
CESENA – Teatro Bonci
Piazza Guidazzi – Cesena
11 e 12 marzo 2026
mercoledì e giovedì ore 20.30
nell’ambito della rassegna L’altro sguardo. Linguaggi della scena contemporanea
Uno spettacolo di Leonardo Manzan
Leonardo Manzan dirige Leonardo Manzan in una delle produzioni più attese dell’anno:
il nuovo spettacolo di Leonardo Manzan
durata: 1 ora
Per la rassegna L’altro sguardo. Linguaggi della scena contemporanea mercoledì 11 e giovedì 12 marzo (ore 20.30) è in programma Uno spettacolo di Leonardo Manzan: il giovane autore e regista, rivelazione della Biennale Teatro di Venezia nel 2018 con la riscrittura rap da Edmond Rostand Cirano deve Morire e nel 2020 premiato dalla giuria internazionale di critici e studiosi di teatro per Glory Wall (in cui rappresentava il tema della censura con l’installazione artistica di un muro di 12 metri davanti al palcoscenico), presenta per la prima volta al Teatro Bonci di Cesena un suo lavoro.
Uno spettacolo di Leonardo Manzan è una performance provocatoria e ironica che denuncia la deriva dell’autofiction nell’arte contemporanea, con una radicale riflessione sulla presenza ingombrante dell’autore e del dato autobiografico nella creazione.
In una sala da museo, il vernissage di una mostra si presenta così: Ogni opera d’arte potrebbe intitolarsi autoritratto. L’opera è il corpo nudo dell’artista, in piedi su un piedistallo. I visitatori possono seguire in cuffia un’audioguida con la sua voce.
Va in scena un cabaret di assurdità, un corto circuito di paradossi narcisistici che chiamano in causa il pubblico coinvolgendolo in un ritratto caustico dell’autoreferenzialità e dei luoghi comuni dell’arte. «Una parodia dell’autofiction che riflette sul problema del culto di sé in assenza di sé» si legge nelle note di regia «sul dramma di chi dice io senza nessuno che gli risponda tu e sulla mediocrità che si autocelebra. Un tentativo disperato di ristabilire il principio dell’eccezionalità dell’artista e negare la democrazia nel campo dell’arte. Perché c’è un motivo per cui lui è sul piedistallo e voi no. Un invito agli artisti a prendersi con arroganza la scena per uccidere il personaggio protagonista del teatro di oggi: il perdente di talento».
La performance si svolge con il pubblico sul palcoscenico.
Manzan dirige anche il laboratorio teatrale La camera dell’eco, organizzato fra palcoscenico e Foyer lunedì 9 e martedì 10 marzo dalle ore 19 alle 22 e venerdì 13 marzo dalle ore 17 alle 22 (con una restituzione del lavoro aperta al pubblico).
«La camera dell’eco – chiarisce – è un’espressione metaforica che descrive le situazioni in cui informazioni, idee e credenze vengono amplificate e rafforzate attraverso la ripetizione continua. Momenti in cui si entra in contatto solo con idee che ci rassicurano sulle nostre scelte e ci confermano nelle nostre convinzioni. Un luogo figurato in cui le opinioni riverberano identiche a sé stesse, in un sistema chiuso, una camera d’eco appunto, senza mai essere messe in discussione. In teatro, purtroppo, questa metafora diventa spesso realtà.
Ci porremo davanti al palco vuoto senza retorica, senza censure, con la massima sincerità possibile. Proveremo a ripartire da una domanda fondamentale: cosa vogliamo vedere in teatro?
Liberi dai condizionamenti delle mode, dalle tendenze del momento, da ciò che crediamo debba essere il teatro contemporaneo. E, soprattutto, liberi dal giudizio che la comunità esercita sul nostro sguardo, proveremo a immaginare uno spettacolo da spettatori. E, ovviamente, anche a realizzarlo.
Perché il rischio più grande non è deludere il pubblico, ma continuare a rassicurarlo».
Leonardo Manzan, classe 1992, si diploma attore alla Civica Scuola di Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano. Esordisce alla regia con It’s App to You – o del solipsismo, uno spettacolo in forma di videogioco sulla realtà virtuale che ha avuto una lunga tournée in Italia e ha vinto negli anni numerosi premi, tra cui InBox 2018. Nel 2018 è la rivelazione della Biennale Teatro di Venezia, dove vince il premio di produzione della Biennale College Teatro – Registi under 30 con Cirano deve morire. Lo spettacolo, una riscrittura in versi rap di Cyrano de Bergerac di Edmond Rostand, debutta nella rassegna veneziana nel 2019. Invitato ancora nel 2020 a far parte degli artisti della Biennale, presenta lo spettacolo Glory Wall che si aggiudica il premio come miglior spettacolo dell’anno della rassegna, assegnato da una giuria internazionale di critici e studiosi di teatro. In Glory Wall (personale interpretazione del tema del Festival, la censura) un muro di 12 metri separa il palco dalla platea. Manzan si è distinto negli ultimi anni per l’originalità dei suoi lavori, con un ottimo riscontro di pubblico in Italia e grande risonanza all’estero, nell’ambito di rassegne come FIBA di Buenos Aires, Printemps des Commediennes di Montpellier, GIFT Festival di Tbilisi e Noorderzon di Groeningen. Uno spettacolo di Leonardo Manzan, di cui è autore, regista e interprete, ha debuttato nel 2024 al Teatro India di Roma. Del 2024 è anche il riallestimento di Cirano deve Morire in Georgia, con la produzione e il cast del New Theatre di Tbilisi. Nel suo ultimo lavoro sceglie di misurarsi con il Faust di Goethe per restituirlo al pubblico in forma di conferenza.
Uno spettacolo di Leonardo Manzan
Leonardo Manzan dirige Leonardo Manzan in una delle produzioni più attese dell’anno:
il nuovo spettacolo di Leonardo Manzan
di Leonardo Manzan, Rocco Placidi e Paola Giannini
con Leonardo Manzan e Beatrice Verzotti
regia Leonardo Manzan
produzione La Fabbrica dell’Attore Teatro Vascello
Informazioni:
Teatro Bonci piazza Guidazzi 8, 47521 Cesena – tel. 0547 355959 info@teatrobonci.it
Orari biglietteria (giorni feriali)
dal martedì al sabato ore 10.00-13.00 e 16.00-19.00 e fino a inizio spettacolo nei giorni di rappresentazione serale. Domeniche e festivi di rappresentazione: apertura da un’ora prima a inizio spettacolo.
Online: cesena.emiliaromagnateatro.com | vivaticket.com
Biglietti: da 8 a 18 €, esclusi diritti di prevendita.
Posti limitati. Prenotazione obbligatoria.
I posti per il laboratorio sono al momento esauriti. La restituzione del lavoro aperta al pubblico è a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria.









