Consiglio comunale dei Ragazzi e delle Ragazze

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Cons. Comun.dei Ragazzi – foto Pagani

PIACENZA – Di seguito i testi letti dai rappresentanti del Consiglio comunale delle Ragazze e dei Ragazzi per l’anno scolastico 2022-2023 intervenuti oggi, lunedì 12 febbraio, in occasione dell’assemblea consiliare che vedeva come primo punto all’ordine del giorno la mozione di sostegno al progetto “UBUNTU CLUB” elaborato dai bambini, approvata all’unanimità dall’Aula.

Seduta del Consiglio Comunale del 12 febbraio 2024, la voce del Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi 2023

PORTAVOCE 1 – MATTIA

La proposta come esito di un processo più lungo

Sono Mattia Mignani, ora frequento la scuola Dante.

Per noi, come per tutte le scuole che hanno aderito al progetto, il Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi è iniziato in classe: Elisa e Marcella ci hanno spiegato il progetto, cos’è il Consiglio delle Ragazze e dei Ragazzi e quello dei grandi. Poi alcuni dei nostri compagni si sono candidati come rappresentanti, abbiamo fatto le elezioni per definire chi avrebbe partecipato ai pomeriggi del CCRR. Il compito del rappresentante era quello di riportare poi in classe il lavoro svolto, condividendo le informazioni coi compagni.

Elisa e Marcella ci avevano dato una prima…missione che consisteva nel trovare un posto che ci piaceva del Comune e nell’immaginare come trasformarlo.

A segnare l’inizio e la fine dei lavori ci sono stati due incontri con la Sindaca, la Presidentessa del Consiglio Comunale e altri componenti dell’Amministrazione.

Durante il primo incontro abbiamo fatto un patto: i grandi si sarebbero impegnati ad ascoltare le nostre idee, durante il secondo abbiamo presentato l’idea elaborata insieme nel corso dei mesi in cui ci siamo incontrati al lunedì pomeriggio per discutere insieme le nostre idee.

Cons. Comun.dei Ragazzi – foto Pagani

PORTAVOCE 2 – INAS

Ubuntu, io sono perchè noi siamo, com’è stato il processo decisionale

Sono Inas El Alam, ora frequento la scuola Dante.

Finiti gli incontri a scuola, noi rappresentanti abbiamo iniziato a riunirci al pomeriggio a Spazio 2. Dopo alcune attività per conoscerci, Elisa e Marcella ci hanno restituito le missioni raccolte in tutte le scuole e le abbiamo divise per argomenti come strade, piazze, scuole, servizi e cultura, aree verdi. In questa dimensione ci siamo accorti di quanto fossero le idee e le persone che le avevano proposte. Ci siamo sentiti importanti, perchè avevamo il compito di leggere, raccogliere ed elaborare le proposte di tanti, chiedendoci quali interessassero il maggior numero di persone. Abbiamo discusso e ci siamo ascoltati a vicenda e questo è stata la cosa più importante del percorso dello scorso anno, che in qualche modo ha anche dato il nome alla proposta finale. Ubuntu significa io sono perchè noi siamo in una delle lingue parlate anticamente in Africa. Ha a che fare con la collettività, con la condivisione, con l’esistere attraverso gli altri. Nella scuola San Lazzaro, che frequentavo fino a giugno, l’avevamo scritta su un muro in cortile, era un po’ il nostro motto. Ci sembrava bello che la nostra proposta per la città facesse riferimento a questo concetto.

PORTAVOCE 3 – LUCA

Come nasce l’idea l’Ubuntu club, cosa vuol dire partecipare

Sono Luca Mami, ora frequento la scuola Frank.

Ubuntu Club nasceva da un’idea iniziale proposta da me come missione, ancora nella prima fase. Nella seconda fase degli incontri del lunedì pomeriggio l’abbiamo ripresa e rideclinata, perchè ci sembrava che potesse contenere le 4 proposte che ci interessavano di più.

