Una targa dedicata alla maestra Alda Costa nella casa in cui visse e il ricordo dei martiri di Porotto

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Festa della Repubblica: Le iniziative comunali di mercoledì 2 giugno 2021. Alle 9.30 in via Fossato dei Buoi, alle 11 commemorazione a Porotto. Illuminazione tricolore nella fontana di piazza della Repubblica

FERRARA – Queste le iniziative promosse dal Comune di Ferrara mercoledì 2 giugno 2021 in occasione della Festa della Repubblica Italiana:

> Scoprimento della targa dedicata alla maestra Alda Costa

Mercoledì 2 giugno 2021 (alle 9.30) in via Fossato dei Buoi 3 a Ferrara verrà scoperta una targa dedicata ad Alda Costa sulla facciata della casa  nella quale la maestra ferrarese visse i suoi ultimi anni. L’iniziativa, nata su proposta dal Partito Socialista Ferrarese e messa apunto dall’Amministrazione comunale di Ferrara al termine dell’esame della Commissione Toponomastica, si svolge nell’ambito delle iniziative organizzate in collaborazione con la Prefettura di Ferrara in occasione del 75° anniversario della proclamazione della Repubblica italiana. Questo il testo della targa “Qui visse la maestra Alda Costa 1876 – 1944 Dirigente socialista – Martire antifascista“.

Interverranno alla cerimonia il sindaco di Ferrara Alan Fabbri, il ministro alla Pubblica Istruzione Patrizio Bianchi, il prefetto Michele Campanaro, la consigliera Deanna Marescotti in rappresentanza del PSI, l’assessore alla Cultura Marco Gulinelli presidente della Commissione Toponomastica del Comune di Ferrara.

LA SCHEDA  (a cura della direzione dell’Istituto di Storia Contemporanea del Comune di Ferrara)

Alda Costa nasce a Ferrara il 26 gennaio 1876. Il 20 marzo 1897 supera il concorso magistrale e ottiene l’abilitazione all’insegnamento. Insegna in diverse scuole della provincia e della città, dove viene a contatto con i gravissimi problemi che caratterizzavano la vita dei suoi alunni come la povertà, la denutrizione e le scarse condizioni igieniche, da lei considerate ostacolo all’apprendimento. L’impatto con queste problematiche scolastiche spinge la giovane maestra verso le posizioni del neonato Movimento socialista ferrarese: da allora Alda Costa sarà impegnata in prima linea nella lotta contro le disuguaglianze sociali e le ingiustizie. Durante la I Guerra mondiale si diffonde nella società e quindi anche nel mondo della scuola, il mito della patria e si obbligava a proiettare film inneggianti alla guerra: era il culto della violenza e della forza, base di quella sciagurata pedagogia del “Libro e del moschetto” che avrebbe spopolato durane il fascismo. Alda Costa si rifiuta di far assistere i suoi bambini a questi film. Per questo viene accusata di antipatriottismo. Lei si difende con queste parole: […]”Ma proprio che non si possa parlare di Patria senza parlare di guerra? Che ai fanciulli non si possa insegnare ad amare la propria terra, ad apprezzare la bellezza, a volerla stimata e civile senza far balenare loro davanti agli occhi, le immagini di rovina, ferocia, di morte? L’amor di Patria sta dunque tutto nell’esaltazione della guerra?”[… Nel 1922 Mussolini diviene capo del governo. Nel 1925 Alda Costa si rifiuta di fare il saluto romano al medico scolastico Dott. Zuffi, anche se, dichiara, lo insegna ai propri alunni. Richiamata dal Direttore Generale delle scuole elementari scrive una lettera al Sindaco di Ferrara per motivare il suo rifiuto. Il Sindaco le risponde con un avvertimento ufficiale che la costringe a recedere dalle sue posizioni E’ il 1926. Alda Costa si sottopone al giuramento che il regime aveva imposto per gli impiegati statali, ma con il suo atteggiamento fiero e irremovibile ne sminuisce l’importanza. Questo le costa una perquisizione domiciliare e un interrogatorio durante il quale essa dichiara: “Sono socialista massimalista e fiduciaria del PSI per la provincia di Ferrara. […] Io non ho mai ritenuto che vi esistesse incompatibilità fra la mia qualità di socialista militante ed il mio ufficio di maestra che ho sempre assolto scrupolosamente senza meritarmi mai nessun richiamo da parte dell’autorità scolastica e comunale.[…]”. A seguito di queste dichiarazioni viene sospesa dall’incarico. Ancora una volta la maestra ferrarese reagisce ai duri provvedimenti contro di lei scrivendo una lettera al sindaco di Ferrara. Già prima del fascismo Alda Costa viene ritenuta “sovversiva” dalle forze dell’ordine locali.

