
BOLOGNA – Una nuova piattaforma di logistica solidale e sostenibile ha ufficialmente preso vita a Bologna, a marzo 2026 da un’idea che vede ANTONIANO capofila, presso il CAAB – Centro Agro Alimentare di Bologna, e che coinvolge direttamente le CUCINE POPOLARI e LAST MINUTE MARKET. Un progetto innovativo che mette al centro il recupero delle eccedenze ortofrutticole e la loro redistribuzione a favore degli enti caritativi del territorio.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di strutturare in modo efficiente e continuativo la gestione delle eccedenze alimentari, trasformando uno spreco in risorsa.
Il progetto prevede infatti attività di stoccaggio, gestione e distribuzione dei prodotti, supportate anche da una piattaforma digitale in grado di monitorare gli impatti ambientali evitati – dalla riduzione delle emissioni di CO₂ al risparmio di risorse idriche – e quelli nutrizionali.
Elemento centrale del sistema è il ruolo degli enti che se ne fanno promotori, Mensa Padre Ernesto di Antoniano in primis insieme alle Cucine Popolari e Last Minute Market, che operano come soggetti coordinatori delle attività, garantendo una gestione integrata ed efficace delle operazioni logistiche.
“Partecipare a questo progetto come capofila non è solo una scelta operativa, ma un atto di giustizia sociale che estende i confini dell’accoglienza oltre le mura della nostra sede.” Roberto Museo, Responsabile Organizzazione di Antoniano, Area Sociale e Risorse Umane “Per Antoniano, la logistica solidale trasforma lo spreco in un diritto: quello di accedere a un cibo fresco, sano e dignitoso, che rappresenta il primo passo per ricucire le solitudini e restituire fiducia a chi è stato messo ai margini. Rispondere al bisogno primario del cibo significa innescare percorsi di ripartenza; è un gesto di prossimità che, attraverso la nostra rete, entra nella vita delle persone per dire che nessuno deve essere lasciato indietro. I dati del 2025 parlano chiaro: 2.905 ospiti della mensa Padre Ernesto, un aumento significativo rispetto ai 2.659 dell’anno precedente, 94.462 pranzi, dimostrando una capacità di risposta che deve però interrogarci sulla crescita delle fragilità nel nostro territorio, la distribuzione di 1.604 pacchi alimentari ha permesso di portare frutta e verdura fresca direttamente nelle abitazioni di 62 nuclei familiari, trasformando la logistica in un’infrastruttura sociale di cura e dignità. Rafforzare questa rete di solidarietà con il CAAB, le Cucine Popolari e Last minute market significa onorare il DNA di Bologna, rendendo la città un modello dove l’efficienza economica si sposa con la responsabilità etica verso ogni cittadino.”
Il progetto si realizza inoltre in collaborazione con la Rete Emilia-Romagna Mercati, che riunisce i principali centri agroalimentari regionali, tra cui Parma, Cesena e Rimini, rafforzando così una visione condivisa e territoriale della sostenibilità. “Con l’avvio della logistica solidale al CAAB compiamo un passo concreto verso un modello di economia circolare capace di coniugare efficienza, sostenibilità e solidarietà, nella logica di valorizzare la Rete d’imprese, sostenuta da Regione Emilia-Romagna, a cui partecipiamo con i centri agroalimentari di Cesena, Parma e Rimini” dichiara Marco Marcatili, presidente del CAAB. “Un passo concreto – continua il Presidente – che dimostra come un hub agroalimentare come CAAB possa diventare non solo motore economico, ma anche infrastruttura sociale, capace di generare valore per la comunità, ridurre gli sprechi e creare un sistema virtuoso, in relazione con una rete che ha scala regionale. Ciò nella logica di rafforzare il legame del Centro con il territorio, favorendo la redistribuzione di valore nel segno della solidarietà”.
A marzo è stata effettuata la prima consegna solidale dalla galleria di Mercato del CAAB grazie alla rete di enti solidali e di volontariato cittadina: si trattava di kiwi in eccedenza. A seguire, consegne di pere e cipolle e si proseguirà regolarmente nei prossimi mesi con prodotti in eccedenza di questo tipo, a seconda della stagionalità. Dopo una prima fase di avvio tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, il progetto è ora operativo e pronto a crescere ulteriormente, con il coinvolgimento progressivo di nuovi enti e realtà del terzo settore.
Il progetto di logistica solidale si propone così come modello innovativo, capace di integrare sostenibilità ambientale e impegno sociale, contribuendo in modo concreto alla lotta allo spreco alimentare.
“Il progetto di logistica solidale e sostenibile a cui abbiamo aderito completa il percorso da noi avviato 10 anni fa – afferma Roberto Morgantini, fondatore delle Cucine Popolari – le eccedenze alimentari recuperate dai nostri volontari nei supermercati, nelle aziende pubbliche e private ci hanno consentito di raggiungere l’obiettivo di produrre ogni giorno 600 pasti e di distribuire a famiglie e associazioni beni alimentari non utilizzati per la preparazione dei pasti. Il recupero nel progetto con il CAAB delle eccedenze ortofrutticole arricchisce l’offerta non solo nella quantità dei generi sottratti allo spreco, ma anche nella qualità e salubrità degli alimenti”
“La logistica solidale rappresenta un passaggio fondamentale per trasformare le eccedenze alimentari da problema a risorsa condivisa. Mettere in rete mercato agroalimentare, terzo settore e ricerca significa costruire un modello concreto di economia circolare capace di generare valore ambientale, sociale e territoriale” tiene a sottolineare Luca Falasconi, cofondatore di Last Minute Market.
ANTONIANO di Bologna chi è e cosa fa
Antoniano, oggi diretto da Fr. Giampaolo Cavalli, nasce nel 1954 a Bologna dal desiderio di Padre Ernesto Caroli di mettersi al servizio dei più svantaggiati, valorizzando in parallelo il talento dei più giovani. Alla distribuzione di pasti caldi presso la mensa di Bologna e alle attività di sostegno per i più bisognosi, si affiancano lo Zecchino d’Oro (1959) e il Piccolo Coro dell’Antoniano (1963), intitolato alla sua fondatrice Mariele Ventre: due realtà nate dal desiderio di diffondere valori quali solidarietà, accoglienza, fraternità e cura per gli altri e per la terra. Grazie alle attività dello Zecchino d’Oro, di tanti generosi donatori e preziosi volontari, negli anni è stato possibile sostenere i numerosi progetti sociali di Antoniano e ampliare la rete di mense francescane che, in Italia e nel mondo, offrono pasti e cure attraverso la campagna “Operazione Pane“. Attualmente si contano 20 mense nella Penisola, 1 in Siria, 3 in Ucraina e 1 in Romania. Musica e solidarietà trovano spazio anche nelle attività del Centro Terapeutico aperto a Bologna negli anni Ottanta, dove, attraverso un approccio multidisciplinare, si accompagnano e supportano bambini con diverse fragilità per favorirne lo sviluppo fisico e cognitivo. Oltre al Pane per chi è affamato, l’Antoniano realizza diverse iniziative culturali, proponendosi come connettore e strumento di coesione sociale, per riprendere a immaginare il futuro e per farlo come atto di benessere, connessione, cura.









