“Ci sto? Affare Fatica”: progetto estivo per due settimane di cura dei beni comuni

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Da lunedì 20 giugno a venerdì 1 luglio 2022 per ragazzi tra 14 e 19 anni all’opera tra Sonika e Spazio Grisù

FERRARA – “Ci sto? Affare Fatica” è il progetto che prevede il coinvolgimento dei giovani in svariate attività settimanali di cura del bene comune. L’iniziativa è stata presentata giovedì 9 giugno 2022 nella residenza municipale. All’incontro con i giornalisti sono intervenuti l’assessore alla Politiche Giovanili Micol Guerrini, la responsabile dell’Unità Operativa Nuove Generazioni Sabina TassinariMario Zappaterra dell’Ufficio Area Giovani, la coordinatrice dei servizi di contrasto al ritiro sociale della cooperativa Open Group Francesca Marani e il coordinatore dell’area socio-assistenziale della cooperativa sociale Il Germoglio Francesco Bianco.

“Questa è una proposta che promuove la cittadinanza attiva – ha sottolineato l’assessore Micol Guerrini – che come assessorato abbiamo accolto per declinarla a livello locale, in modo da dare la possibilità ai nostri ragazzi di dedicare il loro tempo estivo impegnandosi in attività di cura dei beni comuni. L’obiettivo è quello di valorizzare il lavoro e anche lo sforzo fisico, dedicati alla riqualificazione di spazi che sono un punto di riferimento per i giovani. Ai ragazzi che partecipano viene offerto un ritorno, nella forma di un contributo spendibile in attività convenzionate, selezionate sul territorio tra quelle che già aderiscono al circuito Younger Card. L’iniziativa rientra nel progetto più ampio dell’assessorato per contrastare il ritiro sociale e quelle forme di isolamento e distacco che culminano anche nell’abbandono scolastico e che sono una delle manifestazioni di sofferenza più diffuse tra gli adolescenti, che l’emergenza sanitaria ha purtroppo enfatizzato”.

Il progetto – come hanno spiegato Bianco della cooperativa Il Germoglio e Marani di Open Group – è articolato in due moduli di una settimana (rispettivamente da lunedì 20 a venerdì 24 giugno e da lunedì 27 a venerdì 1 luglio 2022) con orario mattutino dalle 8.30 alle 12.30. I partecipanti, che si sono già iscritti numerosi esaurendo tutti i posti disponibili per i due gruppi, hanno tra i 14 e i 19 anni e ciascun gruppo è guidato da un tutor tra i 20 e i 30 anni.
I luoghi che saranno oggetto di cura sono per la prima settimana l’area legata alla sala prove e allo studio di registrazione Sonika, in viale Alfonso I d’Este, e per la secoda settimana gli spazi legati ad Area Giovani nello Spazio Grisù di via Poledrelli.

In cambio dell’impegno, a ciascun partecipante verrà assegnato un buono-fatica del valore di 50 euro per gli under 19 e di 100 euro per il coordinatore.
I posti sono già stati tutti esauriti – ha raccontato Sabrina Tassinari – grazie alla diffusione dell’informazione tramite i canali di Area Giovani.

Per info: Daniele Festi, cell. 346 3008880, email ferrara@cistoaffarefatica.it

LA SCHEDA a cura degli organizzatori – Tre Comuni del territorio uniti nel progetto estivo che vedrà coinvolte altre 13 regioni italiane. Aperte il 23 maggio le iscrizioni per l’edizione 2022 di “Ci sto? Affare fatica!”. Il progetto ospiterà due squadre sul territorio ferrarerse, per 22 giovani partecipanti, potendo contare sul contributo del Comune di Ferrara per la copertura di entrambe le squadre.

I giovani partecipanti saranno coinvolti – dal 20 giugno al 1 luglio 2022, dalle 8.30 alle 12.30, dal lunedì al venerdì – in svariate attività settimanali di cura del bene comune: dalla pulizia dei centri abitati e delle vie dei quartieri, alla manutenzione dei parchi gioco, all’impregnatura e alla tinteggiatura di giostre, staccionate, aule di scuole materne, elementari e medie, e moltissimo altro ancora. Una movimentazione a tutti i livelli che riempirà di entusiasmo e significato l’estate dei ragazzi, raggruppati in squadre miste di 10 giovani e guidati da un giovane tutor e da un handyman, un volontario adulto con competenze tecniche e artigianali. Le attività saranno ospitate dal Comune, dai quartieri, dalle scuole e dal mondo associativo e del terzo settore in genere. A ciascun ragazzo/a partecipante saranno consegnati in omaggio dei “buoni fatica” settimanali del valore di € 50,00, in abbigliamento, spese alimentari, libri scolastici, cartoleria, libri di lettura, tempo libero, offerti dai numerosi negozi ed aziende locali che hanno aderito al progetto.

