Cina: grande successo per il pianista-baritono Raffaello Bellavista e il soprano Kseniia Oliinyk

ROMAGNA – Il popolo cinese conferma ancora una volta il suo amore verso l’Italia e soprattutto verso lo sterminato patrimonio artistico materiale e immateriale del “piccolo-grande”  Bel Paese. Un rapporto nato nel Duecento grazie a Marco Polo,scrittore,ambasciatore e mercante.Una figura sicuramente  molto moderna nonostante i secoli trascorsi e da rivalutare in quanto rappresenta una stupenda sintesi tra creatività, politica e affari. Il Paese del Dragone sta tributando in ogni città toccata dal tour di Raffaello Bellavista, al termine dei suoi concerti, standing ovations e apprezzamenti calorosi, tanto che il primo maggio  l’artista è stato invitato nella piazza strapiena di Lianyungang per celebrare la festa internazionale. Al termine è stato ricevuto dalle  autorità del paese del Tao a cui,da buon romagnolo, ha presentato i saluti di Romagna Iniziative, consorzio  delle più importanti realtà imprenditoriali della terra del sangiovese,ed  ha consegnato come dono di rappresentanza il dvd “Il Drago di Romagna” un ottimo film del regista Gerardo Lamattina dedicato al gioco nazionale della Romagna: il mahjong.

La scaletta del concerto, “Belcanto-the greatest Italian treasure 美声唱法,意大利最伟大的宝藏”, si è rivelata vincente ed è apprezzata dal pubblico cinese che, al netto dei grevi pregiudizi, risulta attento e preparato: ad una prima parte solista al pianoforte gran coda del concertista Raffaello con brani della tradizione classica, segue una parte lirica del baritono Bellavista affiancato dal pregevolissimo soprano polacco-ucraino Kseniia Oliinyk e dalla Filarmonica della Franciacorta, una tra le più apprezzate orchestre di musica classica-crossover in Europa. Un ensemble di quaranta elementi composto da maestri di altissimo livello e diretta per l’occasione dal maestro Edmondo Mosè Savio. La chiusura del concerto con brani della grande tradizione partenopea come “O’ sole mio” o lirica come “Nessun dorma” di Puccini, eseguiti in coppia dai due cantanti fa vibrare il teatro tra applausi ed ovazioni di un pubblico ritenuto a torto compassato. Il climax tocca l’apice quando i due artisti eseguono come bis in lingua mandarina, prima al pianoforte solo poi con tutta l’orchestra,  due note canzoni cinesi.

Anche gli abiti di scena del baritono romagnolo e del soprano Kseniia Oliinyk, realizzati appositamente per il tour dallo stilista Monsieur Matteo Sorbellini couturier e direttore creativo dell’omonimo brand in forte ascesa nell’alta moda italiana e l’azienda di haute couture Nimue di Mattia Marangoni ambedue di Riccione, hanno colpito nel segno, raccogliendo elogi e scatti fotografici.

Molti gli articoli della stampa interna dal  Taizhou Daily ai servizi televisivi: il clamore ha suscitato l’interesse di un  corrispondente americano  che nei prossimi giorni intervisterà l’eclettico artista italiano, per alcuni quotidiani statunitensi. Il baritono di Brisighella contattato da noi ha manifestato  il suo entusiasmo per l’andamento del tour iniziato a metà aprile, ormai oltre il giro di boa, complessivamente toccherà venti grandi metropoli cinesi fino a metà maggio, e  ha dichiarato tutta la sua fascinazione per un “continente” dove convive il passato millenario della Grande Muraglia con il futuro dei camerieri robot e delle metropoli avveniristiche a mobilità quasi interamente elettrica.