Inaugurata ieri la mostra “L’oro di Giovanni. Il restauro della Croce di Mercatello e il Trecento riminese”

28
oro di giovanni

L’esposizione è dedicata a Giovanni da Rimini, capostipite della Scuola Riminese del Trecento

RIMINI – Inaugurazione ufficiale ieri mattina per la mostra L’oro di Giovanni. Il restauro della Croce di Mercatello e il Trecento riminese. Al centro dell’attenzione la maestosa e antica croce della chiesa di San Francesco a Mercatello, unica opera datata e firmata dal capostipite della Scuola Riminese del Trecento, reduce dal restauro di questi mesi, nuovamente a Rimini dopo oltre 85 anni.

L’occasione dello spostamento dell’opera dalla sede originale ha reso possibile il suo temporaneo ritorno, nella città natale del pittore, dove non era più stata esposta dal 1935, anno della prima grande mostra sul Trecento riminese curata da Cesare Brandi. La Croce, inoltre, non ha ricevuto interventi di restauro significativi dal 1966, quando si trovò coinvolta nell’alluvione di Firenze, dove era occasionalmente custodita proprio per alcuni interventi conservativi.

All’opera di Mercatello si affiancano la croce dipinta della chiesa di San Lorenzo a Talamello, il più piccolo crocifisso ‘Diotallevi’ dei Musei Comunali di Rimini, la croce sagomata dell’Antiquario Moretti di Firenze, il crocifisso Spina del maestro di Montefiore e la testa di Giuliano da Rimini, questi due ultimi di proprietà della Fondazione stessa e in deposito nei Musei Comunali.

Nel corso dell’inaugurazione la Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini, per volontà del Presidente Mauro Ioli, ha premiato Giovanni Carlo Federico Villa, professore associato di Storia dell’Arte Moderna all’università di Bergamo e direttore di Palazzo Madama a Torino.

Al Prof. Villa è stata consegnata una medaglia coniata in memoria dell’indimenticato Enzo Pruccoli, storico responsabile dell’Ufficio Cultura della Fondazione, a dieci anni dalla sua scomparsa. La medaglia rappresenta un ex libris della biblioteca del raffinato bibliofilo. Presenti in sala il fratello Enio, la sorella Edi e la cugina Lorella Pari.

“Sono orgoglioso di questo premio – ha detto il Prof. Villa – che coincide con la presentazione di una mostra che ritengo un vero gioiello. Rimini consegna all’Italia e all’Europa un contributo importante nella lettura del Trecento Riminese, una scuola pittorica che è nei libri di storia dell’arte. Il dialogo fra queste opere d’arte è un momento che sarà ricordato come uno dei passaggi fondamentali nella conoscenza”.

All’inaugurazione sono intervenute numerose autorità fra le quali mons. Francesco Lambiasi, vescovo di Rimini e mons. Andrea Turazzi, vescovo di San Marino e Montefeltro. Interventi durante la presentazione di Natalino Valentini Direttore Istituto Superiore Scienze Religiose, Paolo Cavicchioli Presidente Regione Emilia-Romagna dell’Associazione tra Fondazioni di origine bancaria, Filippo Corsaro Direttore Regionale Romagna-Marche di Crédit Agricole e Tommaso Castaldi Funzionario storico dell’arte della Soprintendenza delle Marche.

Mauro Ioli, Presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini: “La Fondazione considera da sempre la valorizzazione del Trecento, età splendida e breve della nostra storia e della nostra identità culturale, come una missione propria, nella salvaguardia e custodia di quel felice momento e delle sue eccellenti produzioni.

La Città di Rimini è stata continuamente sollecitata dal prof. Antonio Paolucci a fare dell’arte del XIV secolo il centro della propria promozione culturale e turistica: il nostro Istituto ha sempre risposto volentieri e coi fatti a questo richiamo. L’Europa e il mondo riconoscono da tempo la centralità artistica e culturale di Rimini nell’età di Giotto e di Giovanni: nessuna rinascita della cultura sarà possibile senza esaltare, questo lungo Rinascimento che comincia coi pittori Riminesi e continua negli splendori malatestiani del Quattrocento. E questo è il monito e il richiamo che indirizziamo ai tanti che si cimentano sulla scena pubblica culturale e politica riminese.

“Crédit Agricole Italia è lieta di sostenere iniziative culturali così rilevanti per tutta la cittadinanza riminese – dichiara Filippo Corsaro, Responsabile della Direzione Regionale Romagna e Marche di Crédit Agricole Italia – La mostra che si inaugura oggi, rappresenta un esempio concreto della proficua collaborazione tra Crédit Agricole Italia e Fondazione Carim, insieme ai tanti progetti dalla significativa valenza sociale e culturale realizzati in questi anni nella provincia di Rimini”.

“Una missione comune delle Fondazioni di origine bancaria è conservare, restaurare e valorizzare il patrimonio artistico e culturale dei loro territori – ha detto Paolo Cavicchioli, Presidente Associazione tra Fondazioni di origine bancaria Emilia-Romagna – La mostra dedicata al Crocifisso di Giovanni da Rimini e al Trecento riminese assume almeno tre significati: è una conferma dell’impegno dell’Associazione tra Fondazioni dell’Emilia-Romagna a tutela dello straordinario patrimonio artistico della nostra Regione; rappresenta un segnale di ripartenza della cultura dopo i lunghi mesi di lockdown; mantiene viva, attraverso l’opera di un grande artista riminese, la memoria storica di una comunità”.

