BOLOGNA – A Cosmofarma Exhibition, manifestazione di riferimento per il mondo della farmacia italiana, dell’Health Care e del Beauty Care, il tema della salute di genere e della responsabilità sociale della farmacia, del suo riconoscimento come presidio sociale, è stato protagonista del convegno “Farmaciste Insieme: dalla visione all’azione. Quando la responsabilità sociale diventa sistema”, promosso da Farmaciste Insieme. L’incontro ha rappresentato un momento di sintesi e rilancio del percorso, nato 16 anni fa e sviluppato negli anni dall’associazione per offrire supporto alle donne vittime di violenza e progressivamente evoluta in una rete attiva sui temi della prevenzione, della salute e soprattutto del contrasto alla violenza contro le donne. Il progetto Mimosa, infatti, è partito da Napoli nel 2013, grazie all’Associazione Farmaciste Insieme, coinvolgendo nel tempo 19 mila farmacie in Italia. La missione è informare le donne su cosa sia la violenza e su quali strumenti abbiano a disposizione per liberarsene, portando nelle farmacie materiali, vademecum, informazioni, contatti. Nel 2021, si è aggiunta un’app per aiutarle anche in maniera virtuale. Ogni farmacia è stata fornita di 200 brochure nel corso di quell’anno che sono terminate in pochi giorni.
A un anno dalla firma del Protocollo d’intesa con il Ministero per le Pari Opportunità, il convegno ha segnato una tappa significativa grazie alla presentazione del progetto pilota “Mimosa Lombardia”, prima declinazione strutturata di un modello operativo orientato alla costruzione di interventi territoriali replicabili e sostenibili nel tempo.
“Quando è nata l’associazione non immaginavamo di arrivare dove siamo oggi – ha spiegato Angela Margiotta, Presidente Associazione Farmaciste Insieme – ma avevamo una certezza: la farmacia è un luogo speciale, dove entrano anche molte persone con fragilità, preoccupazioni e bisogno di ascolto. Da questa consapevolezza è nato Farmaciste Insieme e da qui è partito il Progetto Mimosa”.
Nato 16 anni fa per affrontare il tema della violenza sulle donne attraverso la rete delle farmacie, il progetto ha dimostrato come la prossimità possa trasformarsi in valore sanitario e sociale. “Abbiamo capito che le donne, grazie alla farmacia, potevano non sentirsi sole. Ma abbiamo anche capito che la prossimità da sola non basta: servono formazione, competenze e una rete strutturata”, ha aggiunto Margiotta.
Nel corso del convegno è stato evidenziato il ruolo crescente delle farmaciste come figure di riferimento nei percorsi di ascolto, prevenzione e orientamento. Attraverso strumenti come l’app FreeBees, la collaborazione con centri antiviolenza, forze dell’ordine e servizi territoriali, le farmacie possono intercettare situazioni di fragilità spesso invisibili e accompagnare le donne verso percorsi di tutela e supporto.
Determinante il sostegno di Federfarma Lombardia, rappresentata dalla presidente Annarosa Racca, che ha confermato l’impegno della rete lombarda nel dare concreta attuazione al progetto: “Farmaciste Insieme rappresenta una delle esperienze più significative sviluppate dalla farmacia italiana sul piano sociale – ha dichiarato Racca –. Con Mimosa Lombardia vogliamo trasformare la capillarità delle oltre 3.000 farmacie lombarde in una rete concreta di sostegno, ascolto e orientamento per le donne vittime di violenza”.
Il progetto prevede webinar formativi, percorsi dedicati alle farmaciste, strumenti informativi e il coinvolgimento di istituzioni, associazioni e professionisti sanitari. Tra gli obiettivi anche il rafforzamento delle collaborazioni con i territori e con ANCI per sviluppare modelli integrati di presa in carico e prevenzione.
Il confronto tra istituzioni, professionisti e stakeholder ha confermato come la farmacia stia evolvendo in un presidio sempre più vicino alle persone, capace di coniugare professionalità, empatia e responsabilità sociale. Perché, come emerso nel corso dell’incontro, quando una rete funziona non si limita a operare sul territorio, ma diventa un modello capace di generare impatto sistemico e contribuire concretamente alla promozione della salute e alla tutela delle persone più fragili.
Nel corso del convegno sono intervenuti anche Francesca Ferilli, Amministratore Delegato e Direttore Generale BOS; Andrea Mandelli, Presidente Fofi; Marco Cossolo, Presidente Federfarma, l’On. Marta Schifone, Capogruppo Commissione lavoro e componente Commissione affari sociali; l’On. Martina Semenzato, Presidente Commissione Parlamentare d’inchiesta Femminicidi, nonché su ogni forma di genere; Clara Mottinelli, Tesoriere Nazionale Federfarma e Delegata Farmaciste Insieme Lombardia; Luigi D’Ambrosio Lettieri, Presidente Fondazione Cannavò; Maurizio Pace Presidente Empaf e Federica Faccitondo, Tesoriere Fenagifar e rappresentante dei Giovani farmacisti. Ha moderato la giornalista e comunicatrice Patrizia Prezioso.
