Modena

Una nuova opera per per celebrare l’80° Anniversario del Referendum istituzionale il 10 maggio al Teatro Collegio San Carlo

Elvira Muratore 2

MODENA – UNA MATITA E UN PEZZO DI CARTA: l’80° Anniversario del Referendum del 2 giugno 1946 celebrato attraverso una nuova drammaturgia e una nuova musica

Il penultimo appuntamento della Stagione dei Concerti 2025-2026 – domenica 10 maggio alle ore 17.30 presso il Teatro Fondazione Collegio San Carlo – rappresenterà la chiusura del ciclo triennale dedicato a nuove commissioni di teatro musicale a tema civile.  Dal 2023 al 2026 i compositori in residenza delle programmazioni di Gioventù musicale Modena (rispettivamente: Riccardo Perugini, Livia Malossi/Daniele Bisi e, infine, Elvira Muratore) hanno lavorato a progetti legati a importanti ricorrenze civili: il centenario del delitto Matteotti, l’80° della Liberazione e, infine, l’80° del Referendum istituzionale.

Una matita e un pezzo di carta, questo il titolo della drammaturgia di Marina Meinero messa in musica da Elvira Muratore, è un modo di raccontare il rapporto mutevole tra Cittadino e Stato degli ultimi sessant’anni, è celebrazione del primo voto delle donne (la storia attraverserà la vita di tre generazioni di donne italiane) e rappresenta anche un esperimento assolutamente innovativo nel campo del teatro musicale contemporaneo – esistono già esperimenti in tal senso nel teatro di prosa – in quanto sarà il pubblico stesso, collegato mediante cellulare e un semplice QR code, a dover votare in tempo reale su alcune svolte drammaturgiche, così da modellare lo svolgimento dello spettacolo. Questa prima esecuzione, oltre ad avere valenza didattica in quanto la partitura incorpora, oltre ad esecutori professionisti, anche parti eseguite da tre giovani e talentuosi strumentisti del Liceo Carlo Sigonio, è stata il frutto di una collaborazione costruita con vari enti del territorio: Istituto Storico, grazie alla supervisione di Mirco Carrattieri, Associazione Evoè e STED. La vicenda – come stesa da Marina Meinero con la supervisione di Mirco Carrattieri – inizierà proprio dal 1946, appena dopo il risultato che sancì la scelta repubblicana. Da lì in avanti le generazioni di donne, guidate dal pubblico, si confronteranno con alcuni quesiti che realmente sono stati sottoposti al popolo italiano – per esempio, il referendum sul nucleare – ma dovranno anche fare scelte su referendum immaginati dalla penna drammaturgica.
Ci racconta Marina Meinero, drammaturga dello spettacolo: “Una matita e un pezzo di carta è un esperimento. È il tentativo di rendere flagrante ciò che un banale segno di una matita su un pezzo di carta può (o poteva?), con il passare degli anni, mutare in maniera decisiva la vita, la personalità, i dubbi e le prerogative dei cittadini. In questo caso specifico, di tre donne appartenenti ad una comune famiglia italiana. Ogni referendum che il pubblico sarà portato a votare (o ri-votare) renderà diverso lo sguardo delle donne sulla società e anche, viceversa, lo sguardo della società su di loro, determinando in tempo reale l’evoluzione e il finale dell’Opera. Nel 1946 il popolo italiano scelse di passare da suddito a cittadino, votando la Repubblica; col passare del tempo, attraverso le scelte fatte autonomamente dalla classe politica o attraverso i diversi referendum, la distanza fra Repubblica e cittadino però è variata. Ad oggi i cittadini vivono in un isolamento molto maggiore di quello che vi era negli anni 40 e la distanza dallo Stato è notevole. E se fossero state fatte altre scelte, votato altre leggi, dove saremmo oggi? La mia riflessione verte, in sottofondo, sul passaggio simbolico dal potere di una semplice matita al moderno “like”, chiedendo provocatoriamente al pubblico e a noi stessi: il voto è ancora uno strumento per cambiare il mondo o è solo una fragile illusione?”
Anche la compositrice Elvira Muratore lascia una sua personale riflessione sulla lavorazione dell’opera: “Quando lavoro alla mia musica mi preoccupo sempre che ogni elemento sia davvero giustificato e strutturale, nella mia musica non c’è spazio per elementi decorativi. In quest’ottica non posso limitarmi a scrivere un semplice accompagnamento a un testo già esistente. Se il ruolo delle cantanti è immediatamente chiaro — rappresentano tre generazioni di cittadini nelle possibili Italie che emergeranno dal voto del pubblico — non è altrettanto evidente quale possa essere la funzione strutturale di un ensemble strumentale all’interno di uno spettacolo teatrale. Riflettendo sul testo, però, mi sono accorta che c’è un personaggio che nello spettacolo non agisce direttamente ma è sempre implicito: lo Stato. Il rapporto che emerge, nei diversi scenari possibili del nostro spettacolo, tra cittadino e Stato è lo stesso rapporto che il pubblico ascolterà tra le cantanti e l’ensemble. In un’Italia in cui la libertà individuale è l’aspetto più importante, gli strumenti avranno linee leggere, lasciando grande spazio alle voci; nello scenario opposto, in un’Italia in cui tutte le decisioni sono affidate allo Stato, la parte strumentale diventerà molto più presente. Spetterà poi a chi ascolta giudicare: la leggerezza delle linee strumentali nel primo caso é in misura giusta e necessaria oppure é un sostegno troppo fragile? Nel caso opposto invece, l’ensemble fornisce alle voci il supporto indispensabile oppure è diventato eccessivamente ingombrante? Chi sarà in sala potrà dircelo, sempre democraticamente, con il proprio voto.”
Domenica 10 maggio | ore 17.30 – Teatro Fondazione Collegio San Carlo

