Commemorazione delle vittime dell’eccidio di Pievequinta

20260726_083418

FORLÌ – Questa mattina, domenica  26 luglio 2026, il Comitato di Quartiere di Pievequinta e l’Amministrazione comunale di Forlì hanno reso omaggio alle vittime dell’eccidio nazifascista avvenuto nel 1944. La cerimonia si è svolta nonostante le condizioni meteorologiche avverse presso il monumento di via del Cippo, all’incrocio con la via Cervese, ed è stata caratterizzata dal posizionamento di una corona commemorativa e da un momento di raccoglimento. Presenti il vicesindaco Vincenzo Bongiorno e la delegazione del Comitato di Quartiere guidata dal coordinatore Franco Bagnara e da Luigi Lelli. Tra i presenti anche Nadia Bagnoli, autrice del libro “Oltre il mio nome” che ha ricostruito con puntualità la tragica vicenda. Questi i nomi delle persone che furono fucilate dai nazifascisti il 26 luglio 1944: Don Francesco Babini, Riziero Bartolini, Alfredo Cavina, Antonio Lucchini, Biagio Molina, William Pallanti, Edgardo Ridolfi, Mario Romeo, Antonio Zoli, Luigi Zoli. Nel commemorare il loro sacrificio, il pensiero è andato a tutte le persone che hanno perso la vita a causa dei conflitti e alle sofferenze patite dalle famiglie, dalle persone, dalle comunità.

Il coordinatore del Quartiere Franco Bagnara ha sottolineato il valore delle iniziative che mantengono viva la memoria e l’importanza delle relazioni tra Comune e Quartiere per la vita del territorio. “Ringrazio il Comitato di quartiere per il grande impegno che porta avanti – ha affermato il Vicesindaco Bongiorno – e per l’attenzione che dedica al ricordo delle vittime di questo eccidio. Di fronte a questo cippo dobbiamo sentire tutti alto il senso di responsabilità rispetto al dovere di indirizzare ogni nostra azione e ogni nostro pensiero, a costruire relazioni positive, di libertà, di uguaglianza, di rispetto. La storia ci insegna che purtroppo l’odio e la prevaricazione non sono sentimenti eliminabili una volta per tutte. Anzi, sono sempre pronti a manifestarsi ed è solo partendo da una piena consapevolezza di questo pericolo che si devono trovare le energie quotidiane per concretizzare forme di pacifica convivenza”.

L’iscrizione posta sul cippo testimonia il valore di questo memoriale, come testimonianza di quanto è accaduto e monito per il futuro: “Qui al di sopra delle bandiere, delle razze, delle fedi, affratellati dalla morte, caddero perché la libertà patrimonio degli uomini e dei popoli illuminasse il volto rinnovato della Patria”.