Al Museo della Cattedrale di Ferrara la ‘Sacra Famiglia’ del Cavalier d’Arpino torna a risplendere nei suoi colori originari

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museo cattedrale sacra famiglia 18ott2021

Terminato il restauro realizzato nell’ambito del progetto ‘Opera Tua’

FERRARA – Colori come voci che risuonano vividi, in un dialogo con lo spettatore animato da un rinnovato vigore. Sono quelli della ‘Sacra Famiglia’ di Giuseppe Cesari, detto il Cavalier d’Arpino (1568-1640), che, dopo l’accurata opera di restauro da poco terminata, si offrono agli occhi dei visitatori del Museo della Cattedrale di Ferrara nelle loro originarie tonalità.

“Un intervento che – come sottolineato dal direttore dello stesso Museo, Giovanni Sassu – ci consente ora di apprezzare appieno la grande qualità e le superbe cromie di questo meraviglioso dipinto, datato 1627 circa. Un’opera ancora figlia del Manierismo, inteso come forma di straordinario intellettualismo; quindi un’opera clamorosamente in ritardo sui tempi della storia dell’arte, ma, in quanto tale, affascinantissima e senza tempo”.

L’intervento, eseguito dalla restauratrice Sonia Radicchi, si è reso possibile grazie a ‘Opera Tua’, un progetto per la valorizzazione dei beni culturali italiani di Coop Alleanza 3.0, realizzato in collaborazione con Fondaco Italia, l’Associazione Beni Italiani Patrimonio Unesco e il patrocinio del Touring Club Italiano. Nell’ambito di ‘opera Tua’, il dipinto ferrarese ha vinto la ‘sfida’ con Parma lanciata da Coop Alleanza 3.0, grazie ai numerosi voti ricevuti via web dai soci Coop, che le hanno permesso di ottenere l’importante supporto per il suo recupero. Il restauro si è svolto con la supervisione del Museo della Cattedrale e sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara (con funzionario responsabile Donatella Fratini).

Rientrato a far parte del percorso espositivo del Museo della Cattedrale, nella sala in cui troneggia la celebre scultura della ‘Madonna della Melagrana’ di Jacopo della Quercia anch’essa di recente restaurata, il tondo della ‘Sacra Famiglia’ del Cavalier d’Arpino è stato ufficialmente presentato oggi alla stampa nella sua rinnovata veste. Assieme a Giovanni Sassu, erano presenti il presidente del Capitolo della Cattedrale mons. Ivano Casaroli, l’assessore alla Cultura del Comune di Ferrara Marco Gulinelli, la consigliera di amministrazione di Coop Alleanza 3.0 Patrizia Luciani, il presidente di Fondaco Italia Enrico Bressan  e  il presidente di Legacoop Estense Andrea Benini.

“Il Museo della Cattedrale – ha ricordato l’assessore Gulinelli – è gestito assieme dal Capitolo della Cattedrale e dall’Amministrazione comunale grazie a una convenzione che ben funziona fin dal 1929 e, tra i musei di Ferrara, è forse quello più impegnato nel coinvolgimento della società civile. Oggi questo dialogo si è ulteriormente allargato con il restauro della tela del Cavalier d’Arpino, realizzato grazie alla bella iniziativa ‘Opera Tua’ e ai 14mila voti dei soci Coop a favore di Ferrara. L’Amministrazione comunale ha così voluto offrire un’agevolazione ai soci Coop Alleanza 3.0, che potranno accedere al Museo della Cattedrale con tariffa ridotta (3 euro al posto dei 6 euro del biglietto intero) da domani e fino al 21 novembre prossimo. Un modo pensato per dare la possibilità a chi, di fatto,  ha finanziato il restauro di ammirare di persona gli esiti del bellissimo lavoro realizzato”.

“Come ci suggerisce il processo del Sinodo dei vescovi appena iniziato – ha dichiarato mons. Casaroli –, quella dell’imparare a camminare insieme è un’idea feconda, perché, prima ancora della meta, mette in primo piano la capacità e la voglia di creare squadra e di scoprirsi portatori degli stessi desideri. Per la comunità cristiana indire il Sinodo significa mettersi in cammino nella convinzione, antica e sempre nuova, che ciò che è di tutti deve essere trattato da tutti e approvato da tutti. Di questo cammino il Museo della cattedrale è uno dei simboli più belli che abbiamo nella nostra città, perché è il frutto della scoperta che l’insieme vale più della somma delle parti. Un insieme che mi sento di chiamare armonia, pensando proprio all’opera restaurata del Cavalier d’Arpino e alla sala in cui è stata posta, assieme alla scultura di Jacopo della Quercia. La sacrestia della chiesa di San Romano è diventata così la ‘sala dell’Armonia’, per la bellezza che contiene e che ispira”.

“Il restauro – ha ricordato ancora Sassu – non è soltanto un’attività che serve a preservare le opere, ma è anche una disciplina di conoscenza delle opere stesse. E nel caso della ‘Sacra Famiglia’ del Cavalier d’Arpino ci ha permesso di scoprire importanti particolari evidentemente modificati in epoca settecentesca per ‘mutamenti del gusto’. Come il globo, simbolo del mondo, che è ora riemerso sotto il braccio del bambino e che era stato trasformato in un cuscino. Particolari che rendono ancora più affascinanti opere come questa, frutto della maestria di autori solo apparentemente ‘minori’ della nostra storia dell’arte”.

Soddisfazione per il risultato ottenuto con il progetto ‘Opera Tua’ che ha permesso il restauro della ‘Sacra Famiglia’ è stata espressa anche da Patrizia Luciani e da Enrico Bressan che hanno sottolineato l’attaccamento al territorio e al suo patrimonio artistico dimostrato dai soci Coop ferraresi, attraverso i numerosi voti espressi a sostegno del museo della Cattedrale, “a dimostrazione che  l’arte e la cultura sono ancora al centro degli interessi delle persone, anche in questo particolare periodo”.

LA SCHEDA
L’opera e il suo autore

Esponente del tardo manierismo, molto attivo tra Roma e Napoli, Giuseppe Cesari detto Cavalier d’Arpino (1568-1640), era definito ai suoi tempi «pittore unico, rado ed eccellente, di altissima reputazione». È noto per la sua carriera prolifica al servizio di papi e imperatori e, soprattutto, essere stato il primo maestro romano di Caravaggio.
La “Sacra Famiglia” è un’opera seducente della piena maturità dell’artista. Già nella collezione romana del cardinale Girolamo Crispi, raggiunge Ferrara quando quest’ultimo divenne vescovo di Ferrara tra il 1743 al 1746. Donato alla Cattedrale dopo la morte del religioso, il dipinto entra nella collezione del Museo sin dalla sua fondazione nel 1929.