Cresce l’attenzione alla salute di genere nelle farmacie, per un approccio al benessere sempre più inclusivo. Allora lo sguardo al femminile, dietro e davanti al banco, diventa un valore aggiunto. Anche a Cosmofarma Exhibition, evento di riferimento per il mondo della farmacia italiana, dell’Health care e del Beauty care, a BolognaFiere non poteva prescindere da questa tematica. Con Il convegno ‘Farmaciste Insieme: dalla visione all’azione. Quando la responsabilità sociale diventa sistema.’ che nasce con l’obiettivo di raccontare il percorso evolutivo dell’associazione e, soprattutto, il passaggio da una visione condivisa a un modello concreto di intervento.
A un anno dalla firma del Protocollo d’intesa con il Ministero per le Pari Opportunità, il momento è particolarmente significativo: il lancio del progetto pilota Mimosa in Lombardia rappresenta infatti l’avvio di una fase operativa, in cui la responsabilità sociale della farmacia si struttura e si traduce in azioni reali sui territori.
Il racconto metterà al centro la forza di una rete al femminile capace di unire competenze professionali e relazionali, dialogare con le istituzioni e collaborare con il sistema sanitario, contribuendo alla costruzione di modelli integrati di prevenzione, ascolto e supporto.
Convegno
‘Farmaciste Insieme: dalla visione all’azione. Quando la responsabilità sociale diventa sistema.’
Il convegno rappresenta un momento di sintesi e di rilancio del percorso sviluppato negli anni da Farmaciste Insieme, un’associazione nata con l’obiettivo di offrire supporto alle donne vittime di violenza e progressivamente evoluta in una rete attiva sui temi della prevenzione, della salute e del benessere.
Attraverso il Progetto Mimosa e le numerose iniziative sviluppate sul territorio, le farmaciste hanno dimostrato come la prossimità possa trasformarsi in valore sanitario e sociale, rendendo la farmacia un presidio non solo professionale, ma anche civico. Oggi questo patrimonio di esperienze entra in una nuova fase.
Il convegno si propone infatti di valorizzare il ruolo delle farmaciste non solo come professioniste della salute, ma come protagoniste di un cambiamento culturale e organizzativo, capaci di incidere nei processi di rappresentanza, nelle politiche sanitarie e nei modelli di presa in carico territoriale. Sarà l’occasione per condividere i risultati raggiunti, valorizzare le progettualità sviluppate e approfondire il ruolo delle farmaciste nei contesti istituzionali e professionali, sempre più centrali nell’evoluzione del sistema sanitario territoriale.
Il convegno segnerà inoltre la presentazione del progetto pilota Mimosa Lombardia, prima declinazione strutturata di un modello orientato alla costruzione di interventi replicabili e sostenibili nel tempo. Il confronto tra istituzioni, professionisti, associazioni e stakeholder consentirà di evidenziare come un’iniziativa nata dal basso possa evolvere in una piattaforma capace di generare impatto sistemico, contribuendo concretamente alla promozione della salute, alla prevenzione e alla tutela delle persone più fragili. Perché quando una rete funziona, non si limita a operare sul territorio, ma diventa un modello.
“Grazie Patrizia, buongiorno a tutti e tutte e grazie di essere qui. Oggi Farmacisti Insieme è una rete fatta da tutte le farmaciste. Siamo farmaciste collaboratrici, siamo farmaciste titolari, siamo farmaciste ospedaliere, farmaciste informatrici e anche farmaciste che operano nel campo accademico.
Quando è nata la associazione, ve lo dico, perché è una cosa che penso spesso, noi veramente non immaginavamo di arrivare dove siamo arrivate, non le immaginavamo neanche noi. Però una cosa c’era certa, che la farmacia era un luogo speciale. Un luogo dove le persone entrano, si incontrano molto spesso con una fragilità, con una preoccupazione, con una richiesta di ascolto.
E noi farmaciste, spesso anche senza rendercene conto, diventiamo un punto di riferimento. Farmacista insieme, quindi, nasce proprio da questa consapevolezza, dal desiderio di valorizzare la dimensione umana della professione e trasformarla in una responsabilità concreta. Il progetto Mimosa nasce proprio da questo.
È un progetto nato 16 anni fa che ha affrontato un tema difficile, il tema della violenza, un tema spesso anche invisibile, ma che era importante per la farmacia come prossimità, perché la farmacia, diciamocelo, è un luogo dove le donne entrano sempre, non chiedono permesso, non prendono appuntamento.
