Alla Salaborsa, si parte alle ore 10.00 con il dialogo “Le urne elettorali: storia di un entusiasmo e crisi della partecipazione” tra Gabriele Amadori e Francesco Pellegrini, per interrogarsi sul rapporto tra cittadini e istituzioni democratiche.
A seguire, dalle 11.15, il festival si congeda in musica con “Anche nelle storie tutti siamo debitori: chi paga troppo, chi poco, chi mai”, epilogo affidato al coro Note a verbale dell’Avvocatura bolognese, diretto da Luca Sabioni, in un percorso narrativo che fonde parola, diritto e arte.
C’è ancora tempo per partecipare alle sessioni di oggi: iscriviti qui: https://2vw1p.r.ag.d.sendibm3.com/mk/cl/f/sh/WCPzyXJTZ7IIrLPG77RLHyMsRaSuIrYn/a1o0Mqshu0r7
In parallelo, sempre in Salaborsa, un’esposizione inedita accompagna il pubblico in un viaggio nella memoria civile della città: in mostra un estratto della raccolta “Bologna ritorna al voto”, curata dall’Archivio Storico Comunale, che racconta con documenti originali e immagini d’epoca le prime elezioni libere dopo la seconda guerra mondiale e la rinascita democratica del dopoguerra.
Con questo epilogo, InsolvenzFest 2025 saluta il suo pubblico confermandosi, ancora una volta, come uno spazio condiviso di dialogo e confronto.
Non sempre le risposte sono immediate, ma il Festival ha mostrato quanto sia fondamentale continuare a porsi le domande giuste: sui dilemmi del presente, sulle eredità del passato e sulle sfide che ci attendono.
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