‘FE-stival Days’: a Ferrara arriva il primo festival di musica indipendente ed emergente targato Mei

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Il 19 e 20 agosto 2022 dalle 18 nel piazzale di ‘Sonika’ in viale Alfonso I d’Este 13 a Ferrara

FERRARA – Saranno gli spazi all’aperto di ‘Sonika’, sulle mura di viale Alfonso I d’Este a Ferrara, a fare da teatro venerdì 19 e sabato 20 agosto 2022 al ‘FE-stival Days’, ‘il primo festival indipendente ed emergente’ di musica, a cura del MEI-Meeting delle Etichette Indipendenti, con il sostegno del Comune di Ferrara.

Ospiti d’eccezione saranno la cantautrice Cristina Dona’ che venerdì 19 presenterà il nuovo album ‘Desidera’ e Pierpaolo Capovilla sul palco sabato 20, con il suo nuovo progetto ‘i Cattivi Maestri’. Insieme a loro tanti artisti e band locali come Silvia Zaniboni, Angelae, Radiolondra ed Emoji of soul che si esibiranno venerdì 19 e Renesto degli Strike, Siriana, Ognibene ed Ecofibra che si esibiranno sabato 20. Sul palco anche i vincitori del contest ‘Ferrara Sound’, lanciato nel giugno scorso dal Mei con il Comune di Ferrara, ossia: Donegat e Marti (venerdì 19), Ex Polvere e Adriano Saponaro (sabato 20).

Il programma del Fe-stival Days è stato presentato mercoledì 27 luglio in conferenza stampa dall’assessore comunale alla Cultura Marco Gulinelli, dall’ideatore e organizzatore del Mei Giordano Sangiorgi, dal vice presidente dell’associazione Ultimo Baluardo Federico Di Marco e dal responsabile tecnico del “FE-stival Days” Massimiliano Lambertini.

“Ferrara – ha dichiarato Sangiorgi – è diventata un punto di riferimento per la musica in Italia, con i tanti eventi di questi mesi e quelli già in programma per il futuro, ed è con grande piacere che portiamo negli spazi all’aperto di ‘Sonika’ il primo festival di musica indipendente ed emergente. Con noi del Mei ci saranno, assieme all’Amministrazione comunale, anche l’etichetta Alka Record e lo studio di registrazione Natural Head Quarter. Nell’ambito dell’ampia gamma di proposte musicali che Ferrara offre quest’anno, il Fe-stival Days si inserisce nel solco della musica indipendente di area alternativa, legata all’innovazione e alla ricerca che si occupa di scoprire gli artisti del futuro.  Assieme a due nomi importanti della scena italiana come Cristina Donà e Pierpaolo Capovilla proporremo infatti diversi nomi nuovi, in parte selezionati con il contest Ferrara Sound che ha visto una grande partecipazione,  in parte provenienti dalla scena musicale indipendente del territorio regionale”.

“L’azione culturale del Comune di Ferrara sul piano musicale – ha sottolineato l’assessore Gulinelli – è stata in questi mesi particolarmente intensa e  attenta soprattutto ai giovani. Per questo abbiamo pensato che avere il Mei a Ferrara fosse non solo un gesto di novità ma anche di ottimismo, perché mai come in questo momento i giovani e la musica hanno bisogno di avere una direzione. Sappiamo bene che il mestiere del musicista trova proprio agli inizi il suo momento di massima incertezza, per questo quindi il ruolo del Mei è particolarmente importante  nell’instradare i giovani che vogliono intraprendere questo percorso e mettersi in gioco con passione”.

Durante le due serate l’apertura dei cancelli è prevista per le 17, con inizio concerti alle 18, nel piazzale di ‘Sonika’, all’interno del centro culturale ‘Slavich’, in viale Alfonso I d’Este 13, a Ferrara.

LA SCHEDA a cura degli organizzatori

Cristina Donà, classe 1967, ha contribuito a definire una nuova stagione del rock di matrice mediterranea ed è una delle poche artiste italiane capaci di “rivaleggiare” con le grandi colleghe che all’estero hanno reinventato il modello di interprete e autrice. Sempre in grado di rinnovarsi, la Donà è divenuta prima punto di riferimento e poi figura ispiratrice per le nuove generazioni di musicisti italiani.

Cristina Donà pubblica il suo primo album Tregua nel 1997. Il disco viene accolto dal pubblico positivamente, gli viene assegnata la Targa Tenco come miglior album di debutto e il celebre batterista Robert Wyatt lo inserisce tra i suoi cinque album preferiti per l’influente mensile britannico Mojo.

