giovedì e sabato dalle 10.30 alle 14.00
Vendita online: vignola.emiliaromagnateatro.com | www.vivaticket.com
Biglietti: 26 / 10 €









