Il primo appuntamento vedrà come protagonista il curatore Andrea Baucon e avrà come tema “Gli icnofossili del Piacentino: da un oceano primordiale a Marte”, un viaggio narrato che racchiude il significato di ciò che è esposto in mostra. Baucon è un paleontologo che studia le interazioni tra vita e substrato (icnologia): “Se da un lato – afferma – tane, impronte e piste possono dire molto del comportamento degli animali, dall’altro i reperti del nostro Appennino racchiudono reperti assai simili a quelli presenti su Marte”. E qui, viene da dire, sta il fascino e il mistero della mostra. Baucon insegna all’Università di Genova dove fa parte di un progetto di ricerca sulle architetture animali come indicatori ambientali. Si occupa anche di divulgazione scientifica e del rapporto tra geologia e arte.
Gli incontri proseguiranno il 12 maggio alle 21 con l’astrofisico Roberto Silvotti che relazionerà su “Alla ricerca di vita: Marte, satelliti di Giove e Saturno, pianeti extrasolari”; il 19 maggio alle 21 sarà la volta del chimico Francesco Pini che interverrà su “Le origini della vita: una questione di chimica”, mentre il 26 maggio Andrea Baucon e Girolamo Lo Russo approfondiranno il tema “I siti archeologici piacentini; dove e come cercare gli icnofossili”.
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