La Fornarina, antico forno tra tradizione, innovazione e “un sacco di solidarietà”

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Nel weekend prenatalizio un’iniziativa che moltiplica pane e beneficenza

RAVENNA – Aperto da qualche mese in via di Roma 135, La Fornarina di Akamì è un panificio unico nel suo genere, nato dal desiderio di riportare in vendita il ‘pane di una volta’. La sede è quella storica di un forno aperto nel 1908, il nome è lo stesso di sempre, ma l’idea imprenditoriale è tradizionale quanto innovativa: un concetto unico in città, che verrà ufficialmente presentato nel weekend dal 18 al 20 dicembre, in maniera semplice e speciale, con “un sacco di solidarietà” a sostegno di chi ne ha bisogno. Acquistando una pagnotta da 1 kg di farina di grano tenero insieme alla borsa portapane, con un contributo di 10 euro, verranno devolute 5 euro al progetto “In connessione per condividere sorrisi – Wi-Fi in pediatria” dell’Associazione A.G.E.B.O – Assistenza Genitori e Bambini Ospedalizzati, mentre, con un contributo di 15 euro, 10 euro andranno al progetto “Il Piatto Sospeso” di RavennaFood e Ecologia di Comunità.

Riscoprire il pane come alimento e nutrizione, ritrovare gli antichi sapori, la croccantezza e l’inconfondibile profumo di un tempo, dando valore alla filiera e alla materia prima di qualità, sono la base del modello di sviluppo de La Fornarina, in un’ottica di beneficio collettivo.

“Nella nostra esperienza di ristoratori da Akamì Casa&Bottega ci siamo accorti di non riuscire a trovare pani che rispondessero alle nostre esigenze, così abbiamo iniziato a produrli internamente. L’idea di specializzarci nella lavorazione dei prodotti da forno è scaturita dalla richiesta dei clienti di acquistare per uso domestico il pane e la pizza che trovavano nel nostro ristorante”, dichiara Marco Luongo, chef e co-titolare di Akamì e La Fornarina.

Un’opportunità che per passione e intraprendenza Marco Luongo e il socio Jacopo Mutti non si sono fatti scappare. “Il pane tradizionalmente era un alimento così importante da avere significati sociali e rituali. Per due anni abbiamo girato i panifici italiani per capire come poter recuperare il suo gusto, il suo nutrimento e i suoi valori. Abbiamo avuto la fortuna di incontrare due persone meravigliose che ci hanno aiutato a trovare una nostra strada, Francesca di ‘Pan di Fra’ di Senigallia e Armando di ‘Forneria Voglia di Pane’ di Brescia. Oggi il nostro pane è preparato con solo farine italiane biologiche macinate a pietra e lasciato lievitare naturalmente non meno di 24 ore”, spiega Mutti, che aggiunge: “Abbiamo deciso di puntare sulla qualità elevatissima delle materie prime ma ancora non siamo riusciti a soddisfare l’obiettivo di accorciare al massimo la filiera utilizzando solo prodotti locali. È il nostro prossimo obiettivo”.

Sostenere l’iniziativa “un sacco di solidarietà” rappresenta dunque un gesto di generosità e, al contempo, un’opportunità da non perdere per assaggiare il nuovo tradizionale pane de La Fornarina.