Consiglio comunale, l’intervento d’inizio seduta della consigliera Mirka Cocconcelli

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BOLOGNA –  Di seguito l’intervento d’inizio seduta della consigliera Mirka Coconcelli (Lega Bologna per Salvini premier)

“Questa Amministrazione, con colpevole ritardo, ha finalmente insignito con la Turrita d’Argento il Sig. Giovanni Pelagalli fondatore del Museo “Mille voci…mille suoni”, ma l’onorificenza non è sufficiente a valorizzare l’interessante collezione, considerato che, da decenni il Sig. Pelagalli si dimostra un valente “Cicerone” che illustra, a schiere di studenti/turisti, con dovizia di particolari le varie sezioni del SUO Museo.

Pertanto, nella città dove nacque Guglielmo Marconi è doveroso inventarsi un percorso dedicato alla radio-tele-comunicazione esteso a tutto l’ambito della città metropolitana che colleghi, in un virtuale fil rouge, la casa natale di Marconi a Bologna, Villa Griffone a Pontecchio, dove ha sede la Fondazione Marconi, il Museo, la biblioteca, l’archivio, il fondo Catania Meucci inserendo, in questa narrazione, il Museo del Patrimonio industriale, la stazione radioastronomica “Marcello Ceccarelli” di Medicina, con la sua grande Croce del Nord e l’antenna parabolica che lavora proprio sulle radiofrequenze e sede del progetto internazionale SKA per il rilevamento delle onde radio mediante radiotelescopio ed aggiungerei il Museo della Comunicazione Millevoci e Millesuoni di Giovanni Pelagalli.

Il Museo di Pelagalli è un unicum nel suo genere, avendo ottenuto premi e riconoscimenti in Italia ed all’estero, riconosciuto come patrimonio Unesco della cultura, con oltre 2000 pezzi originali e funzionanti, suddivisi in diversi settori, che raccontano le origini e la storia dei mezzi di comunicazione: Tv, radio, telefono, computer.

Il Museo, accolto in un ampio e ospitale seminterrato, ma pur sempre un seminterrato, consta di diversi settori, il primo settore espositivo illustra in modo cronologico la preistoria della radio,con strumenti tecnici d’epoca di elettrostatica, elettrodinamica, e l’evoluzione della stessa dalle origini fino al 1960. Un intero salone è dedicato a Marconi, con l’esposizione di numerosi cimeli, nonché una collezione filatelica con emissioni provenienti da tutto il mondo dedicate allo scienziato e all’invenzione della radio. Il secondo settore espositivo è riservato alla storia della fonografia, si possono ammirare i dittafoni e fonografi a rullo Edison, Pathé e varie tipologie di grammofoni, oltre ad una collezione di oltre 7.000 incisioni d’epoca a 78 – 80 – 120 giri al minuto. Il terzo settore espositivo illustra la storia della riproduzione della musica del ‘700 e dell’800 attraverso organi musicali meccanici di ogni tipo (a molla, a cilindro, a dischi, a cartoni perforati, ecc…); dal piccolissimo automa musicale meccanico che sta sul palmo della mano, ai grandiosi “orchestrion” che arrivano fino a 2,5 metri di altezza, della seconda metà dell’800.

Il Museo comprende anche un settore dedicato alla storia del telefono, da Meucci all’odierno telefonino e del cinema, dalle lanterne magiche di metà Ottocento fino alla cinematografia con oltre cinquecento film disponibili in bobine da 35- 16-8, super 8 mm e vhs e una serie di juke-boxe anni Cinquanta, che possono essere azionati dai visitatori per ripercorrere la storia della canzone italiana, napoletana e dell’opera. Ci sono sezioni che rivisitano la storia della televisione e del computer e la sala intitolata ai fratelli Ducati, con radio-apparecchiature civili e militari, macchine fotografiche, strumenti meccanici di precisione nonché motori e motocicli.

Considerato che Bologna è la città che ha dato i natali a Marconi, mi stupisco che non sia stato ancora stato istituito un museo cittadino a lui dedicato, per esempio nella casa in cui nacque, a palazzo Orlandini, a due passi da Palazzo d’Accursio, in via IV Novembre 7, edificio scarsamente pubblicizzato, non visitabile e che rimane un importantissimo punto simbolico per tutti i cultori della scienza delle radio-telecomunicazioni. In pochi sanno che sulla facciata di palazzo Orlandini c’è una targa marmorea in cui è scritto: “Qui nacque Marconi, sull’onda dell’elettricità primo, lanciò la parola senza ausilio di cavi e di fili, da un emisfero all’altro, a beneficio dell’umanità civile, a gloria della patria. Il Comune pose, anno 1907”.

Appunto, il Comune pose nel lontanissimo1907, oltre un secolo fa, poi Marconi è stato obliato per decenni, spero che la stessa sorte non tocchi al Sig. Pelagalli ed al suo Museo perchè ricordarsi di quest’ultimo, unicamente in campagna elettorale, mi fa sorgere qualche sospetto e come affermava un noto politico: “A pensare male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina”. Al di là delle battute, il Museo Pelagalli merita sicuramente un’adeguata collocazione e valorizzazione, impegnamoci affinché ciò si realizzi”.