Festival “Le donne in scena” dall’8 marzo al 2 aprile a Reggio Emilia

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Un percorso per capire cosa significa essere “donna”, attraverso i secoli, tra lotte, sofferenze, riscatti, sentimenti… fino ad oggi

REGGIO EMILIA – La nostra città, che è tradizionalmente culla di importanti figure femminili, ha la fortuna di avere tra le proprie concittadine attrici, registe, produttrici e organizzatrici teatrali. Molte di queste abbiamo avuto la fortuna di apprezzarle perché impegnate sul territorio, spesso anche in progetti di valenza sociale, altre forse sono meno note, perché portano la loro arte in altri luoghi. Alcune hanno già partecipato all’esperienza di “Spettinate”, lo spettacolo che nel 2010 il Comune di Reggio Emilia ha prodotto e che è stato presentato nell’ambito del programma Primavera donna. Donne, Artiste, che continuano a comunicare messaggi, trasmettere emozioni con i loro spettacoli, a portare opere premiate dalla critica e dal pubblico sui palcoscenici della provincia e in regioni di tutta Italia. Quindi perché non radunarle in un unico Festival proprio nella città d’appartenenza?

Da qui nasce il Festival Le donne in scena, un’occasione per conoscere o ritrovare alcune di queste straordinarie interpreti. Sei attrici, autrici, artiste poliedriche, metteranno in scena “il femminile” con tutte le proprie sfaccettature.

Con il coordinamento di Dina Buccino, anima e cuore di Ars Comica, in collaborazione con On Art – Teatro San Prospero, dall’otto marzo al due aprile in tre luoghi diversi della nostra città, luoghi di cultura, perché anche di questi è ricca la nostra Reggio, si svilupperà il Festival “Le donne in scena”, con il contributo economico del Comune di Reggio Emilia ed il sostegno e l’adesione al progetto di Co.A.Ge e l’associazione Jaima Sahrawi.

Gli appuntamenti che consentiranno di scoprire questa nuova mappa dell’universo femminile iniziano con l’otto marzo alle ore 21.00, data ancora oggi molto significativa, con il debutto assoluto “No, non chiedo scusa” di Laura Pazzaglia, Concept, Drammaturgia, Regia di Maria A. Listur. a partire dalle parole di Grazia Deledda, Luce Irigaray, Wislawa Szymborska e dalle loro esperienze “sono voci ed eco delle diverse forme di pensare le età della donna” – dicono le due artiste – “infanzia, maternità, vecchiaia, come Gustav Klimt volle determinarle sul piano pittorico, oppure, nascita, maturità, illuminazione, come noi vorremo anche raccontarle. Ci appoggiamo alla loro eredità letteraria per porgere delle briciole di luce nella prospettiva di un mondo ripensato con noi, donne ; e anche possibile grazie alla poetica del linguaggio globale del corpo, all’occasione di approfondimento dell’amore esogamico, alla costruzione di un linguaggio al femminile, riconosciuto e riconoscibile. La loro poetica è una delle radici dell’albero delle possibilità femminili che stiamo innaffiando.”. Un manifesto che dà il via al Festival dal Teatro San Prospero.

Sempre nello stesso Teatro, il 12 marzo ci sarà la giornata dedicata ad Artemisia Gentileschi e alla giustizia che le donne si sono spesso vista negare, a partire dai secoli passati fino ad oggi: si comincia alle 19:30 con la presentazione del libro “Ecco, sono venuti a prendermi! Resistenza e tenerezza delle donne saharawi” con L’associazione Jaima Sahrawi, un momento di riflessione che narra il contesto di lotta dal punto di vista femminile. Donne in scena per la difesa del diritto di autodeterminazione dell’ultima colonia africana da decolonizzare: il Sahara Occidentale.

Segue alle 20.00 “Da Artemisia ad oggi: il processo per stupro e la vittimizzazione secondaria” un dialogo tra le avvocate Giovanna Fava e Natalia Maramotti, con la conduzione di Carla Maria Ruffini di Non Una Di Meno. Un’analisi della violenza subita da Artemisia Gentileschi da un punto di vista giuridico tra il passato e il presente. Conclude la serata alle 21:00 lo spettacolo “Del mio dolce ardor. La vita di Artemisia Gentileschi”, di e con Maria Antonietta Centoducati, accompagnata dal soprano Annalisa Ferrarini e l’arpista Carla They.

Artemisia, una donna che si fa strada in un mondo pensato esclusivamente per gli uomini, che subisce un atto di violenza sessuale da parte del suo maestro di pittura Agostino Tassi e affronta un processo per stupro, durante il quale viene pubblicamente umiliata e torturata, ma che nonostante tutto riesce con coraggio e passione a riscattare se stessa e la sua arte, arrivando addirittura ad essere la prima donna ammessa
all’Accademia delle Arti e del Disegno di Firenze.