UNA MATITA E UN PEZZO DI CARTA

Opera da camera a scelte multiple, per voci e strumenti
Prima esecuzione – Nuova commissione di Fondazione Gioventù musicale d’Italia
In occasione dell’80° anniversario del Referendum istituzionale del 2 giugno 1946Musica di Elvira Muratore
Drammaturgia di Marina Meinero
Supervisione storica di Mirco Carrattieri
Marina Meinero voce recitante
Maria Francesca Rossi e Isabella Gilli soprani
ENSEMBLE FORMA LIBERA
Andrea Vecchiato flauto Michela Marchiana viola Sofia Bellettini violoncello
con le voci di Marco Marzaioli e Francesco Zanlungo
con la partecipazione degli allievi del Liceo Musicale Carlo Sigonio
Nell’ambito delle attività del Comitato per la Storia e le Memorie del Novecento del Comune di Modena
Biglietti e info
Ingresso a offerta libera, secondo disponibilità, responsabilità e gradimento
www.gmimodena.it
per informazioni: info@gmimodena.it
 
INTORNO AL PROGRAMMA 

Marina Meinero, diplomata alla Scuola di Teatro di Bologna A. Galante Garrone e in violino all’Istituto Pareggiato Achille Peri, si perfeziona a Parigi al Conservatorio Nazionale Superiore di Arte Drammatica. Dal 2014, lavora come attrice, musicista e formatrice in Italia e Francia. Collabora inoltre con il teatro Al Harah di Betlemme per progetti didattici, artistici e sociali. Nel 2015 fonda la compagnia Le MèME Ensemble a Parigi e ne diviene co-direttrice artistica, gestendo la pedagogia (adolescenti in Zone di Educazione Prioritaria e adulti) e i progetti internazionali (laboratorio estivo per professionisti, progetto IN MEMORIAM). In parallelo continua la sua attività di attrice con la compagnia STED di Modena e con altre c.ie (Propositario Azul a Lisbona, Un pas puis l’autre in Bretagna, Cie Lilliput a Parigi e altre). In Italia cura inoltre le regie di teatro musicale di Brundibar, Al’s Adventure in Wasteland e I care presso il Teatro Comunale e il Teatro di Carpi, in collaborazione con il Conservatorio Orazio Vecchi. Dal 2018 è formatrice per il catalogo UNIFORMATION (formazione nazionale per la Francia) dedicato a educatori e insegnanti sul tema dello sviluppo dei 5 sensi dei bambini attraverso le arti e del teatro come mezzo didattico.