Abbiamo ascoltato in questi anni storie difficili, abbiamo capito che le donne, grazie alla farmacia, potevano non sentirsi sole e abbiamo capito però che la prossimità da sola non basta. Serve preparazione, serve formazione, serve una rete. E da qua abbiamo iniziato a riprenderci. Non più come solo associazione, ma proprio come rete di professionisti, di operatori sanitari, di altre associazioni.
E quindi oggi il progetto Minosa Lombardia, che è un progetto pilota che vogliamo ovviamente poi portare in tutta Italia, dimostra proprio questa evoluzione che non è un’iniziativa isolata, ma un tentativo di costruire un modello più strutturato.
Perché il valore della prossimità è importante sicuramente, ma non è solo quello, noi lo dobbiamo fare con competenza, lo dobbiamo fare con umanità e costruire reti è quello che può fare la differenza. Quindi dobbiamo accompagnarlo e quindi oggi perché siamo qui? Non tanto per raccontare quello che è stato fatto, ma per raccontare quello che possiamo costruire.
E proprio in questi 16 anni farmacisti insieme non è cresciuta soltanto come associazione, ha progressivamente costruito una serie di relazioni con il sistema farmacia, con le istituzioni e con il territorio. Quanto è stato importante questo supporto?
È stato estremamente importante queste perché chiaramente siamo lavoriamo in rete, lavoriamo in in associazione, lavoriamo insieme.”
“strumenti ha la farmacista. Allora, gli strumenti sono vari, perché diciamo che anche le donne si possono gestire in maniera diversa. C’è chi entra in farmacia dietro una normale domanda, dietro una normale domanda nasconde tanto altro. Abbiamo avuto per esempio una collega ci ha raccontato di una nonna che si è andata a vaccinare e mentre si vaccinava ha raccontato le subite violenze.
Quindi c’è sa noi saperci muovere, quindi ci sono donne che arrivano, vediamo la locandina, scarichiamo l’app, la cominciamo a guardare. Come si chiama l’app? Free Bees, quindi la scaricano, la cominciano a guardare, ci pensano, poi si rendono conto che si possono muovere da soli grazie però al canale farmacia, perché l’affidabilità che dà la farmacia, la certezza e la credibilità è solo delle farmacie.
Quindi oppure ci sono donne che dietro una normale domanda, dietro una banale domanda ritornano il secondo momento ci vogliono dire tanto altro e là, praticamente, subentra come dire, la capacità della farmacista che prima è farmacista, è una donna che ascolta, è una donna empatica, ma soprattutto è una donna formata.
Un esempio, noi facciamo tanta scuola di formazione, ma non è sempre una per tutta è la formazione che facciamo con fondazione che andavamo che oggi vede 30.000 iscritti e 30.000 farmacisti iscritti. Quindi dipende dai casi. Forse mi viene in mente, scusi, mentre parlavamo che a differenza del dell’ospedale, dove la donna poi ha paura di essere che la che la violenza Esatto, venga Esatto, esatto. Lì invece forse È silenziosa. Questa è silenziosa.
Questa è una denuncia silenziosa, quindi è una denuncia molto più protetta, molto più protetta. Poi lo decide lei, certo. Certo muoversi. Quindi, ecco, ci sono stati casi in cui abbiamo chiamato le forze dell’ordine, ci sono stati casi in cui le abbiamo dirottate su centri di prevenza, ci sono stati casi in cui hanno scaricato l’app, ci sono stati casi in cui li abbiamo fatti arrivare insieme ai figli E abbiamo chiamato le forze dell’ordine. E poi la rete di cui parlava, quindi è anche con le forze dell’ordine, con le Assolutamente.
Con gli assistenti sociale e violenza tutto tutto tutto” Angela Mariotta
del progetto Mimosa Lombardia: Presidente Racca, quindi grazie Anna Rosa di essere venuta. “Grazie Clara di essere qui. Quello che ci è piaciuto è stato l’entusiasmo con cui è partito questo progetto Mimosa Lombardia. Clara è la nostra delegata. Lei ci segue sempre, ma la presidente Racca ha colto con con veramente con entusiasmo.
Questo progetto. Quindi, il sostegno del Palma Lombardia è importante perché noi vogliamo partire da un’idea ad un percorso concreto. Quindi, diciamo un attimino, chiediamo alla presidente Racca come pensa di far passare quella che può essere un’idea in un percorso reale e concreto.
Allora, grazie, grazie Angela e un caro 100%. E un caro saluto a tutti. Io penso che tra le cose belle che hanno fatto le farmacie italiane e che hanno fatto le farmaciste che ci lavorano, ci sia proprio farmacista insieme a sostegno, appunto, delle donne in vittime di violenza.