Le iscrizioni aprono lunedì 23 maggio, alle ore 12, e sono rivolte a tutti quei giovani – dai 14 ai 19 anni, compresi anche i tredicenni che stanno concludendo la terza media, residenti nei Comuni aderenti al progetto – che durante l’estate vorranno prendersi cura della propria città, sperimentando capacità personali e acquisendo nuove competenze. Ci si può iscrivere dal sito www.cistoaffarefatica.it, seguendo le indicazioni.

Le attività delle squadre saranno realizzate in ottemperanza a quanto verrà indicato per tutte le esperienze educative previste durante l’estate, in un momento di prudente e preziosa ripartenza per la socialità, l’aggregazione e l’impegno delle giovani generazioni e delle comunità locali. In questi giorni è terminata la prima fase di selezione dei 2 tutor (giovani dai 20 ai 30 anni) che accompagneranno i partecipanti in questa esperienza: sono loro i grandi protagonisti di questa edizione, con disponibilità preziosa, appassionata e competente coordineranno le squadre in tutto il territorio. I candidati parteciperanno a tre incontri di formazione, a cui saranno invitati anche gli handymen, volontari adulti che supporteranno ragazzi e tutor nella realizzazione dei lavori.

Inaugurato nel 2016 dal Comune di Bassano del Grappa, il progetto ha riscosso ogni anno un successo sempre maggiore, arrivando a circa 5123 partecipanti dell’edizione 2021, con un totale di 640 squadre di giovani impegnate nella cura e nella manutenzione dei beni comuni, accompagnate da 401 tutor e 545 handymen, ospitate da 243 realtà civiche in 149 Comuni tra Veneto, Marche, Trentino e Lombardia. Nel 2022 sono previsti più di 200 Comuni in 14 regioni, per un coinvolgimento di 800 squadre e 6000 ragazzi: si sono aggiunti per questa edizione nuovi territori e 10 nuove Regioni grazie al progetto “Ci sto? Affare fatica – Verso l’Italia”, sostenuto con il Fondo per il finanziamento di Iniziative e Progetti di rilevanza nazionale finanziati per l’anno 2020, ai sensi dell’art. 72 del D.Lgs. n. 117-2017, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Direzione Generale del Terzo settore e della responsabilità sociale delle imprese.

Per info: Comune di Ferrara, Open Group, cell. 346 3008880, email ferrara@cistoafarefatica.it

IL PROGETTO “Ci sto? Affare fatica!” – “Ci sto? Affare fatica!” intende recuperare il prezioso contributo educativo e formativo dell’impegno, in particolare di quello manuale. Il progetto intende stimolare minori e adolescenti a valorizzare al meglio il tempo estivo, un tempo critico, spesso vuoto di esperienze e perciò di significato – soprattutto per le generazioni di pre-adolescenti e adolescenti – attraverso attivitàconcrete di volontariato, cittadinanza attiva e cura dei beni comuni, affiancati e accompagnati dalla comunità adulta locale afferente l’area territoriale suddetta.

In breve, il progetto prevede la costituzione di gruppi composti ciascuno da una decina di adolescenti dai 14 ai 19 anni. Ciascun gruppo avrà un giovane volontario (tutor) e alcuni volontari adulti (handymen) che svolgeranno l’attività di volontariato insieme ai ragazzi/e nel contesto e secondo la mansione assegnata. Le attività assegnate ai vari gruppi saranno individuate nella retedei soggetti coinvolti. I gruppi realizzeranno le attività alla mattina dalle 8.30 alle 12.30, dal lunedì al venerdì, e svolgeranno attività rivolte alla cura dei beni comuni. Il territorio sarà chiamato a sostenere ed accompagnare i gruppi di ragazzi/e, in modi diversi. Un ruolo chiave sarà affidato agli handymen, o “maestri d’arte”, adulti “tuttofare” capaci di trasmettere piccole competenze tecniche/artigianali ai ragazzi e di guidare il gruppo insieme ai tutor. I gruppi lavoreranno per pacchetti settimanali dal lunedì di giugno dopo la fine della scuola. Per tutti i partecipanti sono previsti dei buoni “fatica” del valore di € 50,00 riguardanti gli ambiti principali della quotidianità (spese alimentari, abbigliamento, libri scolastici, sport e tempo libero). Anche ai tutor verrà riconosciuto un “buono fatica”, del valore di € 100,00.