Elvira Muratore sviluppa una poetica musicale fondata su gesti minimi, essenziali e profondi, concependo la musica non come messaggio ma come esperienza diretta. Centrale nel suo percorso è il concetto di “zero” o “vuoto”, maturato durante gli studi di matematica all’Università di Firenze, inteso nelle sue diverse interpretazioni culturali: da idea destabilizzante a principio fondamentale della realtà. Questa riflessione permea anche i suoi progetti più recenti. Tra questi spicca “ALIAS”, realizzato con il violista d’amore Valerio Losito: il primo CD, pubblicato nel 2020 da Da Vinci Classics, ha ricevuto apprezzamenti per originalità e intensità, venendo descritto come un’esperienza musicale profonda e arricchente. Un altro progetto rilevante è “La formula della creazione”, nato dalla collaborazione con l’Orchestra Sinfonica di Sanremo e la Fondazione Biella Città dell’Arte in occasione del libro di Michelangelo Pistoletto: nel 2022 Muratore ha composto due brani eseguiti nella stagione 2023 e in ulteriori eventi legati all’artista. Si diploma in composizione con il massimo dei voti e lode al Conservatorio di Cesena sotto la guida di Claudio Boncompagni, perfezionandosi poi con Ivan Fedele e altri importanti compositori contemporanei. Ha collaborato con numerose orchestre ed ensemble internazionali, tra cui realtà in Europa, America e Turchia. Tra i riconoscimenti: nel 2020 il brano “Restauro I” è risultato vincitore del bando “Vivere all’Italiana in musica” del Ministero degli Esteri; è stata compositrice in residence del Dédalo Ensemble (2016/17) e del Coro Giovanile Toscano (2016). Nel 2014 è stata selezionata per un atelier internazionale in Portogallo e finalista a un concorso della International Federation for Choral Music; precedentemente ha ottenuto premi e riconoscimenti in concorsi internazionali.
Le sue opere sono state eseguite in importanti festival e istituzioni in Italia e all’estero, tra cui Ravenna Festival, Foro Internacional de Música Nueva in Messico e concerti a New York, Madrid e Budapest.
Isabella Gilli, soprano emiliano classe 1999, affronta repertori e autori eterogenei, da Haendel a Mozart, da Donizetti a Britten. La sua formazione musicale comincia dall’infanzia: dapprima prende parte al coro voci bianche del Teatro Comunale “Pavarotti-Freni” di Modena, poi studia al liceo musicale “Carlo Sigonio” di Modena e infine intraprende il percorso accademico al Conservatorio “Peri-Merulo” di Reggio Emilia conseguendo le lauree di primo (2022) e di secondo livello (2024) in canto lirico, entrambe con la votazione di 110 e lode.
Ad agosto 2022 si esibisce nel doppio ruolo di Pamina e Papagena in una versione rivisitata e ridotta de “Die Zauberflöte” di W. A. Mozart per voci soliste, narratore ed ensemble orchestrale diretta dal Maestro Stefano Seghedoni al museo archeologico “Lavinium” di Pomezia (RO), al teatro comunale “Rossella Falk” di Tarquinia (RO) e nell’Aula consiliare del Granarone a Cerveteri (RO). Tra il 2021 e il 2023 interpreta più volte il ruolo di Giulietta nell’opera “Il piccolo spazzacamino” di B. Britten (versione in italiano di “The little sweep”) al Teatro Comunale “Pavarotti-Freni” di Modena e al Teatro Ristori di Verona. A dicembre 2022, ha inoltre debuttato nel ruolo di Ida ne “Il Pipistrello” di J. Strauss Jr al Teatro Comunale di Ferrara (versione in italiano di “Die Fledermaus”).  Dal novembre 2023 è membro effettivo del Coro del Teatro Municipale di Piacenza e del Coro del Teatro Comunale di Modena e tra le produzioni alle quali ha partecipato si ricorda la “Trilogia d’autunno” del Teatro Alighieri di Ravenna, diretta dal Maestro Riccardo Muti. Dal 2024 partecipa al ROF (Rossini Opera Festival) di Pesaro come membro eƯettivo del Coro Ventidio Basso di Ascoli Piceno, dopo opportuna selezione. Tra i titoli eseguiti si cita “Bianca e Falliero”, la cui Prima è stata trasmessa in diretta su Rai 5. Nel 2025 ha debuttato nei ruoli di Annina ne “La Traviata” e Berta ne “Il Barbiere di Siviglia” rispettivamente al Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno e al Teatro Morlacchi di Perugia. Successivamente debutta nel ruolo del Trujamàn ne “El retablo de maese Pedro” di M. de Falla per la rassegna estiva del Teatro Comunale di Modena. Allieva nella Modena Belcanto Masterclass, organizzata dal Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena viene seguita da Maestri di fama internazionale quali Serena Gamberoni, Sonia Prina e Cristina Zavalloni.