Il giorno successivo, 13 marzo, sempre al Teatro San Prospero alle ore 21.00 è il momento dello spettacolo- narrazione multimediale “Padre d’amore Padre di fango” di e con Cinzia Pietribiasi, voce di Michele Zaccaria, produzione Il Teatro delle Donne, Centro Nazionale di Drammaturgia.

Spettacolo vincitore del Primo Premio e del Premio della Critica Voci dell’Anima 2021 Con il sostegno di IntercettAzioni – Centro di Residenza Artistica della Lombardia. Qui tra recitazione e multimedialità viene messo in scena il rapporto difficile tra una bambina e il padre eroinomane la cui vita è ormai segnata dalla droga, un padre insostituibile tra momenti di amore e di totale perdita del suo ruolo, nella provincia vicentina che si arricchisce di un capitalismo familiare, sommersa dalla tossicodipendenza.

Si passa poi al 25 marzo, alle ore 21, ultima data al Teatro San Prospero con “Diatriba d’amore contro un uomo seduto”, reading dal testo di Gabriel Garcia Marquez che vede in scena Cecilia di Donato, con voci fuori campo di Luca Cattani, sotto la regia di Angela Ruozzi, produzione Centro Teatrale MaMiMò. Graciela è una donna di umili origini che sposa un uomo benestante. Spinta da una forte volontà di riscatto, si dedica con tenace impegno agli studi per ascendere socialmente al livello dell’amato. Sembra destinata alla felicità, almeno a quella felicità borghese fatta di benessere materiale e riconoscimenti sociali; eppure felice non è, e dopo molti anni di matrimonio trova finalmente il coraggio di reclamare il suo bisogno d’amore: davanti al marito indifferente, seduto in poltrona a leggere, o a fingere di leggere il giornale, si lascia andare a un lungo, intenso monologo in cui dà espressione al fallimento del suo sogno e sfoga la frustrazione per quel tempo passato tra finzione, ipocrisia e tradimenti.

Il giorno seguente, 26 marzo, cambia la location e ci si trasferisce al Teatro San Francesco da Paola alle ore 21.00, in collaborazione con Teatrix, per “Wonder Woman ritorna a casa”, Scritto, diretto e interpretato da Francesca Bianchi, Musiche del Maestro Cesare Carretta, Produzione Spazio Effebi Lavoratrice instancabile, moglie devota, mamma amorevole, figlia affettuosa e, naturalmente, casalinga perfetta” – scrive l’autrice – “la donna con la D maiuscola, per una volta, si ritrova maiuscole anche le W. Wonder Woman ritorna a casa è il ritratto – tra surrealismo e iperrealismo – di quello che siamo diventate da quando ci hanno tolto il tempo. Nessun effetto speciale e nessuna retorica: solo uno specchio sul quotidiano, tra carico mentale domestico e la necessaria concentrazione cosmica, per riflettersi e riflettere. E chissà che non ci venga voglia di recuperare un po’ di tempo sospeso.”

A concludere il Festival, doppia data l’1 e il 2 aprile alla Casa delle Storie con “Fuochi. Ragazze ribelli, coraggiose e libere” di e con Monica Morini, al pianoforte Claudia Catellani, collaborazione Annamaria Gozzi, regia di Bernardino Bonzani. All’origine c’è Antigone, l’antenata che per prima ha la forza di disobbedire in nome della giustizia. Dal mito alla vita, su uno stesso filo camminano Rosa Parks e la sua disobbedienza che cambia la legge sugli autobus dell’Alabama, poi Malala Yousafzai, Nobel per la pace, con una fede tenace nel credere alla scuola diritto per tutti o Samia Yusuf Omar campionessa olimpica che, inseguendo il sogno del diritto allo sport, lascia la Somalia in guerra e compie il grande viaggio sui barconi del Mediterraneo per correre alle olimpiadi di Londra. E ancora Nellie Bly prima giornalista ad inventare la scrittura d’inchiesta. Tutte donne libere che hanno aperto nuove strade, anche per noi, e mandato in frantumi pregiudizi di secoli. “Fuochi di luce che ci riscaldano e ci incoraggiano.”.

Info e prenotazioni:

https://teatrosanprospero.it/festival-donne-in-scena/

Per gli spettacoli al Teatro San Prospero il costo del biglietto intero è di 12 euro, per informazioni e prenotazioni biglietteria@teatrosanprospero.it – 342 1791236.

Per lo spettacolo al Teatro San Francesco da Paola, il costo del biglietto intero è di 10 euro, per informazioni e prenotazioni info@teatrix.it – 378 0861195 o sul sito www.teatrix.it.

Per lo spettacolo alla Casa delle Storie, il costo del biglietto intero è di 12 euro, per informazioni e prenotazioni 351 5482101 indicando nome, cognome numero di telefono per ogni spettatore.