Il progetto ha i seguenti obiettivi generali:
1. la dimensione intergenerazionale;
2. il valore della fatica;
3. un investimento educativo sul tempo estivo;
4. la dimensione del gruppo;
5. la cura e la tutela dei beni comuni.

Per ciascun obiettivo generale, vi sono alcuni meta-obiettivi specifici. Con la dimensione intergenerazionale, s’intende:
– investire sulla formazione degli adulti coinvolti dal progetto, fornendo loro alcune competenze nella relazione con gli adolescenti e condividendo con loro l’obiettivo prettamente educativo del progetto;
– individuare le attività di impegno secondo il criterio inderogabile di una presenza adulta stabile al fianco dei ragazzi coinvolti;
– creare un intreccio tra competenze creative giovanili (soprattutto in ambiente digitale) e abilità tradizionali artigianali da “maestri d’arte” (gli handyman del progetto).

Per quanto riguarda il valore della fatica, s’intende:
– facilitare il processo con il quale alla fatica profusa si possa associare un congruo riconoscimento;
– governare una procedura di erogazione del “buono” che rispetti l’impegno e la fatica di tutti i ragazzi coinvolti;
– individuare con le comunità adulte del territorio un’attività prettamente manuale e che richieda l’acquisizione di alcune – anche piccole – competenze;
– accompagnare la fatica dei ragazzi, dando loro tempi organizzativi chiari e chiedendo il rispetto degli orari d’arrivo e della pause durante la mattinata d’impegno.

Investire sul tempo estivo significa:
– aprire un canale di collaborazione stabile con gli istituti superiori fin dalla primavera, per sensibilizzare i giovani, i docenti e le famiglie rispetto a questa possibilità;
– informare i Servizi del territorio per programmare e progettare interventi ad hoc con i giovani in percorsi di vita più difficili, spesso resi più critici dal “vuoto” estivo;
– convogliare le energie progettuali delle amministrazioni locali, rivolte alla fascia d’età di preadolescenti e adolescenti, in un grande contenitore collettivo dove ciascun Comune possa attivare le proprie risorse di comunità.

La dimensione di gruppo, invece, permette di rispondere ai seguenti meta-obiettivi:
– allestire contesti educativi dove al centro siano le relazioni tra pari, affiancate da giovani e adulti significativi;
– organizzare attività importanti, che possano restituire alle ragazze e ragazzi il riconoscimento della comunità (se i gruppi fossero di 3 persone, o coppie, o addirittura singoli questo non sarebbe possibile);
– formare le giovani generazioni al lavoro in team, con ruoli, funzioni, responsabilità differenti ma con riconoscimenti e gratificazioni collettive;
– accompagnare il gruppo con due tipologie di figure adulte: un tutor, giovane e con competenze animative riconosciute; un handyman, o “maestro d’arte”, adulto, che condivide gli obiettivi del progetto e portatore di competenze tecniche specifiche, da trasmettere ai giovani (falegnameria, pittura edile, manutenzione del verde, ecc.).

La cura dei beni comuni, infine, significa:
– educare le giovani generazioni a un processo virtuoso di custodia del proprio territorio, fornendo loro l’occasione di sentirsene responsabili;
– coinvolgere la comunità adulta non soltanto come mero “strumento educativo”, ma come reale beneficiaria dell’intervento dei ragazzi, per il lavoro svolto e per averli coinvolti nella cura del loro territorio;
– accompagnare le amministrazioni locali in un processo di parziale restituzione ai cittadini di alcune responsabilità nella manutenzione di luoghi e strutture locali;
– stimolare le persone a sentirsi portatrici non solo di bisogni ma anche di capacità che possono essere messe a disposizione della comunità per contribuire a migliorarla;
– avvicinare le giovani generazioni al patrimonio culturale e artistico locale, in una logica di cura, custodia e – laddove possibile – ripristino al fianco della comunità adulta.