Walk For Research, oggi la tappa piacentina della marcia lungo la Via Francigena per la ricerca dell’Ospedale “Bambino Gesù”

 

PIACENZA – Oltre 50 chilometri al giorno a piedi lungo la Via Francigena, dall’8 al 23 settembre, per raccogliere fondi in favore della ricerca nel campo delle malattie neurodegenerative, condotta dall’Ospedale pediatrico “Bambino Gesù” di Roma. È la marcia di Alessandro Ronald Sabelli, direttore del Dipartimento sportivo della John Cabot University, che insieme alla società dilettantistica Stone Tower ha creato il progetto Walk For Research. Un’iniziativa che si ripete per il terzo anno e che per questa edizione, con il patrocinio del Comune di Piacenza, sarà a sostegno della Fondazione Bambino Gesù onlus.

Il cronoprogramma della marcia, partita sabato scorso da Chatillon – Saint Vincent in provincia di Aosta e il cui arrivo – dopo un percorso di 850 km – è programmato per domenica 23 settembre a Roma, comprende anche una tappa a Piacenza. Ad accogliere a nome della comunità piacentina Alessandro Ronald Sabelli, oggi alle 19 in piazza Sant’Antonino, sarà presente il consigliere Sergio Pecorara. Nella serata invece Alessandro sarà ospite dell’associazione Africa Mission, nella cui sede di Montale potrà riposarsi e trascorrere la notte, per poi ripartire giovedì mattina alla volta di Fidenza e del passo della Cisa. Tappa dopo tappa, la camminata di Alessandro, oltre che seguita dal pubblico, è raccontata sui canali social della onlus del Bambino Gesù, attraverso i quali sarà possibile effettuare una donazione.

«Camminare è il viaggio più bello della mia vita – dichiara Alessandro Ronald Sabelli –, poi donare e sostenere la ricerca, soprattutto se rivolta ai bambini, credo sia davvero la gioia più grande. Non scorderò mai, durante la prima edizione della Walk For Research nel 2015 nel Regno Unito, una bambina di cinque anni e mezzo che aveva trascorso gran parte della sua vita al Royal Marsden Hospital di Londra: vedendomi arrivare nella sua scuola mi è venuta incontro e prendendomi la mano mi ha detto: “Thank you”».