Maria Francesca Rossi, nata a Modena, si è diplomata con lode in canto lirico presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali “Vecchi-Tonelli” di Modena sotto la guida di Katja Lytting. Dal 2019 ad oggi ha debuttato come soprano solista in numerose opere sacre, fra cui Stabat Mater di G.B. Pergolesi, Requiem KV 626, Krönungsmesse KV 317, Spaur-Messe KV 258, Pastoral-Messe KV 140 di W.A. Mozart, Gloria RV 589, Magnificat RV 611 di A. Vivaldi e Magnificat BWV 243 di J.S. Bach con la Cappella Musicale del Duomo di Modena. Attualmente è Maestra della sezione dei soprani di Modena Musica Sacra, Maestra del coro di voci bianche e docente di canto e tecnica vocale presso la stessa scuola. Ha debuttato al Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena e al Teatro Comunale di Carpi nel ruolo di Adina nell’opera L’Elisir d’Amore di Gaetano Donizetti. Ha eseguito inoltre l’opera completa presso la Casa Museo Luciano Pavarotti e a Bologna con l’orchestra Senzaspine. Nell’ottobre 2022 ha debuttato come Contessa ne Le Nozze di Figaro di W.A. Mozart a Salsomaggiore con l’Orchestra I Musici di Parma, la direzione musicale di Daniele Agiman e la regia di Daniele Piscopo; successivamente ha debuttato come Pamina in Die Zauberflöte di W.A. Mozart a Modena, diretta da Mario Sollazzo con la regia di Lorenzo Profita. Finalista di numerosi concorsi internazionali, nel novembre 2023 ha vinto il Primo Premio, il Premio del pubblico, il Premio della Critica, il Premio AdLibitum e il Premio InArt Management al Concorso Internazionale di canto lirico Niccolò van Westerhout a Mola di Bari. Ha preso parte a diverse Masterclass di perfezionamento con i Maestri Katja Lytting, Mario Malagnini, Leone Magiera, Robert Hyman, Cinzia Forte, Francesco Ellero D’Artegna e Stefania Bonfadelli. Si dedica anche al repertorio cameristico, in duo con il pianista Daniele Bisi. Da novembre ’22, è allieva di Raina Kabaivanska nella sua Masterclass annuale di perfezionamento a Modena.
I componenti del progetto Forma Libera – gruppo formatosi alla fine del 2019 – si distinguono per una solida esperienza nella divulgazione della musica dei nostri giorni, collaborazioni di prestigio e numerose prime esecuzioni. I progetti cameristici di Ensemble Forma Libera cercano sempre linee di collegamento tra il passato prossimo e i compositori del nostro tempo, ad esempio CON7EMPORANEO | 7etti del XX e XXI secolo (musiche di Ravel, Vacchi, Benatti, Stravinskij e Giacometti), programmato nella stagione concertistica 2021 di GMI Modena o anche il progetto Makrokosmos, Mikrokosmos e altri mondi intermedi, dedicato ai compositori George Crumb, Béla Bartók e Matteo Manzitti (festival Aequalis, Brescia). Nel giugno 2021 Classica HD | Sky canale 136 trasmette i sei episodi di Ascolti dallo Studio | diari veneziani, una produzione musicale e documentaristica di Ensemble Forma Libera, con la regia di Francesco Rossi, su sei compositori veneziani viventi con tre prime esecuzioni commissionate a compositori under 35 (Michele Deiana, Giovanni Dinello e Paolo Piaser). Per le ricorrenze del centenario di Pier Paolo Pasolini l’Ensemble ha debuttato il progetto La forma del suono, un percorso dedicato a sette autori italiani – di cui due presenti con prime esecuzioni – che attraverso alcune parole ricorrenti del mondo pasoliniano (canzoni, fiori, filastrocche) parla di musica ‘assoluta’ e dialoga con letteratura e cinematografia (musiche di Terranova, Perocco, Colasanti, Perugini, Montalbetti, Franceschini e Sargenti). Il gruppo, a geometrie variabili, prende parte a Festival come Le strade del suono (Genova), Traiettorie (Parma), Festival Alfredo Piatti (Bergamo), Serico Tonale (Ferrara), Sulle Ali del Novecento (Brescia), Exitime (Bologna). Il 2024 ha segnato un passaggio importante per il gruppo, con la realizzazione della prima edizione del Festival Modena Contemporanea, sostenuto da Fondazione di Modena, con il progetto Playlist 2030 Fare musica per un futuro sostenibile sostenuto dalla regione Emilia-Romagna nell’ambito del bando Officina Youz e con la produzione in prima assoluta dell’opera di Riccardo Perugini vincitrice del bando SIAE Per Chi Crea, Il pellegrino del nulla, commissionata in occasione del centenario dell’omicidio Matteotti. Tappe fondamentali del 2025 sono la seconda edizione del Festival Modena Contemporanea, la commissione e la prima esecuzione dell’opera Memoria Sommersa con musiche di Livia Malossi Bottignole e Daniele Bisi, dedicata all’80° Anniversario della Liberazione, il progetto Saran Cotti?, in occasione della venticinquesima edizione del Festivalfilosofia (curatela di Chiara Ascari e Francesco Ninno, in collaborazione con la Fondazione Home movies di Bologna) e la pubblicazione per l’etichetta Movimento Classical del progetto Playlist 2030 – Fare musica per un futuro sostenibile.
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Pubblicato da
Roberto Di Biase

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