Il successo per la cantante continua con la pubblicazione di Nido (1999), con il ricevimento della Targa SIAE come Miglior Artista Emergente da parte del Club Tenco e l’invito al Meltdown Festival del 2001 a Londra, in cui è la prima artista italiana ad esibirsi nella storia della manifestazione.

Gli anni successivi sono pregni di pubblicazioni: Dove sei tu (2003), l’omonimo Cristina Donà (2004), che viene inserito nella Billboard Europe Chart e riceve numerose recensioni positive dal Sunday Times e da Mojo, e La quinta stagione (2007). Quest’ultimo si presenta come un contenitore di tutti gli stili musicali esplorati da Cristina e viene premiato come Miglior Album Italiano del 2007 da Musica&Dischi.

Nel 2008 esce Piccola Testa, in cui la Donà ripropone alcuni dei suoi vecchi brani in una chiave più essenziale avvalendosi per uno di questi del contributo di Giuliano Sangiorgi (Negramaro), e due anni dopo pubblica Torno a casa a piedi (2011).
Nel 2014 torna con un nuovo album Così Vicini, il cui brano Il senso delle cose vince la Targa Tenco come Miglior Canzone. Nel 2016 Cristina riceve il Premio De Andrè per le reinterpretazioni di alcuni brani del cantautore genovese all’Auditorium Parco della Musica di Roma.

Ancora nel 2016 riceve il Premio Bindi alla Carriera e, per festeggiare i vent’anni dalla pubblicazione di Tregua nel 1997, pubblica Tregua 1997-2017 Stelle Buone e si esibisce in un tour speciale che preannuncia l’uscita dell’album.

Dopo aver realizzato Ginevra Di Marco & Cristina Donà (2019), un album creato in collaborazione con la cantautrice Ginevra di Marco, finanziato da una campagna di crowdfunding e sorretto da un fortunato tour estivo, Cristina partecipa a JAZZMI nell’Ottobre/Novembre 2020.

L’album “deSidera” di Cristina Donà, è stato pubblicato a dicembre 2021. Frutto di un lavoro meditato e accorto “deSidera” si presenta come un album aspro e multiforme, dai tratti marcati, dalle pennellate forti. Il titolo indica liberamente l’etimologia della parola desiderio, letteralmente “mancanza di stelle”. Dieci canzoni che nascono da un’autoanalisi, attraverso la quale si tenta di indagare, alla luce del desiderio, l’attuale condizione umana come riflesso di una somma di scelte e comportamenti individuali. Un punto di vista che scopre verità dai lineamenti duri e crudi, scava in profondità e scuote, ma prova anche ad immaginare orizzonti possibili. L’album ha ottenuto ampi consensi e riscontri da parte delle principali testate nazionali e di settore con interviste e recensioni entusiaste. È con Saverio Lanza, produttore e co-autore degli ultimi album, che Cristina torna quest’estate sul palco, e sarà l’occasione per apprezzare, ancora una volta, la capacità evocativa delle nuove canzoni e del suo repertorio.

Pierpaolo Capovilla, classe 1968, è un musicista ed autore della scena rock indipendente italiana. Cantante e bassista di uno dei gruppi seminali degli anni ’90, gli One Dimensional Man, con questi suona una serie sterminata di concerti in Italia e in Europa, e pubblica 5 album destinati a lasciare il segno nella storia del rock italiano più radicale e intransigente.
Nel 2005 fonda il gruppo Il Teatro degli Orrori, con cui si cimenta nelle sonorità a lui consuete, questa volta però cantando in italiano, e fra il 2007 e il 2015 pubblica 4 album che ottengono un inaspettato successo di pubblico e di critica.
Suona il basso nei primi due album del quartetto denominato Buñuel, capitanato da Eugene Sterling Robinson.

Il mai celato amore per la poesia lo spinge a cimentarsi in reading letterari dei suoi lirici più amati, da Vladimir Majakovskij a Sergej Esenin, da Pier Paolo Pasolini ad Antonio Delfini, fino ai più recenti progetti meta-teatrali, “Interiezioni”, su testi di Antonin Artaud, “Viaggio al Termine della Notte”, di Louis Ferdinand Céline, e “Finché Galera Non Ci Separi” di Emidio Paolucci, poeta detenuto nel carcere di Pescara, della quale Pierpaolo ha curato l’audio-lettura drammaturgica supportata dalle musiche di Paki Zennaro.
Collabora con il quotidiano Domani e con Rolling Stone Italia.

Nell’opera di Capovilla sono certamente distinguibili la sua devozione per la tradizione del rock più sanguigno di matrice americana, l’affezione per la poesia e la drammaturgia russe, ma anche la passione civile e l’attaccamento ai valori democratici, sempre ribaditi tanto nei concerti quanto negli incontri pubblici.

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