L’Ubuntu Club nasce come spazio speciale al Parco della Galleana in cui i bambini e ragazzi possono incontrarsi e stare insieme attivamente, così come era per noi negli incontri del lunedì. Ci saranno orari di apertura e regole da decidere insieme per far sì che lo spazio sia piacevole e funzionale per tutti, ma anche proposte da portare e da discutere con gli altri. Potremmo immaginare che una volta all’anno i soci dell’Ubuntu Club possano ridiscutere regole e proposte insieme alle figure adulte di riferimento. Quindi il club non come idea che esclude ma che, al contrario, permette la partecipazione di tutti secondo regole condivise.

Nell’incontro di sabato con i nuovi rappresentanti ci siamo interrogati su questo, su come discutrere insieme queste regole e come far sì che gli adulti presenti creino con i ragazzi un clima di fiducia e di collaborazione.

Dico adulti presenti perchè l’Ubuntu Club per come lo abbiamo immaginato nascerebbe dalla sistemazione di una casetta di legno nel Parco della Galleana, attualmente utilizzata dagli anziani. Si potrebbe capire come creare una collaborazione con loro o con degli educatori/animatori che siano insieme ai bambini i custodi di questo spazio.

PORTAVOCE 4 – GIULIA

Ubuntu club nel dettaglio – l’interno

Sono Giulia Meles, ora frequento la scuola Calvino.

Vi presentiamo lo spazio nel dettaglio. Immaginando di sistemare questa casetta quadrata di piccole dimensioni, abbiamo ragionato su come sfruttare al meglio lo spazio interno. Vorremmo mettere 4 tavoli ovali e otto sgabelli impilabili. Poi delle mensole e delle cassapanche in cui mettere dentro i giochi e altri oggetti utili e sopra dei cuscini per sedersi, in modo da ottimizzare lo spazio. Il condizionatore e dei raccoglitori per la differenziata.

Non vogliamo il wifi perché nella casetta si va per giocare insieme e dal vivo.

Per non perdere giochi e materiali pensavamo al metodo del pegno: se vuoi prendere qualcosa (come una palla o un gioco), devi lasciare un tuo oggetto e se perdi quello che ti abbiamo dato, ci teniamo quello che ci hai dato tu. Anche questo in qualche modo rientra nella dimensione di Ubuntu – tutti contribuiscono e nessuno toglie nulla a qualcun altro.

Per quanto riguarda le regole condivise, potrebbero essere segnalate tramite illustrazioni molto chiare e comprensibili a tutti, per aumentare l’inclusività dello spazio a chi ancora non sa leggere.

Metteremmo anche una targhetta, che segnali che l’Ubuntu Club nasce da un’idea del Consiglio Comunale delle ragazze e dei ragazzi, con la collaborazione dell’Amministrazione Comunale.

PORTAVOCE 5 – NINA

La zona esterna e la sostenibilità dell’Ubuntu club

Sono Nina Ronda, ora frequento la scuola Calvino.

Come già dicevamo, l’idea di Ubuntu Club unisce e sintetizza in un’unica proposta i 4 progetti che volevamo:

  • le aiuole perché potremmo piantare dei fiori di cui prenderci cura
  • il dipingere certe zone di Piacenza, perché potremmo dipingere i muri della nostra casetta
  • le attività alla Galleana perché la casetta conterrà tanti giochi da fare all’interno, ma anche palloni o altre cose per giocare all’esterno
  • il bookcrossing perché ci potrebbe essere una libreria dove possiamo prendere libri e leggerli nella casetta o al parco.

Proprio per questo motivo, lo spazio esterno dell’Ubuntu ha un significato molto importante, con le aiuole di cui prendersi cura, lo spazio per giocare insieme e le pareti esterne colorate e una tenda o dei pergolati per aumentare la zona d’ombra estiva, sotto cui mettere tavoli di legno a disposizione per leggere, studiare e giocare.