Con Gardenio Granata un viaggio tra le parole e le suggestioni della Commedia di Dante

6
granata – gulinelli -andreotti – 27set2021

‘Dante 700’: ciclo di conferenze alla biblioteca Ariostea e online

FERRARA – Quindici incontri alla biblioteca Ariostea e altrettanti online per raccontare quel “viaggio della mente verso Dio” che, nella definizione di Gardenio Granata, è la Divina Commedia. A tenerle, secondo un calendario che ha già preso il via nel giugno scorso e si protrarrà fino al 7 marzo 2022, sarà proprio Gardenio Granata, docente di italiano e latino e da lungo tempo studioso ed esperto di Dante.

Il programma del ciclo di conferenze, dal titolo ‘Dante 700’, è stato presentato lunedì 27 settembre in conferenza stampa dallo stesso curatore assieme all’assessore alla Cultura del Comune di Ferrara Marco Gulinelli e al dirigente del Servizio comunale Biblioteche e Archivi Angelo Andreotti.

“È intento dell’Amministrazione comunale – ha ricordato l’assessore Gulinelli – valorizzare il patrimonio cittadino, non solo di artisti, ma anche di eccellenze e competenze culturali, e Gardenio Granata ne rappresenta sicuramente una componente insostituibile. Dopo questo periodo di buio che stiamo ancora vivendo, la parola è un fattore essenziale per riavvicinarci a quell’elemento di conforto che è la cultura. E nelle conferenze di Gardenio Granata la parola è talmente piena e convincente che riesce a diventare anche didattica, oltre che stimolo di riflessione e curiosità per chi ascolta”.

“Nel corso degli incontri in presenza nella sala Agnelli dell’Ariostea – ha spiegato Granata – proporrò una serie di interpretazioni che coprono l’arco ampio della Commedia dantesca, mentre negli appuntamenti online mi occuperò del problematico rapporto tra Dante e Firenze. Per capire fino in fondo la Commedia – sostiene Granata – ci si deve porre nella dimensione di un viaggio che porta Dante a soffrire come ogni uomo che vuole uscire dalle tenebre nelle quali è precipitato. Un percorso orientato verso Dio e che Dante compie e descrive per ‘altezza d’ingegno’, secondo le parole che Cavalcante gli rivolge nel decimo canto dell’Inferno. Un’altezza d’ingegno che consente a Dante l’inventiva straordinaria e la creazione di situazioni emozionali, e che è escatologica, va verso le cose ultime e non verso le cose terrene”.

“Il ciclo di conferenze di Granata – ha ricordato Angelo Andreotti – si inserisce nella serie di iniziative che quest’anno, in occasione dei 700 anni dalla morte di Dante, la biblioteca Ariostea ha dedicato al Sommo poeta, tra incontri e appuntamenti vari, oltre alla mostra attualmente allestita nelle sale Ariosto e Carli, con rari manoscritti e documenti appartenenti al patrimonio dell’Ariostea”.

In allegato, e alla pagina https://archibiblio.comune.fe.it/2535/dante-700, il programma completo delle conferenze nella sala Agnelli della biblioteca Ariostea e i temi delle conferenze che saranno rese pubbliche sul canale YouTube del Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara (https://www.youtube.com/channel/ UC1_ahjDGRJ3MgG45Pxs90Bg).

Ulteriori informazioni sul sito http://archibiblio.comune.fe.it

LA SCHEDA a cura degli organizzatori

Tanti sono i modi per avvicinarsi a Dante e tutti hanno una loro dignità. Però occorre evitare di trasformare un poeta, seppur sommo, in un personaggio legato ai più variegati aspetti della contemporaneità, snaturandolo. Dante è l’espressione più intimamente profonda del Medioevo, sia a livello della sua sensibilità sia delle correnti di pensiero che lo attraversano. La vera “modernità” del Nostro sta dentro un viaggio e le sue inquietanti motivazioni. In particolare laddove nell’ “incipit” ci narra di uno smarrimento che, nel cromatismo buio di quella selva, luogo delle paure e delle ansie, esemplifica il dramma di un uomo senza punti di riferimento, lacerato da una solitudine priva di conforti. Un uomo consapevole degli errori commessi, e soprattutto dell’infelicità quale esito inevitabile di colpe e peccati. Un naufrago bisognoso di un approdo. Lo troverà nella fattispecie in un altro grande poeta del passato che gli farà da guida.

Uno sguardo su Dante significa dunque la ineludibile necessità di non fermarsi, di iniziare un percorso accidentato dove fare i conti “in pro del mondo che mal vive”. Ecco perché l’oltremondo è in continuo rapporto con quello reale alla ricerca non del tempo perduto, ma di un futuro liberatorio che ha un prezzo da pagare con coraggio. Dante mai scorda il male fatto e patito e come un giudice chiama alla sbarra gli imputati lungo un ininterrotto e visionario catalogo degli scellerati d’ogni sorta e dei generosi che albergano ai piani alti, “dove tutto è paradiso”, luminoso giardino dei beati.

La metafora vegetale “in fieri” (dalla selva oscura alla candida rosa) non è solo un artifizio poetico d’alto livello, bensì indica le tappe di un viaggio della mente mai dimentica della propria città, dell’Italia, dell’universo umano. Qui si cercherà di seguirne le tracce “fantastiche” per rendere il giusto omaggio ad una grandezza senza pari. Una poesia che si presenta come una visione del mondo, l’immensa fatica di un pellegrino che affronta i propri e altrui casi umani in vista di una salvezza complicata ma non impossibile.

In questa fase, per l’accesso del pubblico alla Sala Agnelli (con capienza ridotta a 36 posti) è richiesto il rispetto di alcune prescrizioni previste dai protocolli anti Covid. In particolare, sarà necessario: esibire il Green Pass, indossare la mascherina, sanificare le mani all’ingresso e sottoporsi alla misurazione della temperatura corporea tramite ter­mo scanner.

Il programma completo degli appuntamenti culturali della biblioteca comunale Ariostea di Ferrara alla pagina: http://archibiblio.comune.fe.it