Quindi Angela, tu sei stata molto brava e con te e tutto il tuo gruppo che con il progetto Mimosa avete dimostrato ancora più che la farmacia, è un presidio sanitario, ma anche sociale che ha un ruolo ha un ruolo sociale importante. Allora, cosa vogliamo fare in Lombardia?
Intanto io ringrazio la mochinelli perché naturalmente poi sarà quella che se ne occuperà ancora più di me e anche voglio dire Gloria Cairoli che non è qui, ma che per tanti anni è stata la nostra delegata di per farmacisti. Allora, noi siamo Come sapete noi siamo più di 3000 farmacie in Lombardia. E cosa vogliamo fare? E ci ho tutta una una tabella qui di marcia.
Cioè proprio per la nostra prossimità, per il nostro ascolto, per la nostra attenzione, vogliamo quindi quindi fare conoscere farmacisti insieme, ma soprattutto vogliamo aiutare le donne perché penso che ognuno di noi io ho nella testa, nel cervello perlomeno tre o quattro mie clienti che che che so che che hanno avuto quel problema o che magari ce l’hanno ce l’hanno. Allora noi che cosa vogliamo fare?
Ci siamo trovati ci siamo trovati e appunto il primo passo era quello di presentarlo qua, no? Presentazione di questo progetto qui a a Cosmofarm e ringrazio anche Patrizia Prezioso per per naturalmente tutto il lavoro di comunicazione che che state facendo. Poi cosa faremo?
Faremo un webinar Quindi faremo un webinar aperto e se ne sta occupando la Clara, aperto naturalmente a tutte le province, a tutte diciamo i perché devono entrare titolari ma anche i dei titolari no, chiaramente quindi tutte tutte le farmacie. Quindi stiamo organizzando presso Federfarma Lombardia questo webinar.
Noi abbiamo una struttura importante nella nostra Federfarma, colleghiamo tutte le 3000 farmacie; quindi, saremo un po’ a Milano ma poi faremo il collegamento con tutte le le le province, perché siamo attrezzati per farlo. E cercheremo, diciamo, in questo webinar di iniziare questa formazione, quindi, diciamo, cercando di aiutare le le farmaciste.
Certo, non è che partiamo da zero, perché voglio dire, lo siamo siamo abituati, però cerchiamo, diciamo, di di aiutarle sia dal punto di vista psicologico, ma anche, se volete magari insegnargli anche qualche nozione legale, non so, mi sto forse, assolutamente mettendo troppo in avanti, però voglio dire, forse qualche cosa È previsto.
Ecco la devono assolutamente sapere Poi naturalmente inizieremo quindi e quindi ad aggregare, a portare le farmaciste in campo, naturalmente daremo tutti i materiali che servono, quella che proprio per un approccio secondo me è molto pratico.
Quello che è molto interessante è la loro app, cioè la app che hanno, perché questa porta naturalmente, c’è una specie anche di pulsante che addirittura permette alle donne di chiamare il 112, quindi voglio dire la conoscenza di quell’app è straordinariamente importante. Noi abbiamo già una app in Regione Lombardia, quella di REU, della rete di di assistenza, ma insomma; quindi, questa si va si va ad affiancare.
Certamente questo sarà su base volontaria. Devo anche dire che mi pare che si stia facendo un lavoro importante anche coi medici, con altre associazione, per esempio quella di dentisti, ma anche diciamo di associazione più sportive in maniera tale che fanno fanno anche i loro questo corso, insomma, quindi, mettiamo in pista un po’ un po’ di gente.
Allora, io ehm penso che questo debba dimostrare ancora di più, quindi, la grande capacità che noi abbiamo nelle relazioni, nell’empatia, nella professionalità, nella preparazione. Io trovo molto giusto il legame con Lanci. Noi e Clara lo sa perché siamo andati e l’abbiamo fatto insieme, abbiamo fatto proprio un un accordo, noi in Lombardia abbiamo un accordo con l’ANCI Salute.
Quindi diciamo dovremmo farlo anche con l’ANCI, questo ci permetterà di farlo anche con l’ANCI non Salute, cioè per aprire tutte le porte.
Perché io mi ricordo quando per esempio avevamo Letizia Moratti come sindaco a Milano, noi l’abbiamo già fatta questa cosa perché noi avevamo lei aveva fatto avevamo proprio non solo gli psicologi in farmacia, ma noi eravamo già sportello, cioè dicevamo al comune, quei casi, vabbè, questi erano di povertà sanitaria e non di violenza, però lo sportello col comune è, secondo me, fondamentale.
Quindi, insomma, cerchiamo di mettere in pista questo modello, vediamo di di lavorarci sodo, di prendere più farmaciste che si può e magari dal prossimo anno raccontare quello che abbiamo fatto, quindi, insomma, ci mettiamo in pista. Oggi è il primo giorno per la presentazione di questo progetto”