RIEPILOGO DELLE OPERE IN MOSTRA

Giovanni da Rimini (not. 1292-1309/14) Crocifissione, 1309 o 1314, tempera e oro su tavola, 300 x 227 cm., Mercatello sul Metauro (PU), Chiesa di San Francesco.

È la più integra e grande crocifissione su tavola di Giovanni, l’unica firmata e datata. È stata realizzata per frate Tobaldo, padre francescano che la fece eseguire per la Chiesa conventuale dell’Ordine a Mercatello. Venne a Rimini nel 1935 per la mostra curata da Cesare Brandi e non è più stata esposta in città.

Giovanni da Rimini (not. 1292-1309/14), Crocifisso “Diotallevi”, 1305 ca., tempera e oro su tavola, 185 x 179 cm., Rimini, Museo della Città.

L’opera proviene da una donazione di Adauto Diotallevi ed ha subìto un infelice lavaggio del colore, ma resta preziosissima nei decori e commovente nella lettura della Passione di Cristo. Porta ancora le iscrizioni in greco, segno di un rapporto mai sciolto con l’eleganza orientale del mondo bizantino. Secondo Daniele Benati potrebbe provenire dalla Cappella con le Storie della Vergine di San Giovanni Evangelista di Rimini (nota come Sant’Agostino), sempre affrescata, prima del 1308, da Giovanni.

Giovanni da Rimini (not. 1292-1309/14), Crocifissione, tempera e oro su tavola, post 1309, 230 x 160 cm., Talamello (RN), Chiesa di San Lorenzo. Diocesi della Repubblica di San Marino e del Montefeltro.

È la più moderna e giottesca delle opere di Giovanni, capace, nella sua esibita umanità, di precorrere quanto la tradizione italiana successiva saprà dire con Masaccio e Piero della Francesca. Proviene dalla chiesa agostiniana di Poggiolo. Non è più stata esposta a Rimini dal 1995 e sarà oggetto di un piccolo restauro finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini.

Giovanni da Rimini (not. 1292-1309/14), Crocifissione, tempera su tavola, 1309-14, 160.5 x 130 cm Londra, Moretti Gallery.

Mutila dei dolenti laterali e del Cristo benedicente sulla cimasa, l’opera, per le iscrizioni in greco è da annoverare tra le più antiche prodotte dal Maestro riminese. Fu esposta anch’essa nel 1935 a Rimini e da allora non la si è più vista in città.

Giuliano da Rimini (not. 1307-1324), Testa di Cristo crocifisso, 1320 ca., tempera e oro su tavola, 30 x 20 cm, Rimini, Fondazione Cassa di Risparmio, in deposito ai Musei Comunali.

Si tratta di un commovente frammento di una croce perduta, eseguita da Iulianus, ossia da Giuliano, fratello di Giovanni da Rimini. Rispetto a Giovanni, Giuliano esprime in chiave più patetica e narrativa l’esperienza del dolore nel volto del Figlio di Dio crocifisso.

Maestro di Montefiore (terzo quarto del XIV sec.), Crocifisso “Spina”, 1350-1370, tempera e oro su tavola, 179 x 139 cm, Rimini, Fondazione Cassa di Risparmio, in deposito presso i Musei Comunali. Non se ne conosce il luogo di provenienza, ma apparteneva alla Collezione dei Conti Spina ed è un esempio della tarda produzione della cosiddetta Scuola Riminese del Trecento che, se smarrisce profondità e vitalità nella rappresentazione della figura umana, non perde finezza.

LA MOSTRA IN PILLOLE

Informazioni: www.artecultura-fondcarim.it

Sede di mostra: Palazzo Buonadrata, Corso d’Augusto 62 Rimini

Periodo: dal 18 settembre al 7 novembre 2021

Orario: tutti i giorni dalle 10.30 alle 18.30

Ingresso gratuito previa esibizione del Green Pass

Visite guidate: gratuite, massimo 15 persone, ogni giorno alle 16.00 e alle 17.00. Nei giorni festivi visite guidate alle 11.00, alle 16.00 e alle 17.00 previa prenotazione (www.artecultura-fondcarim.it – 0541.351611).

Posti disponibili fino ad esaurimento nel rispetto delle normative anti Covid.

Nella sede di mostra sarà consentita la presenza massima di 30 persone

Bookshop: catalogo in vendita al prezzo ‘speciale mostra’ di 25 euro.

Disponibili anche le pubblicazioni realizzate dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini sul Trecento e il Rinascimento a Rimini

MOSTRA PROMOSSA DA: Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini e Soroptimist International Club di Rimini

ORGANIZZATA DA: Istituto Superiore di Scienze religiose Alberto Marvelli delle Diocesi Rimini San Marino e Montefeltro

A CURA DI: Daniele Benati e Alessandro Giovanardi

IN COLLABORAZIONE CON: Arcidiocesi di Urbino, Urbania e Sant’Angelo in Vado – Diocesi di Rimini – Diocesi di San Marino e Montefeltro – Museo della Città di Rimini “Luigi Tonini” – Museo di San Francesco, Mercatello sul Metauro

CON IL PATROCINIO DI: Regione Emilia-Romagna e Comune di Rimini

PROGETTO E ALLESTIMENTO: Maurizio Morini

CON IL CONTRIBUTO DI: Crédit Agricole Italia, Associazione tra Fondazioni di origine bancaria Emilia-Romagna, Fondazione e Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Rimini, Ikuvium R. C. e Digitalprint