“Nell’opinione pubblica riscuote cattiva fama pel suo carattere altezzoso ed anche perché ritenuta di dubbia moralità. E’ discretamente educata, di mediocre intelligenza e di sufficiente cultura, essendo fornita del diploma per l’insegnamento elementare […]. Professa idee socialiste da circa dieci anni. Frequenta i più noti sovversivi di Ferrara e provincia.[…]” Con queste parole il 17 Marzo 1917 il Prefetto di Ferrara apre il fascicolo dedicato alla maestra Costa. Da quel momento le forze dell’ordine la terranno costantemente sotto controllo e non le verranno risparmiati maltrattamenti e percosse come nel 1922 quando, recatasi a Bologna in cerca di una tipografia per il giornale del suo partito, la Costa fu riconosciuta da un ferrarese e circondata “energumeni” che la insultarono e la bastonarono perché rifiutatasi di inneggiare al fascismo. Dopo il licenziamento Alda Costa viene costretta a trasferirsi a Milano per cercare un nuovo lavoro, ma la polizia, insospettita per lo spostamento non le dà tregua. Il 21 novembre 1926 le viene inflitta la pena di 5 anni di confino da scontare alle isole Tremiti. Arrestata a Milano viene fatta salire sul treno in direzione del luogo a cui è destinata. Durante il viaggio subisce un trattamento umiliante perché considerata alla stregua dei delinquenti comuni. Alle Tremiti trova altri confinati con cui intreccia nuovi rapporti di impegno politico e si prodiga nell’assistere la moglie di uno di essi che ha perso la vista. Le lettere alla sorella, in cui le racconta di questi nuovi legami, vengono intercettate dalla Questura di Ferrara che la fa trasferire in uno sperduto paesino della Basilicata. La permanenza al confino viene ridotta a due anni, così Alda nel novembre del 1929 ritorna a Ferrara e va ad abitare temporaneamente dalla sorella Amelia e per guadagnarsi da vivere impartisce lezioni private, per lo più a bambini poveri dai quali viene pagata poco o nulla. Diventa un punto di riferimento per giovani antifascisti fra i quali Giorgio Bassani (che le dedicherà il racconto “Gli ultimi anni di Clelia Trotti”) e Claudio Savonuzzi.

Viene sorvegliata dalla polizia che registra tutti i suoi movimenti e le sue amicizie e la considera “persona capace di commettere qualsiasi atto inconsulto e che quindi dovevasi arrestare per la sua attività sovvertitrice del regime.” E così è. Nel 1942 viene arrestata, insultata e minacciata.

Dopo la caduta del fascismo il 25 luglio 1943 viene rilasciata, ma è indebolita e fiaccata dalla vita carceraria. Nella notte tra il 14 e il 15 novembre dello stesso anno, notte dell’eccidio Estense viene arrestata nuovamente e rinchiusa prima nel carcere di via Piangipane, poi in quello di Copparo.

A causa del peggioramento delle sue condizioni di salute, ormai sessantottenne, viene trasferita dal carcere all’ospedale di Copparo. Alle 14.30 del 30 aprile 1944 si spegne ponendo fine alle implacabili persecuzioni subite per tutta la vita. Le sue ultime parole sono rivolte all’avvocato Antonio Buono, pretore di Copparo “Dica ai miei compagni che sono sempre rimasta fedele al mio ideale”.

> Cerimonia commemorativa al Cippo di via Tagliaferri a Porotto

Mercoledì 2 giugno 2021 alle 11 a Porotto al Cippo di via Tagliaferri si svolgerà una breve cerimonia commemorativa con deposizione di una corona in ricordo del cittadino di Galliera caduto insieme a cittadini ferraresi nella strage dei “Dieci Martiri” (ai quali era stato reso onore, come ogni anno, domenica 25 aprile 2021 nel 76° anniversario degli Eccidi di Porotto).

Saranno presenti l’assessore del Comune di Ferrara Angela Travagli che accompagnerà la delegazione del Comune di Galliera composta dall’assessore Diego Baccileri, da Consiglieri comunali e da rappresentanti di Anpi.

> Piazza della Repubblica, fontana illuminata con i colori della bandiera
Mercoledì 2 giugno, per celebrare il 75° anniversario della proclamazione della Repubblica, la fontana di piazza della Repubblica di Ferrara sarà illuminata con i colori della bandiera italiana.