Per Papa Francesco
E guardare l’alba
fatta di tempo e lacrime
per ricordare come si bagnano
i volti che passano come l’acqua.
E guardare e sentire nel segno
simbolo sacro del sapere
che non perdiamo che la morte
e ogni gesto che ci chiama al simbolo
È poesia nel sorriso di una fede,
anche essa ci chiama per rivelarci
il nostro stesso volto che ritorna
come l’alba e il tramonto.
Un triste oro nelle parole
racconta di umanità che contrasta
guerra, violenza, fame, e ci dà
La libertà in quello che ci lascia
un Papa con la sua propria sostanza
che ricorda un noi vale di più di un “Io”
e che molto sangue sta ancora correndo
dalle ferite chiuse e con la sola ombra
di un angelo che se ne va,
si annuncia un angelo che nasce.
Yuleisy Cruz Lezcano