Dal 25 al 30 novembre Con la carabina al Teatro delle Passioni di Modena

Con la carabina foto di Clarissa Lapolla (1)

MODENA – Teatro delle Passioni

Via Antonio Peretti, 9 – Modena

dal 25 al 30 novembre

martedì, mercoledì e venerdì ore 20.30 – giovedì e sabato ore 19.00 – domenica ore 18.00

Con la carabina

di Pauline Peyrade

con Danilo Giuva ed Ermelinda Nasuto

regia e spazio Licia Lanera

produzione Compagnia Licia Lanera

in coproduzione con POLIS Teatro Festival

in collaborazione con Angelo Mai

si ringrazia E Production

durata 50 minuti

consigliato a un pubblico dai 14 anni

Vincitore di due Premi Ubu nel 2022 come Miglior Regia e Miglior nuovo testo straniero/scrittura drammaturgica, Con la carabina, in scena al Teatro delle Passioni di Modena dal 25 al 30 novembre, è uno degli spettacoli più apprezzati della regista e attrice Licia Lanera. Il testo è della giovane drammaturga francese Pauline Peyrade, in scena Danilo Giuva ed Ermelinda Nasuto.

Sabato 29 novembre alle ore 15.30 appuntamento con il ciclo Conversando di teatro promosso da ERT e Associazione Amici dei Teatri Modenesi. La compagnia incontra il pubblico presso la sala Renata Bergonzoni della Casa delle Donne di Modena (strada Vaciglio Nord, 6). Modera la presidente della Casa delle Donne di Modena Caterina Liotti, ospite l’autrice e giornalista Elena Bellei.

Una donna, giudicata consenziente da un tribunale francese per uno stupro subito all’età di 11 anni da un amico del fratello maggiore, decide, una volta diventata adulta, di farsi giustizia da sola.

La storia si sviluppa tra passato e presente: il primo ambientato in un luna park, il secondo a casa della donna. In entrambi i luoghi si consuma una violenza, ma i ruoli sono invertiti.

«Con la carabina è un testo lucido e imparziale – scrive Licia Lanera – che fugge dall’idea di dividere categoricamente il mondo in buoni e cattivi, ma analizza i meccanismi culturali e antropologici che fanno scaturire alcuni comportamenti violenti. Questa analisi, insieme a una scrittura viva e affascinante, sono gli elementi che mi hanno portato prima ad abitarlo, poi a patirlo e infine a metterlo in scena».

La regista crea uno spettacolo-incubo, un non luogo, in cui i due “attori/servi di scena”, come li definisce la stessa Lanera, si fanno ora adolescenti ora adulti ed evocano, attraverso la parola e pochi elementi scenici, la dinamica di una storia atroce.

Un lavoro volutamente claustrofobico e violento, che si muove scandito dalle luci di un set fotografico in continuo mutamento per mano degli stessi attori: lo spettatore è molto vicino a ciò che accade in scena e continuamente “disturbato” dalle luci, che lo mettono nello scomodo e allo stesso tempo pruriginoso ruolo di colui che spia il privato più privato.

«Davanti al pubblico si intervalla quindi il gioco all’orrore, la giovinezza alla morte – prosegue la regista – è un’orrenda stanza dei giochi, uno Squid Game in cui chi ha pagato il biglietto può guardare da vicino uno stupro o una morte. Non ci sono vincitori in questa ruota infernale, ma solo lo specchio di una società che ha fallito clamorosamente. Tra conigli, giocattoli e canzoni di Billie Eilish sfila una storia come tante, una storia miserabile per cui è impossibile non provare pena e profondo dolore».