L’attore ravennate Cristiano Caldironi tra I Delitti del BarLume, cinema d’autore e la formazione con ATC

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RAVENNA – C’è un filo che lega Ravenna, il teatro, la televisione e il cinema, e questo filo porta il nome di Cristiano Caldironi. Nato a Ravenna nel 1978, formato all’Accademia Galante Garrone di Bologna, Cristiano è uno di quegli attori che hanno costruito il proprio percorso con serietà, studio e lavoro quotidiano, senza mai perdere il legame con la propria terra.

Da anni lavora stabilmente tra cinema e televisione, attraversando generi diversi ma portando sempre con sé quella solidità artigianale tipica di chi considera questo mestiere una cosa seria.

Il grande pubblico lo ricorda per la partecipazione a Zelig con il trio comico Le Tutine, un’esperienza che gli ha dato popolarità senza allontanarlo dall’essenza del lavoro attorale. In televisione è presente in diverse produzioni nazionali, tra cui la fortunata sitcom Camera Café, mentre al cinema ha interpretato il protagonista del film “Acqua alle corde” di Paolo Consorti, lavorando accanto a volti amatissimi come ElioEnzo IacchettiGiobbe CovattaNatasha Stefanenko e Vito.

Oggi la sua carriera vive una nuova stagione particolarmente intensa. Ha preso parte, infatti, alla prima storia della nuova stagione de “I delitti del BarLume” su Sky Cinema e NOW dal 5 gennaio; è co-protagonista del film “Il Canto di Alina“, prodotto da Lo Scrittoio e vincitore del Premio Corso Salani al Trieste Film Festival, in uscita a marzo; ed è impegnato nella serie internazionale “Basta” (Holland Licht / Warner Bros) dedicata alla vita di Marco Van Basten, attesa per il 2026.

Accanto al lavoro sul set, Cristiano ha scelto di restituire qualcosa al territorio che lo ha cresciuto artisticamente, fondando a Ravenna ATC – Accademia Teatro Cinema, una realtà di formazione professionale dedicata agli attori.

ATC non è una scuola “leggera”, non promette scorciatoie né illusioni: è un luogo di lavoro serio, selettivo, continuativo, pensato per costruire attori veri, preparati tanto per il palcoscenico quanto per la macchina da presa. Il percorso formativo si sviluppa tra propedeutico e master, alternando moduli intensivi, laboratori pratici e periodi di studio strutturati, con il contributo di professionisti, attori, registi e pedagoghi. Si studiano recitazione, voce, improvvisazione, movimento scenico, commedia dell’arte e recitazione cinematografica, in un cammino che mette al centro disciplina, consapevolezza e rispetto del mestiere.

In un momento storico in cui spesso si confonde popolarità con talento, Cristiano Caldironi continua a tenere i piedi ben piantati nella tradizione del buon lavoro attoriale italiano, portando avanti una doppia responsabilità: crescere come artista e contribuire a formare le nuove generazioni.

E lo fa restando ancorato alla sua Emilia-Romagna, dimostrando che da qui si può partire, tornare e costruire, senza mai perdere di vista le proprie radici.